Le dimissioni di Sandro Ruotolo continuano a scuotere il dibattito politico a Castellammare di Stabia. Tra le voci più autorevoli ad intervenire c’è quella dello scrittore e politico stabiese Tonino Scala, che definisce l’addio dell’eurodeputato al Consiglio comunale un segnale tutt’altro che formale.
Una ferita simbolica
Per Scala, l’uscita di scena di Ruotolo non rappresenta un semplice atto amministrativo, ma una «ferita simbolica, silenziosa ma profonda». Un evento che, secondo lui, non riguarda solo l’aula consiliare ma l’intera comunità stabiese, chiamata ora a riflettere sulle implicazioni di questa scelta.
Sconfitta collettiva
Scala non usa giri di parole: le dimissioni sono «una sconfitta. Per tutti». Una sconfitta della politica che, sostiene, perde una figura capace di dire verità scomode e di esercitare una vigilanza costante. Nessuno vince, ripete: non le istituzioni, non la città, non l’intero sistema della rappresentanza democratica.
Un vuoto che resta aperto
Castellammare, afferma Scala, aveva bisogno di quella presenza attenta e rigorosa. La sua assenza non chiude un capitolo, «ma lo lascia aperto», ponendo un interrogativo collettivo: cosa succederà ora? E soprattutto, chi colmerà quello spazio di impegno civile che Ruotolo aveva scelto di incarnare?


