Nel suo ultimo lavoro cinematografico Rocco Papaleo si serve di Pino Loricato, presenza forte e silenziosa, per raccontare un universo umano particolarmente complesso. Ma chi è Pino Loricato? O meglio cos’è?
Alla scoperta del pino loricato
Il pino loricato è un albero secolare che cresce in condizioni estreme tra le rocce del Parco Nazionale del Pollino (tra la Basilicata e la Calabria).
Affidandosi a un albero trasformato in una grande metafora della vita e a un cast di grande spessore, Papaleo torna per la quinta volta dietro la macchina da presa e dà vita ad una narrazione corale profondamente emotiva.
Alternando piani temporali e utilizzando spesso uno scuolabus come spazio di confessione e dialogo, Papaleo resta fedele al suo stile narrativo intimo e poetico. I personaggi parlano, si raccontano, si mettono a nudo durante la scarpinata per raggiungere il pino loricato.
Il movimento fisico diviene così un percorso interiore e la montagna si trasforma in un luogo di ascolto e cambiamento – uno spazio simbolico in cui i personaggi rallentano, riflettono e si confrontano con sé stessi.
Natura e racconto procedono insieme dando respiro e profondità alla storia. I paesaggi del Parco Nazionale del Pollino non fungono da semplice sfondo scenografico, ma diventano elemento narrativo essenziale.
Traumi personali, responsabilità collettive e seconde occasioni — Papaleo affronta temi complessi con una delicatezza rara. Il film racconta di persone che hanno sbagliato, senza per questo essere delle persone sbagliate.
Un cast eccezionale
Punto di forza del film è indubbiamente il cast femminile: Vanessa Scalera, Teresa Saponangelo, Claudia Pandolfi, ma anche i volti meno noti di Rosanna Sparapano e di Livia Ferri.
Particolarmente riuscita la scelta di rendere protagonista anche una figura più giovane: Andrea Fuorto che, nel ruolo di Luciano, nipote di Biagio (la guida interpretata da Papaleo), rappresenta le nuove generazioni sospese tra incertezze e ricerca di identità.
“Il bene comune” di Rocco Papaleo, un film sull’ascolto e sulla comunità
Con “Il bene comune”, Rocco Papaleo firma un’opera delicata ma incisiva, capace di parlare di comunità, empatia e trasformazione. Tra musica, natura e incontri inattesi, il film ricorda quanto possa essere rivoluzionario un gesto semplice: fermarsi ad ascoltare gli altri.
Un racconto che lascia spazio al silenzio e alle relazioni, suggerendo che il cambiamento, spesso, nasce dall’incontro con l’altro proprio come suggerisce “Nessuno si salva da solo”, il brano che risuona nei titoli di coda,


