Napoli tra le peggiori per qualità dell’aria: il report di Legambiente


Napoli scivola ancora più in basso nelle classifiche sulla qualità dell’aria. Il nuovo rapporto «Mal’aria di città» di Legambiente certifica un doppio primato negativo: terzultimo posto in Italia per giorni di sforamento del PM10 e ultimo posto per concentrazioni di biossido d’azoto (NO₂). Un dato che conferma le difficoltà croniche del capoluogo, peggiorate rispetto allo scorso anno, nonostante il numero di città italiane bocciate sul fronte delle polveri sottili si sia quasi dimezzato.

PM10, Napoli in peggioramento

Sul fronte delle polveri sottili, Napoli peggiora sensibilmente: 64 giorni di sforamento nel 2025, contro i 57 registrati l’anno precedente. Peggio fanno solo Palermo (89) e Milano (66). La media annuale di 41 µg/m³ supera ampiamente il limite europeo, fissato a 50 µg/m³ per non più di 35 giorni l’anno.
Il quadro nazionale resta critico anche per il PM2.5, dove il 73% delle città monitorate supera i 10 µg/m³: Napoli non è tra i casi più estremi, ma rientra comunque nella lista di chi fatica a rispettare i parametri attuali e futuri.

Nella mappa campana, il primato negativo spetta ad Acerra con 92 giorni oltre soglia, seguita da San Vitaliano (84), Teverola (74) e Casoria (72). In totale 9 comuni su 33 superano il limite dei 35 giorni annui. Guardando alle proiezioni del 2030, il 74% dei comuni campani risulta già oggi distante dagli obiettivi europei: solo sei rientrerebbero nei nuovi valori — Portici, Ottati, Pignataro Maggiore, Polla, Pratella e Presenzano.

Per il PM2.5, i casi più critici restano San Vitaliano (30,39 µg/m³) e Casoria (26,45 µg/m³). Alla luce dei target 2030, quasi tutte le città campane esaminate — 21 su 22 — risultano oltre il limite previsto.

Napoli ultima in Italia per biossido d’azoto

Ancora più allarmante la situazione relativa al biossido d’azoto (NO₂), dove Napoli è ultima a livello nazionale: pur rispettando gli attuali limiti, la città registra 38 µg/m³, un valore lontanissimo dall’obiettivo 2030 di 20 µg/m³.
Serve una riduzione del 47%, peggio persino di Torino, Palermo, Milano, Como e Catania, che seguono in graduatoria.

Situazioni critiche anche nell’hinterland, con San Vitaliano che dovrebbe abbattere le emissioni del 49% e Volla del 41%.

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