Se la Magliana era il muscolo della banda, il Bar da Franco ne era senza dubbio il cuore pulsante. Situato in una via anonima che profuma di asfalto e caffè forte, questo locale non è stato solo un ritrovo, ma il vero quartier generale dove un gruppo di “batterie” di strada si è trasformato nell’unica, vera holding del crimine romano.Gestito da Franco Solenghi (interpretato da Paolo Buglioni), zio del Sorcio, il bar fungeva da zona franca e confessionale. Tra un biliardino e un amaro al bancone, sono state scritte le pagine più cruente della cronaca nera capitolina.
La Strategia: Dietro i tavolini di formica sono stati pianificati i colpi che hanno messo in ginocchio Roma.
La Gerarchia: Qui il Libanese impartiva ordini, il Freddo cercava di mantenere un’etica e il Dandi iniziava a sognare i palazzi del potere.
Il Tradimento: Le pareti del bar hanno assorbito i primi sussurri di sfiducia che, col tempo, avrebbero portato alla fine della banda.
Un Simbolo degli Anni di Piombo
L’estetica del bar, con le sue luci al neon e l’arredamento spartano, incarna perfettamente l’atmosfera degli anni ’70 e ’80. È il luogo dove la strada incontra la storia: tra quelle mura sono passati informatori, agenti corrotti e criminali di ogni rango, rendendolo il simbolo di una Roma cupa e ambiziosa.


