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The hater – Tomasz Giemza (Maciej Musialowski) studia giurisprudenza a Varsavia ma quando una sua relazione viene accusata di plagio viene espulso dalla facoltà. Non comunica quanto accaduto alla coppia di coniugi che ne finanzia gli studi, genitori di Gabi (Vanessa Aleksander), ragazza della quale è innamorato. Riesce poi a farsi assumere da Beata Santorska (Agata Kulesza ) sfruttando le sue competenze inerenti i social network e facendo crollare la popolarità e la reputazione di una testimonial di beveroni dietetici. L’agenzia della Santorska gli assegna successivamente il compito di contrastare l’ascesa del candidato sindaco Pawel Rudnicki. Tomasz innesca a questo punto la macchina del fango ai suoi danni, sfruttando l’apertura di Rudnicki agli immigrati e agli omosessuali.

The hater, recensione

Questo film tra il drammatico e il thriller diretto da Jan Komasa ci racconta una storia inquietante ma per nulla lontana dalla realtà nella quale viviamo. Ancora più inquietante, se si pensa che nel bel mezzo della produzione è avvenuto l’omicidio del sindaco di Danzica, Pawel Adamowicz. Ma “The hater” non si limita ad illustrare usi e malcostumi della politica attuale e affonda la lama nella piaga delle fake news dilaganti, messe in circolazione ad arte per distruggere chiunque si voglia, scatenandogli contro l’odio della rete.

Inquietante è anche il protagonista senza scrupoli, un ragazzo disposto a tutto, capace di fare qualsiasi cosa grazie ad internet e di versare finanche lacrime false in scioltezza. Così giovane eppure così capace di manipolare persone di ogni età, utilizza un videogame come avatar per spingere qualcun altro a portare a termine la sua sanguinolenta missione. Tomasz incarna il peggio dell’essere umano dei nostri tempi, spinge a riflessioni spietate ma autentiche, costringendoci a guardarci allo specchio. L’odio che è in lui matura insieme alla sete di vendetta dopo aver subìto comportamenti altrettanto cinici e spietati. Attualissimo è anche il riemergere dei movimenti fascisti, specialmente in Europa orientale.

I colori piatti ci calano efficacemente nell’atmosfera voluta da Komasa, mentre a più riprese è presente un ronzio di fondo che rende ancora più “disturbante” la visione. È più la parte centrale del film piuttosto lenta che i circa 130 minuti di durata a creare qualche problema di fluidità. Si poteva forse far guadagnare prima il centro della scena a tutto ciò che ruota attorno al candidato sindaco Rudnicki. Allo spettatore non viene concessa nessuna consolazione in quest’opera straordinariamente lucida, perfetta fotografia degli aspetti più cupi del nostro mondo. Meritatissimi il premio per il migliore lungometraggio all’ultimo Tribeca Festival e gli apprezzamenti per Musialowski, autore di un’interpretazione davvero notevole.

“The hater” è disponibile in streaming sulla piattaforma di Netflix a partire dal 29 luglio 2020.

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