Un percorso lungo mesi, con i giovani al centro. È partito da Castellammare di Stabia il progetto “La Bellezza della Legalità”, un calendario di iniziative che accompagnerà la città fino a settembre, mettendo al centro scuole, cultura e impegno civile.
Il primo appuntamento si è svolto venerdì 27 febbraio nell’auditorium del Liceo Scientifico “Francesco Severi”, dove gli studenti degli istituti superiori cittadini hanno dialogato con il sindaco Luigi Vicinanza, il procuratore generale emerito Luigi Riello e il giornalista e scrittore Lirio Abbate.
Il progetto è promosso dall’Amministrazione comunale e realizzato anche grazie al contributo della Città Metropolitana di Napoli.
Un calendario fino a settembre
Il programma proseguirà nei prossimi mesi con una serie di iniziative rivolte soprattutto ai giovani. Il 21 marzo, in occasione della Giornata nazionale della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime delle mafie, sono previste proiezioni cinematografiche dedicate al tema della memoria e del contrasto alla criminalità organizzata.
Ad aprile spazio alle Olimpiadi della Legalità e a un concorso per studenti, chiamati a raccontare il proprio concetto di legalità attraverso i linguaggi contemporanei. In estate, nella Villa Comunale e lungo il tratto di spiaggia libera, è in programma uno spettacolo teatrale realizzato dai detenuti del carcere di Volterra, esperienza riconosciuta a livello nazionale per il suo valore culturale e rieducativo. A settembre, insieme ai ragazzi di Libera, si terrà la seconda edizione del festival dedicato alla legalità.
“Vivere nelle regole è bello”
“Vivere nelle regole è bello” ha dichiarato il sindaco Vicinanza, parlando di una città “difficile e complicata, dove da mezzo secolo una minoranza criminale inquina la vita pubblica”, ma anche di “una comunità bellissima che sta provando a rialzare la testa”.
Il primo cittadino ha rivendicato l’impegno dell’amministrazione sul fronte sicurezza: al momento del suo insediamento le telecamere di videosorveglianza erano sei, oggi sono 250, collegate alle forze dell’ordine e dotate di sistemi di intelligenza artificiale. “La sicurezza e la lotta al crimine non sono un tema di destra o di sinistra, ma la precondizione del vivere civile”, ha sottolineato.
Il ricordo di Giancarlo Siani
Nel suo intervento, Lirio Abbate – da anni sotto scorta per le minacce ricevute a causa delle sue inchieste – ha ricordato la figura di Giancarlo Siani, assassinato per aver raccontato il territorio e le sue contraddizioni.
“Cosa aveva fatto per meritare una sentenza di morte? Raccontava la verità”, ha detto agli studenti. “Quando smascheri chi dice di proteggerti ma in realtà ti sta imbrogliando, diventi un pericolo. Ma una sola voce non basta: solo diventando gruppo, facendo fronte comune, è possibile vincere questa battaglia”.
Legalità come libertà
Luigi Riello ha offerto una riflessione netta: “Legalità significa regole, limiti, divieti. Ma non sono il contrario della libertà: ne sono il presupposto”. La lotta alla criminalità organizzata, ha spiegato, non è solo compito di magistrati e forze dell’ordine, ma passa anche dalle scelte quotidiane di istituzioni e cittadini.
“Restituire il mare alla collettività, illuminare il centro storico, riappropriarsi degli spazi pubblici significa affermare che nessun quartiere ha padroni”, ha evidenziato. “Paura e silenzio non devono prevaricare. La criminalità va isolata, anche quando si presenta in doppio petto e cravatta”.
Un messaggio chiaro, affidato soprattutto ai giovani: la legalità non è solo un principio astratto, ma una scelta concreta da praticare ogni giorno.


