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Tonino Scala, stabiese, politico ed scrittore, è l’autore del libro Ed è subito sera, che è successivamente divenuto un film, in cui lo stesso Scala è co-sceneggiatore con Antonio Urzo. La regia del film è di Claudio Insegno, e che vede impegnati sul grande schermo, tra gli altri, Franco Nero e Gianluca Di Gennaro.

Nella serata di ieri, 1 agosto 2019, al Social World Film Festival è stato proiettato il film Ed è subito sera, pellicola che è in concorso al noto festival vicano e che ha suscitato l’interesse generale della critica per la tematica trattata, ossia l’omicidio di Dario Scherillo, una morte innocente nella faida di camorra di Scampia.

Intervista a Tonino Scala per il film “Ed è subito sera”

Subito dopo la proiezione incontriamo Tonino Scala a cui rivolgiamo alcune domande sull’argomento.

Com’è nata l’idea di scrivere una sceneggiatura sui fatti di Dario Scherillo?

Ho conosciuto Pasquale Scherillo, il fratello di Dario. Pasquale mi ha parlato della storia del fratello, che tra le altre cose già conoscevo ma solo dalle cronache giornalistiche. Mi sono subito appassionato ed ho iniziato un percorso che è durato più di un anno in cui ho scritto, prima, il libro e, poi, è nata l’idea del film che lui aveva in testa ed è uscito fuori questo progetto.

Cosa significa per la società civile quando muore una persona innocente come Dario Scherillo?

La società civile, ovvero noi, quando muore una vittima innocente di camorra si indigna pensando sempre che sia qualche cosa lontano anni luce dalla propria  realtà. Ci si indigna e si apre il cassetto del indignazione per un po’ di giorni, ci sono articoli sui giornali, servizi in televisione. Un film come questo serve a tenere aperta la memoria e quel cassetto. La camorra è qualche cosa che ci riguarda da vicino fin troppo.

“Ed è subito sera”. Chi deve vederlo e perchè?

Ed è subito sera è stato concepito come un film didattico, un film che deve lasciare qualcosa, un pugno nell’occhio, un cazzotto nello stomaco. E’ rivolto a tutti, in particolar modo ai ragazzi ed anche a tutti quegli adulti che pensano che finché si ammazzano tra di loro la cosa non ci riguarda. Purtroppo non esistono pallottole intelligenti e talvolta “ammazzando, ammazzando”, anche se tra di loro, qualche pallottola raggiunge qualcuno di noi. La camorra è qualchosa che ci riguarda da vicino, troppo vicino.

Secondo lei, la scuola di oggi è in grado di far invertire la rotta a quei ragazzi cd. a rischio vita da camorrista?

La scuola, oggi, fa tanto. La scuola, talvolta, in alcune realtà si sostituisce alle famiglie ed è l’unico centro di aggregazione culturale. Troppe volte, però, riponiamo troppe aspettative nella scuola e succede, invece, che ad ogni riforma la scuola viene considerata come un punto del bilancio da avere in diminuzione. Dovremmo investire maggiormente sulla scuola, in particolar modo in periferie, perchè è quello il motore, è da lì che parte tutto e che si può costruire una strada nuova, diversa dai luoghi di appartenenza.

Domanda da 1 mln di euro. La camorra sarà mai sconfitta?

La camorra come tutte le cose ha un inizio e ha una fine. Bisogna provare a non innaffiare quella pianta che, talvolta consapevoli, talvolta inconsapevoli, ognuno di noi fa quotidianamente. Per sconfiggere la camorra non servono gli eroi, serve un esercito di maestri e un esercito di cittadini che faccia la cosa più semplice possibile, ossia fare il cittadino.

Ringraziamo Tonino Scala per il tempo dedicatoci, augurandoci che non si possa più parlare di tali storie in futuro.

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