“Hitler Contro Picasso E Gli Altri” arriva al cinema solo per le giornate di martedì 13 e mercoledì 14 marzo. Si tratta di un documentario–evento in cui si intreccia storia, arte e la politica nazista. La struttura è quella classica del documentario, ma con la voce narrante di Toni Servillo, vincitore del premio Oscar per il film “La Grande Bellezza”. Il film diretto da Claudio Poli e prodotto da Nexo Digital e 3D Produzioni con la partecipazione di Sky Arte, sarà proiettato in diversi cinema in tutte Italia in anteprima mondiale.

Il controllo di Hitler sull’arte

Un primo tema affrontato nel film “Hitler Contro Picasso E Gli Altri” riguarda l’intreccio tra politica, arte e nazismo. Ottant’anni fa, l’arte nelle mani naziste si era trasformata in strumento offensivo, diretto a colpire in particolare i galleristi e i collezionisti ebrei che pur di salvare sé stessi e i propri cari, erano costretti a svendere le proprie collezioni private per pochi soldi. Chi si rifiutava era destinato ai campi di concentramento.

Migliaia di opere, tele e sculture di grandi artisti di ogni epoca e di inestimabile valore, sono andate ad arricchire i patrimoni personali del capo partito Adolf Hitler e del suo braccio destro Hermann Göring, privando al popolo la loro cultura ed identità nel periodo della Seconda Guerra Mondiale.

Una violenza, questa, che ancora oggi getta la sua pesante ombra sugli eredi che nel documentario ricostruiscono i fasti familiari e il barbaro modo con cui sono stati dispersi moltissime collezioni artistiche. Le parole di Toni Servillo si intrecceranno con interviste e testimonianze esclusive.

L’arte classica vs l’arte degenerata

Un altro aspetto che emerge dalla visione del documentario Hitler Contro Picasso E Gli Altri” è il rapporto tra arte e nazismo, illustrato come Hitler e i suoi generali riuscirono ad appropriarsi di sterminate collezioni d’arte che riguardavano la cosiddetta “arte degenerativa”. Il Fürer aveva un forte controllo sull’arte e l’estetica della nazione e mirava a dividere il bello dal brutto, ciò che andava ammirato da quelle forme espressive che meritavano solo disprezzo.

Il regime nazista era in cerca di legittimazione che infatti si esprimeva, secondo le ideologie di Hitler con l’arte classica. Questa visione dell’arte viene sancita definitivamente dal regime nel 1937 con due mostre organizzate contemporaneamente a Monaco: la Grande Esposizione di Arte Germanica, di cui Hitler si occupò personalmente, e la mostra itinerante Arte degenerata. Si calcola che le opere sequestrate nei musei tedeschi siano state più di 16mila, oltre 5 milioni in tutta Europa.

L’avete fatto voi questo orrore, maestro?“, chiede l‘ambasciatore nazista Otto Abetz a Pablo Picasso davanti a Guernica. Picasso rispose: No, è opera vostra“.  E Picasso è stato forse l’unico a comprendere le paure di Hitler, a comprendere che la dichiarazione di guerra del Führer all’arte degenerata era una questione politica, perché l’arte non è mai indifferente. “Un artista è un politico attento agli eventi strazianti, ardenti o dolci del mondo” dirà Picasso nel 1945, “la pittura non è fatta per decorare appartamenti. È uno strumento di guerra offensivo e difensivo contro il nemico”.

Trama “Hitler Contro Picasso E Gli Altri”

L’ossessione nazista per l’arte ci guida tra Parigi , New York , l’Olanda e la Germania, dove sono state organizzate quattro esposizioni per restituire dignità a tutti gli artisti che il regime nazista mise all’indice, disprezzò, condannò, sottrasse e fece scomparire, tra cui Max Beckmann, Paul Klee, Oskar Kokoschka, Henri Matisse, Otto Dix, Marc Chagall, El Lissitzky e Pablo Picasso. Infatti, il film narra l’episodio in cui il nazismo condannò la cosiddetta “arte degenerata” e organizzò a Monaco un’esposizione per condannarla e deriderla, insieme a una mostra per esaltare la “pura arte ariana”. Attraverso interviste, testimonianze e preziosi materiali d’archivio, il film svolge l’importante funzione di ricostruire la storia di questo periodo storico-artistico e restituisce alla memoria opere che rischiavano di venire dimenticate.

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