Castellammare, Ruotolo lascia il Consiglio: “Amministrazione inadeguata contro la camorra”


L’eurodeputato Sandro Ruotolo ha ufficializzato il suo addio al Consiglio comunale di Castellammare di Stabia, dove era stato eletto in quota Pd. Una decisione maturata da mesi, dopo le frizioni sempre più evidenti con il sindaco Luigi Vicinanza. Ruotolo comunica l’uscita dalla maggioranza con una lettera aperta dai toni durissimi, nella quale denuncia un’amministrazione «non all’altezza del compito» e incapace di rappresentare un vero baluardo contro la criminalità organizzata.

Le accuse al sindaco

Ruotolo spiega di aver votato il bilancio «per senso di responsabilità», ma sottolinea che tale gesto non può oscurare ciò che definisce una profonda inadeguatezza politica. Al centro della polemica, l’affermazione del sindaco secondo cui dimettersi equivarrebbe a “favorire la camorra”. Per Ruotolo, è esattamente il contrario: «Le dimissioni imporrebbero ai partiti una riflessione sul ruolo delle liste civiche», terreno che – a suo giudizio – facilita l’avanzata del cosiddetto “civismo dell’ultimo minuto” e dei comitati elettorali del “partito degli eletti”.

Legalità e criticità emerse

Nella sua lettera, il parlamentare ricorda il proprio impegno assunto al momento della candidatura Pd: essere un presidio di legalità in una città reduce da scioglimento per infiltrazioni camorristiche e da un lungo commissariamento. Ruotolo rivendica il lavoro svolto con l’Università Federico II per creare l’Osservatorio sulla camorra stabiese, che ha analizzato dinamiche elettorali e territori ad alto rischio. Proprio da quelle analisi, sottolinea, sarebbero emerse criticità legate al voto e perfino riferimenti al coinvolgimento di membri della maggioranza.

L’allarme istituzionale

Intanto si è intensificata l’attenzione della magistratura antimafia e della Prefettura sull’operato dell’amministrazione. «Un dato di fatto», scrive Ruotolo, che richiama tutti a una responsabilità più elevata. L’eurodeputato cita «collegamenti tra consiglieri e ambienti criminali», richiamando rapporti di parentela e intercettazioni con figure apicali dei clan.

Le ragioni dell’addio

Alla luce delle gravi ombre che ruotano attorno al Comune, Ruotolo afferma di ritenere concluso il ruolo per cui era stato eletto. «Continuare a sedere in Aula non aggiungerebbe nulla», scrive, spiegando che uscire dall’assemblea è un atto di coerenza verso la città e verso la sua storia personale. La battaglia per la legalità, aggiunge, proseguirà comunque «senza compromessi», dentro e fuori le istituzioni.

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