Lasciamo perdere Di marco che esulta per il passaggio della Bosnia offendendo calciatori, tifosi ed allenatore (ovviamente ignorando il fatto che lo stadio è a capienza ridotta per insulti razzisti o che il C.T. bosniaco offende un allenatore Nord Irlandese perché stava boicottando la nazionale, ma così va tutto bene). E lasciamo perdere anche le parole di Gravina che, di fatto, si assume il merito in caso di vittoria e scarica le colpe a Gattuso per un’eventuale sconfitta. Adesso bisogna parlare dell’unica cosa importante di stasera: la partita.
Le dichiarazioni di Gattuso sono state inequivocabili: zero alibi, zero scuse. Si va al Mondiale, a costo di essere brutti e sporchi. Il gioco verrà negli eventuali gironi in Canada. E dopo due mancate qualificazioni, il movimento calcistico italiano, ormai alla canna del gas, non può permettersi di guardarlo dalla televisione. Di fatto niente di nuovo rispetto ad una settimana fa. Vincere e basta. E per giocatori come Politano e Bastoni, ormai in là con gli anni, potrebbe essere l’ultima occasione per partecipare ad un mondiale. E, forse, la loro grinta potrebbe essere un’arma in più.
Piccola nota positiva. L’attaccante ex Inter e compagno di squadra di Di Marco e Barella, dopo aver un po’ spento le polemiche post esultanza, Edin Dzeko ha invitato (anzi il tono è molto più perentorio) i suoi tifosi non solo a non fischiare anzi ad applaudire l’inno italiano. Questo per ricordare il fatto che l’Italia fu la prima nazionale a giocare un’amichevole in Bosnia dopo la fine della guerra. “Per 90 minuti ci sarà una guerra sicuramente, però dopo amici come prima, quello che succede succede, il calcio è questo” ha dichiarato Dzeko in conferenza stampa.
Di seguito le probabili formazioni: Bosnia (4-4-2)Vasilj; Dedic, Katic, Muharemovic, Kolasinac; Memic, Sunjic, Tahirovic, Alajbegovic; Demirovic, Dzeko.
Italia (3-5-2): Donnarumma; Mancini, Bastoni, Calafiori; Politano, Barella, Locatelli, Tonali, Dimarco; Kean, Retegui.




