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Il Centro Peppino Impastato ha ospitato Lucia Oreto e il suo progetto culturale che spazia dalla poesia alla canzone di tradizione

Il Nuovo Sancarlino, dopo Pianura, fa tappa alla X  Circoscrizione, nei locali di Via Cicerone 18 dove, sotto la direzione di Salvatore Gatto, opera il centro Impastato; lo spazio dedicato alle arti visive e sceniche, alla musica, alla danza, all’antica arte delle guarrattelle ha ospitato un incontro con Lucia Oreto che ha voluto con sè anche i musicisti di “Na voce e ‘na chitarra”, Antonio e Gianfranco, e che si è avvalsa anche di un cameo di Gianni Festinese.

La Oreto racconta la storia di un pezzo dimenticato di Napoli, a chi quella storia la ignora per ragioni principalmente anagrafiche: il Sancarlino, il ridotto del più blasonato San Carlo, e la sua produzione artistica che ha attraversato lustri e mode. Valido esempio ne è stato l’aver letto la “Lettera di Pulcinella a Colombina” di Salvatore Tolino con lo splendido tappeto di chitarra di Gianfranco, seguito dalla esilarante risposta di Colombina, segno di una capacità di saper giocare con le parole attraverso l’ironia senza incorrere nella volgarità.

Lucia Oreto

Antonio (Onorato, ndr) ha eseguito per il pubblico presente una toccante “Uocchie ca arraggiunate”, e da Eduardo si passa a Totò, con le dita agili e veloci di Festinese che ha allietato il pubblico con “che me diciste a ffà”, “A cchiù bbella”, che vanta una versione particolarmente intensa interpretata dall’ indimenticabile Giuni Russo e  una “Indifferentemente” con un ritmo manouche che ha riscosso il gradimento del pubblico.

Gianni Festinese

 

foto copertina: comune di Napoli

 

 

 

 

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