I detti popolari racchiudono in poche parole la saggezza e le osservazioni della vita quotidiana di intere generazioni. Tra quelli più suggestivi legati alla tradizione stabiese, spicca: “A Santu Catiello ‘o sole ‘o castiello, a Santu Biase ‘o sole a tutt’ ‘e case” (A San Catello il sole al castello, a San Biagio il sole in tutte le case). Questo antico proverbio celebra l’allungarsi delle giornate e il progressivo ritorno della luce, simbolo di rinascita e speranza.
La frase trova il suo significato nella transizione naturale delle stagioni. A partire dal giorno dedicato a San Catello, il 19 gennaio, il sole inizia a illuminare il castello medievale che domina Castellammare di Stabia dai Monti Lattari. Con l’avvicinarsi della ricorrenza di San Biagio, il 3 febbraio, i raggi del sole si spingono sempre più avanti, arrivando simbolicamente a “tutte le case”.
Questa espressione, tramandata di generazione in generazione, non è solo una constatazione meteorologica, ma anche un modo poetico per raccontare il passaggio dall’inverno, con le sue giornate corte e fredde, verso la luce e il calore della primavera. Una metafora di speranza che affonda le sue radici nella cultura contadina e marinara della zona, legata al ciclo della natura.
Il castello di Castellammare di Stabia, protagonista del detto, assume così un ruolo simbolico: un baluardo che, illuminato dai primi raggi del sole, segna il cambiamento in atto. Per gli stabiesi, queste parole rappresentano un legame profondo con il territorio, un richiamo a osservare il ritmo naturale delle cose e a riconoscere la bellezza nel susseguirsi delle stagioni.
Un proverbio che, con la sua semplicità, continua a incantare chiunque lo ascolti, ricordando che anche dietro la quotidianità si nasconde la poesia della vita.


