I carabinieri del Noe hanno posto i sigilli al cantiere navale Marina di Stabia a Castellammare di Stabia, all’interno dell’omonimo porto turistico. Il provvedimento riguarda un’area di circa 60mila metri quadrati dove si trovano 120 imbarcazioni ed è stato eseguito dai militari del gruppo per la tutela dell’ambiente di Napoli nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Procura di Torre Annunziata.
I reati contestati
Secondo quanto emerso dagli accertamenti, i reati contestati sono scarico abusivo di reflui industriali, assenza di autorizzazione alle emissioni in atmosfera e gestione di rifiuti non autorizzata. I controlli sono stati eseguiti dai militari del Noe di Napoli con il supporto del personale Arpac.
Controlli nel cantiere
Nel corso delle verifiche sarebbe stato accertato che l’attività di rimessaggio del cantiere nautico si sarebbe svolta in assenza dell’autorizzazione unica ambientale e quindi senza i titoli necessari. Al centro degli accertamenti anche le modalità di manutenzione delle numerose imbarcazioni presenti nell’area, alcune delle quali di grosso cabotaggio.
Rischio per reflui
Gli investigatori avrebbero rilevato che diversi interventi di manutenzione sarebbero stati effettuati direttamente sul terreno, con una possibile dispersione di sostanze inquinanti. Secondo l’ipotesi investigativa, tali sostanze sarebbero confluite in parte nella pubblica fognatura e quindi nel fiume Sarno, e in parte direttamente sul suolo.
Solventi e vernici
Tra gli elementi finiti sotto la lente degli inquirenti ci sarebbe anche l’illecita attività di rimessaggio svolta con l’utilizzo di solventi e vernici. Il sequestro dell’area si inserisce nell’attività coordinata dalla Procura generale di Napoli finalizzata alla rimozione delle cause di inquinamento del fiume Sarno.


