Mezzo destro mezzo sinistro – 2 calciatori senza pallone il mito di Andrea Margheritoni


Se esiste un film in grado di catturare l’essenza scanzonata, colorata e un po’ folle del calcio italiano degli anni ’80, quello è senza dubbio “Mezzo destro mezzo sinistro – 2 calciatori senza pallone”. Uscito nel 1985 per la regia di Sergio Martino, il film rappresenta il “fratello gemello” del celebre film di Oronzo Canà, condividendo con esso non solo il regista e lo stile, ma persino le iconiche divise di gioco.

Al centro della vicenda c’è la Marchigiana, una formazione neopromossa in Serie A che si affaccia sul palcoscenico dei grandi con più sogni che schemi tattici. Per affrontare il massimo campionato, la società punta su un ritorno di fiamma: Andrea Margheritoni (interpretato da un trascinante Andrea Roncato).

Talento purissimo ma con il vizio imperdonabile delle donne, Margheritoni è il classico “dieci” tutto genio e sregolatezza. Al suo fianco, l’inseparabile compagno di mille avventure (e poche vittorie) Gigi Cesarini (Gigi Sammarchi), insieme al quale darà vita a gag indimenticabili dentro e fuori dal campo.

Dal “Guru” Coligno al “Sergente” Fulgencio

La stagione non parte sotto i migliori auspici. Sotto la guida dell’improbabile allenatore Gianvincenzo Coligno (un esilarante Gianni Ciardo), la squadra fatica a trovare la quadra. La svolta arriva con l’esonero di Coligno e l’approdo in panchina del “sergente di ferro” Juan Carlos Fulgencio.

Interpretato da un magistrale Leo Gullotta, Fulgencio impone una disciplina ferrea e metodi d’allenamento quasi militari. È sotto la sua gestione che la Marchigiana inizia finalmente a “volare”, grazie anche all’innesto del giovane talento della Primavera, Carlo Vacca (un giovanissimo Pino Insegno), i cui gol faranno la differenza nella risalita verso la salvezza.

Il riscatto nella Mitropa Cup

Nonostante l’ascesa della squadra, Margheritoni finisce inizialmente ai margini, relegato in panchina e dato ormai per finito. Ma il calcio, si sa, regala sempre una seconda chance. Il palcoscenico della riscossa è la Mitropa Cup in Germania. In un finale travolgente, l’ex “donnaiolo” dimostrerà a tutti di essere ancora un fuoriclasse, trascinando la sua squadra e ritrovando l’orgoglio del campione.

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