Castellammare, il PD chiede scusa per lo scioglimento del Comune


Il primo messaggio di Arturo Scotto dopo la nomina a commissario del Partito democratico di Castellammare di Stabia è rivolto alla città: il Pd, sostiene il parlamentare, deve chiedere scusa ai cittadini dopo lo scioglimento del Comune per infiltrazioni camorristiche.

Per Scotto, quanto accaduto rappresenta una ferita che avrebbe dovuto essere evitata. Il nuovo commissario ammette che il partito non è stato all’altezza e riconosce che alcuni segnali d’allarme erano stati lanciati già da tempo.

Gli allarmi ignorati

Scotto richiama il lavoro promosso da Sandro Ruotolo attraverso l’osservatorio sulla camorra. Quelle indicazioni, afferma, non avrebbero dovuto essere considerate il frutto di un atteggiamento giustizialista.

Secondo il parlamentare, sarebbe stato necessario analizzare più attentamente lo stato della democrazia cittadina. Dichiararsi persone perbene, osserva, non è sufficiente senza assumere iniziative concrete.

Il giudizio su Vicinanza

Scotto difende l’onestà dell’ex sindaco Luigi Vicinanza e annuncia di voler avere con lui un confronto. Allo stesso tempo, sottolinea che Vicinanza resta il sindaco sotto la cui amministrazione è arrivato lo scioglimento.

Per il commissario del Pd, l’ex primo cittadino deve quindi interrogarsi sulla propria capacità di costruire un argine, assumendosi una responsabilità politica nei confronti della comunità che lo aveva eletto.

Il cambiamento nel Pd

Il nuovo commissario annuncia una trasformazione profonda del partito stabiese. Nella relazione prefettizia, ricorda, vengono citati anche due consiglieri del Pd tra gli elementi che hanno contribuito allo scioglimento.

Scotto afferma che quei consiglieri devono considerarsi fuori dal partito e richiama il principio secondo cui nelle istituzioni si deve operare con disciplina e onore.

Il parlamentare ricorda inoltre che i segretari Dinacci e De Luca avevano dichiarato conclusa l’esperienza amministrativa già mesi prima, senza essere seguiti da tre dei quattro consiglieri comunali democratici.

Il nodo delle civiche

Scotto distingue il civismo costruito attraverso partecipazione e solidarietà dalle liste formate poche settimane prima delle elezioni o legate a singole personalità.

Secondo il commissario, alcune di queste esperienze diventano l’ultimo anello di filiere politiche che partono dal Parlamento, attraversano la Regione e arrivano fino ai consigli comunali.

Un ente permeabile

Dalla documentazione sullo scioglimento, Scotto ricava l’immagine di una macchina amministrativa esposta da anni a condizionamenti e priva di sufficienti strumenti di protezione.

Il parlamentare richiama anche la precedente relazione del 2021 e cita il passaggio in cui viene descritta l’assenza di adeguati anticorpi procedimentali contro l’opacità delle procedure e le pressioni della criminalità organizzata.

L’attacco alla destra

Scotto respinge infine le critiche provenienti da Fratelli d’Italia e attribuisce anche alla destra una parte delle responsabilità politiche per quanto accaduto, oggi come nel 2021.

Il commissario contesta la trasparenza di alcuni consiglieri eletti nell’area di centrodestra e afferma che il Pd non intende accettare lezioni dai dirigenti nazionali di FdI.

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