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Un bell’impianto scenico, tra teatralità e concerto le “ Alternanze Sonore “ dei due cavalieri Giovanni Baglioni e Felice Romano

Baglioni e Romano hanno animato musicalmente la Piazza d’Armi di Castel San Elmo, le loro Alternanze oltre che Sonore le hanno applicate fisicamente all’ esibizione, infatti il concerto -dopo una breve presentazione teatrale di versi declamati da due attori- è iniziato con l’esibizione del giovane e talentuoso chitarrista Giovanni Baglioni che ha suonato la chitarra classica con una tecnica tutta sua, un misto tra il Tapping e Bedding oltre piccole percussioni sulla cassa, creando una musicalità unica nel suo genere.
Baglioni crea con la sua musica suoni che sanno di chitarra, a volte clavicembalo, a volte arpa, ma tutto proviene dalle sue mani che volano sulla cordiera della chitarra classica in un’ alternanza di movimenti e accordi che esaltano le sue partiture musicali.
Baglioni durante il concerto ha seguito un percorso che sembra un libro di favole aperto e letto come uno spartito, le sue composizioni hanno calamitato il pubblico, quelli che lo conoscevano e quelli che seguendo la rassegna Napoli Jazz Club hanno avuto la fortuna di conoscerlo.
La scaletta ha previsto due momenti in Alternanza con Felice Romano ed ha presentato:
Serena, Anima Meccanica ( che dà il nome anche al suo unico Album del 2009), Miraggio, Toro Seduto, L’insonne, Giro del giorno in 80 mondi, Bloody Finger, Pino ( ispirata al suo maestro e amico Pino Forestiere), l’ubriacone.
Felice Romano con il suo quartetto di musicisti, ha percorso lungo tutto il concerto la sua storia musicale con brani dell’ultimo album e medley del suo repertorio. Completamente diversa la musica di Romano e forse è proprio questa la sfida tra i due cavalieri, una sfida tra mondi, modi di vedere e di pensare, di scrivere la musica ed interpretarla, l’uno solo con i suoni, l’altro, Romano con la voce e l’accompagnamento di bravissimi musicisti.
Il genere di Romano è vicino alla canzone d’autore tra De Andrè e Venditti, storie vere e di fantasie cantate e suonate accompagnandosi con la sua chitarra e qualcuna suonata al pianoforte.
Anche lui si è alternato in due tornate musicali come Baglioni, presentando:
I Numeri, Prendiamo anche la luna, Follia, Cavaliere moderno, Un altro me, Il Fato ha i suoi tempi, Clan-destini, Ninna Nanna Principessa.
Nella seconda parte, Comm’è, Malamore, Siamo solo burattini, Favola di un kamikaze, Un ubriacone, Come nasce una canzone, Nun semu nenti , o scià.

Nel finale di nuovo la chiusura teatrale con i due manichini cavalieri in armatura da Crociati, che fino ad allora avevano fatto da sfondo sul palco , prendono vita avvicinandosi al bordo e presentandosi al pubblico nel saluto finale, scoprendo le sembianze e mostrando così i volti dei due musicisti, Giovanni Baglioni e Felice Romano che applauditissimi hanno così salutato il folto pubblico che ancora una volta ha gremito la Piazza d’Armi.

Ph: Giovanni Esposito
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