La variante urbanistica approvata dal Consiglio comunale di Napoli per il centro storico riceve il giudizio positivo di Confindustria Alberghi. La presidente dell’associazione, Elisabetta Fabri, considera il provvedimento un passaggio importante per una gestione più equilibrata dei flussi turistici e per la tutela della vivibilità delle città d’arte.
Al centro della nuova disciplina ci sono due misure: una soglia minima del 70% di residenza ordinaria per ciascun edificio e regole sui cambi di destinazione d’uso.
Il giudizio sulla variante
Fabri definisce l’approvazione «un ottimo segnale per il futuro delle città d’arte e per una gestione più equilibrata e sostenibile dei flussi turistici».
Secondo la presidente di Confindustria Alberghi, in assenza di una normativa nazionale organica, l’esperienza napoletana dimostra che i Comuni possono utilizzare le proprie competenze urbanistiche per regolamentare la crescita delle attività extralberghiere negli immobili residenziali.
Residenza e locazioni turistiche
La soglia del 70% destinato alla residenza ordinaria e le disposizioni sui cambi di destinazione d’uso vengono indicate da Fabri come strumenti per inserire le locazioni turistiche all’interno di una disciplina urbanistica definita.
Per Confindustria Alberghi, il percorso dovrebbe contribuire nel tempo anche a superare le differenze esistenti tra strutture alberghiere e locazioni turistiche in materia di standard, dotazioni e applicazione dei tributi locali.
Il nodo degli affitti
La presidente richiama però anche il tema delle locazioni a lungo termine. A suo giudizio, per riequilibrare il mercato servono garanzie adeguate per i proprietari, poiché la loro mancanza può favorire la destinazione degli immobili all’uso turistico.
Verifiche e controlli
Resta infine il tema dell’applicazione concreta. Il regolamento attuativo, sottolinea Fabri, dovrà stabilire con precisione i criteri attraverso i quali verificare il limite del 30%.
Trasparenza dei dati e controlli tempestivi vengono indicati come elementi essenziali per evitare contenziosi e garantire regole applicabili a tutti gli operatori.


