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Per i non addetti ai lavori gli strumenti di serraggio non sono accessori ritenuti complicati e, fatta eccezione per le dimensioni, tutti semplici nell’essenza e uguali nello scopo; la realtà dei fatti, però, è molto più complessa e le morse si differenziano notevolmente non soltanto per quanto riguarda le dimensioni, ma anche per la specifica destinazione d’uso.

In questo articolo cercheremo di illustrare in maniera semplice e sintetica le diverse tipologie di morsa, soprattutto a beneficio di hobbisti e appassionati di fai da te alle prime armi, in modo da aiutarli a individuare quelle più adatte alle loro esigenze.

Categorie e classi

La morsa è un accessorio fondamentale da integrare a un banco da lavoro, a prescindere dal tipo di attività che si svolge; per i migliori risultati, però, è consigliabile scegliere con attenzione il tipo da utilizzare.

Le principali categorie di appartenenza in cui è inserito questo accessorio sono due: le morse per il metallo e quelle per il legno, perché le diverse caratteristiche fisiche dei due materiali richiedono che le relative morse abbiano una struttura e una dinamica di applicazione della stretta ben specifiche. All’interno di queste due categorie, poi, soprattutto per quanto riguarda le morse per il metallo, esistono ulteriori classificazioni in base alla forma e al tipo di chiusura delle ganasce.

Una categoria a parte, invece, è costituita dalle morse per macchina, ovvero una particolare variante di questo accessorio progettata per scorrere su delle slitte o ruotare su una base girevole. Le morse per macchina sono strutturalmente diverse dagli altri strumenti di serraggio, e di solito non seguono nemmeno dei normali standard in quanto sono progettate per essere utilizzate con elettroutensili specifici, a partire dai mini trapani a colonna fino alle grandi macchine stazionarie per lavorazioni industriali.

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Il banco per falegnameria

Le morse per il legno si distinguono innanzitutto per le loro dimensioni, che sono maggiori rispetto a quelle delle morse per il metallo; un’altra caratteristica che differenzia le morse adoperate in falegnameria da quelle usate in officina è quella di essere realizzate in legno. Nonostante sia abbastanza raro, però, è comunque possibile trovare degli esemplari realizzati in acciaio, ma in ogni caso le mordacchie sono sempre fatte di legno, o al massimo di plastica, in modo da non rovinare la superficie dei pezzi che andranno a bloccare.

Una delle tipologia più diffuse di morse per legno sono gli strettoi, noti anche come morsetti; questi possono essere ad ampiezza fissa o variabile, e vengono utilizzati principalmente per stringere insieme pezzi di legno da incollare l’uno all’altro, in modo da tenerli saldamente in posizione durante il tempo che occorre alla colla per indurirsi e fare presa definitivamente.

Le morse da banco, invece, sono integrate direttamente in quest’ultimo. Il banco da falegname è uno dei più antichi strumenti di serraggio; le sue prime tracce documentate risalgono all’epoca romana infatti, ma le sue effettive origini sono quasi sicuramente antecedenti a quel periodo.

La caratteristica principale del banco per falegnameria è proprio quella di incorporare due distinte morse, una sul lato destro e una sul sinistro, le cui ganasce sono costituite dalle fiancate del banco stesso.

Le morse da officina

Le morse per il metallo invece, come accennato anche in precedenza, sono quelle che offrono la maggiore diversificazione per quanto riguarda le dimensioni, la foggia e il tipo di apertura delle ganasce.

Di solito sono realizzate in ghisa oppure in acciaio; alcuni esemplari sono molto piccoli, altri, invece, più grandi e predisposti per essere ruotati in modo da adeguare la loro posizione a seconda del tipo di pezzo da lavorare. Altre caratteristiche tipiche delle morse per il metallo sono quella di possedere un corpo centrale progettato per fungere da incudine, e consentire così la martellatura dei pezzi, e la ganascia esterna con il profilo arrotondato, in modo da offrire un supporto per facilitare il lavoro di piegatura dei pezzi di metallo in forma laminare.

Nei modelli più semplici le mordacchie, ovvero la parte che va a stretto contatto con i pezzi da serrare, fanno corpo unico con le ganasce, ma la maggior parte delle morse da officina sono strutturate in modo da poterle rimuovere. Potrebbe infatti capitare di dover serrare pezzi più delicati, come le aste filettate per esempio, e in questo caso la stretta applicata con una mordacchia in acciaio finirebbe col rovinare la filettatura.

Le mordacchie intercambiabili, invece, sono realizzate con metalli dolci, come alluminio, piombo, rame o stagno, proprio per evitare che ciò accada; esistono anche mordacchie speciali realizzate in gomma, oppure con inserti a V, per adattarsi a lavorazioni specifiche.

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