Boscoreale, un bene confiscato diventa presidio di cultura: nasce il Centro Impastato-Siani


Boscoreale – È stato inaugurato questa mattina il Centro Giornalistico e Culturale Impastato-Siani, realizzato all’interno di un bene confiscato alla camorra. Un luogo che cambia pelle e significato, trasformandosi da simbolo di illegalità a presidio vivo di conoscenza e partecipazione.

Centro Giornalistico e Culturale Impastato-Siani, una struttura unica in Italia

Un progetto definito un unicum in Italia. Si tratta, infatti, del primo esempio di struttura sottratta alle mafie che ospita al suo interno una biblioteca comunale, una sala podcast, il set di una webtv e spazi interamente dedicati alla lettura e alla crescita culturale.

Al taglio del nastro hanno preso parte Giovanni Impastato e Paolo Siani, rispettivamente fratelli di Peppino Impastato e Giancarlo Siani, testimoni diretti di una memoria che continua a farsi impegno concreto. Insieme a loro il vicepresidente della Regione Campania Mario Casillo, il vescovo di Nola Mons. Francesco Marino e il viceprefetto aggiunto di Napoli Aniello De Angelis.

Presenti anche la Dott.ssa Giovanna Ceppaluni,  presidente del Tribunale di Torre Annunziata, il Dott. Umberto Cristadoro, presidente di CSV Napoli, il segretario generale aggiunto della FNSI Dott. Claudio Silvestri, il segretario generale di Fondazione Polis Dott. Enrico Tedesco e la Dott.ssa Maria Antonietta Troncone, presidente di Agrorinasce e il direttore responsabile di Volwer TV Dott. Raffaele Perrotta.

A fare gli onori di casa la Dott.ssa Isabella Manzo, presidente dell’associazione Eiraionos e il sindaco della città di Boscoreale, Avv. Pasquale Di Lauro, mentre a coordinare l’incontro è stato il giornalista Dario Sautto. 

Centro Giornalistico e Culturale Impastato-Siani

Una coincidenza non cercata, ma sicuramente ricca di significato

L’11 aprile 2002 – esattamente 24 anni fa – la Corte d’Assise di Palermo condannava all’ergastolo il boss Gaetano Badalamenti come mandante dell’omicidio di Peppino Impastato, avvenuto il 9 maggio 1978, confermando così la matrice mafiosa del delitto e smentendo la tesi del suicidio/attentato sostenuta per anni.

A distanza di 24 anni, a Boscoreale, il nome di Peppino Impastato, insieme a quello di Giancarlo Siani, entrambi vittime della crimalità organizzata, risuona in un progetto “semplice, ma ambizioso” così come definito dalla Dott.ssa Manzo, quello di “fare di un luogo sottratto alla camorra, uno spazio che accoglie, unisce e genera opportunità; un luogo dove convivano innovazione e sapere tradizionale” nel nome di Peppino Impastato e Giancarlo Siani che è “un onore, ma anche una responsabilità, quella di affiancare le loro storie e i loro nomi al nostro impegno quotidiano”. 

Centro Giornalistico e Culturale Impastato-Siani
Boscoreale – Centro Giornalistico e Culturale Impastato-Siani

L’ arma più efficace: la Cultura

Quella di questa mattina non è stata solo un’inaugurazione, ma un’affermazione chiara: la Cultura è lo strumento più potente per contrastare la criminalità organizzata. A vincere è sempre lo Stato e la sua arma più efficace resta sempre la Cultura.

 

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