Nino Scotellaro è un magistrato siciliano dal carattere ruvido e intransigente, che ha dedicato l’intera carriera a una missione quasi ossessiva: catturare Mariano Suro, il sanguinario boss di Cosa Nostra latitante da decenni e responsabile di centinaia di omicidi.
La sua vita privata non è meno complessa:
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Luvi, sua moglie, è un’avvocata brillante che convive con l’ombra del padre, un magistrato eroe ucciso dalla mafia.
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Leonarda, sua sorella, è una carabiniera determinata che lotta per dimostrare il proprio valore al di là della “raccomandazione” del fratello.
Il punto di rottura L’esistenza di Nino va in frantumi quando il sistema che ha servito gli si rivolta contro: viene ingiustamente accusato di essere colluso proprio con il suo acerrimo nemico, Suro. Condannato a quindici anni, Scotellaro perde tutto: dignità, famiglia e libertà.
L’incidente e la trasformazione Dopo cinque anni di carcere, durante un trasferimento su un colossale e distopico Ponte sullo Stretto, un cedimento strutturale fa precipitare il convoglio in mare. Nino viene dichiarato morto, ma in realtà sopravvive.
Sfruttando la sua “morte” ufficiale, l’ex magistrato decide di abbracciare il lato oscuro. Cambia identità e si infiltra nel clan dei Tracina, rivali storici dei Suro. Da uomo di legge a “Bad Guy”: Nino inizia una scalata criminale con un unico obiettivo finale: ottenere con la forza quella giustizia che lo Stato gli ha negato.


