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Anelka – Genio e sregolatezza – Ex calciatore controverso e da due anni guida tecnica delle giovanili del Lilla, Nicolas Anelka ha sempre mostrato di possedere una personalità atipica per il mondo del football. La formula “genio e sregolatezza” viene spesso abusata e affibbiata a tanti giocatori ma in questo caso appare addirittura come una semplificazione eccessiva. Introverso, riservato fino a dare un’errata sensazione di arroganza, tanto ha dato in carriera ma tanto ancora poteva dare. La sua impulsività, il suo essere sempre e comunque senza filtri lo ha infatti limitato in maniera considerevole. Questa è stata la strada che ha percorso e chi lo conosce bene ce ne parla nel documentario disponibile su Netflix “Anelka – Genio e sregolatezza”.

Anelka – Genio e sregolatezza disponibile su Netflix

Con le preziose testimonianze, tra le altre, di Thierry Henry, Patrice Evra, Paul Pogba, Olivier Dacourt, Didier Drogba, Arsène Wenger e Robert Pirès andiamo alla scoperta de “l’incompris”, come recita il titolo originale francese.  Che ha deciso di vivere a Dubai, dopo essere partito dalla banlieue parigina. Che a tredici anni andò già via di casa per trasferirsi all’INF Clairefontaine, accademia nazionale per giovani promesse francesi. Talento precocissimo, a sedici anni Anelka era già in prima squadra al Paris Saint-Germain; l’anno successivo si trasferì all’Arsenal, dove conquistò una Premier League. Il documentario prosegue alternando la storia della sua carriera, di cui si omettono le ultimissime esperienze, con il racconto della sua vita attuale, nella quale l’ex attaccante si mostra al tempo stesso affettuoso e severo con i figli che già giocano a calcio.

Altre tappe fondamentali del racconto sono i mondiali del 1998 e il passaggio al Real Madrid per la cifra record di 220 milioni di franchi. In terra iberica Anelka trovò un clima ostile nello spogliatoio e metterà a segno la prima rete soltanto nell’ambito del mondiale per club brasiliano, lontano dai clamori mediatici che lo attanagliavano. Poi le bizze con il commissario tecnico Domenech e l’allontanamento dalla nazionale (con l’ammutinamento solidale di tutti i suoi compagni), l’errore dal dischetto in finale di Champions League con la maglia del Chelsea che ancora oggi brucia e l’ennesimo scandalo del gesto della “quenelle” compiuto dopo un gol per il West Bromwich, che gli costò una squalifica in quanto considerato antisemita nonostante fosse indirizzato all’ex tecnico Steve Clarke.

La tesi sostenuta e argomentata dall’opera diretta da Éric Hannezo è che Nicolas Anelka non ha niente a che vedere con l’immagine che di lui negli anni ha creato la stampa, specialmente transalpina. Ad ogni modo la storia di questo calciatore giramondo, che ha sempre sostenuto a schiena dritta e con qualche eccesso le sue ragioni, affascina e aveva i suoi giusti motivi per essere raccontata con questo stile asciutto, essenziale eppure denso e autentico.

Il documentario “Anelka – Genio e sregolatezza” è disponibile in streaming on line su Netflix dal 5 agosto 2020.

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