Pompei per i Papi


Papa Leone XIV, dopo gli attacchi del presidente Trump e l’incontro al Vaticano con Marco Rubio, è andato a Pompei. Rubio è il Segretario di Stato degli Stati Uniti d’America nella seconda amministrazione Trump, il capo del Dipartimento di Stato e soprattutto il principale diplomatico del governo, come responsabile della politica estera statunitense. In precedenza Marco Rubio è stato senatore per la Florida per circa tre lustri, dal 2011 al 2025, e quindi può essere definito un politico esperto, nonostante sia più giovane di Trump.

Papa Leone, dopo essere sceso dall’elicottero nell’area meeting del Santuario di Pompei, ha incontrato nella “Sala Luisa Trapani” tutte le Opere di Carità della Città Mariana. Tre sono le testimonianze: una da parte di una persona ospite della Casa Famiglia per madri e bambini, una di una coppia di sposi che ha adottato una bambina con disabilità e una di una donna sulla sedia a rotelle.

Il Tempio della Carità a Pompei nasce come eredità di quelli che erano i vecchi orfanotrofi, rifugi per orfanelle o per i carcerati. In particolare, la “Casa Emanuel” è dedicata all’accoglienza per gestanti e madri con bambini che si trovano in difficoltà.

Poi ci sono due centri oratoriali semiresidenziali, uno gestito dai Fratelli delle Scuole Cristiane, i Lasalliani, e un altro dalle Figlie del Santo Rosario di Pompei, fondate da San Bartolo Longo.

Poi è presente il Centro di Aiuto alla Vita, dove mensilmente vengono assistite famiglie che hanno difficoltà a portare avanti la maternità, e c’è la “Mensa Papa Francesco”, che quotidianamente serve pasti caldi alle persone che si trovano in gravi difficoltà economiche, sia italiane che straniere.

Poi ci sono cinque case famiglia: due gestite dalla Fraternità di Emmaus, due dalla Comunità Papa Giovanni XXIII e una dalla Fondazione Giuseppe Ferraro Onlus. Queste realtà rappresentano al meglio l’impegno caritativo di Pompei e, nello stesso tempo, portano avanti il carisma del fondatore, Bartolo Longo.

Le opere del Santuario

Le cinque Case Famiglia sono presso il Santuario e furono costruite inizialmente per dare alloggio agli operai che lavoravano alla costruzione della chiesa. Il fabbricato successivamente è stato messo a norma, ristrutturato e attualmente ospita le cinque Case Famiglia, mentre nell’Istituto “Bartolo Longo”, di fronte al Santuario, c’è il centro residenziale tenuto dai Fratelli delle Scuole Cristiane.

Poi è presente anche la Caritas Diocesana, nello stesso edificio e, nell’altro centro oratoriale tenuto dalle Suore, c’è la Casa Emanuel per madri e bambini, proprio all’interno del centro educativo “Beata Vergine”.

Paolo VI e il Rosario

San Paolo VI, da bambino, a soli nove anni visitò il Santuario di Pompei con la sua famiglia e, quando divenne Papa, volle incoronare il quadro della Madonna del Rosario nella Basilica di San Pietro il 23 aprile del 1965.

Papa Paolo VI disse testualmente nell’omelia: “La pia e popolare corona riappare come catena di salvezza, che pende dalle mani del Salvatore e della sua beatissima Madre, e che indica donde scende a noi ogni grazia, e per dove deve da noi salire ogni speranza”.

In molti documenti Papa Montini raccomandò la recita del Rosario, che nell’enciclica Marialis Cultus del 1974 avrebbe poi definito come compendio di tutto quanto il Vangelo.

Incoronando poi “con mani tremanti” il quadro della Madonna di Pompei, Papa Paolo VI espresse queste altre parole: “La corona del Santo Rosario, preghiera semplice e profonda, ci educa a fare di Cristo il principio e il termine, non solo della devozione mariana, ma di tutta la nostra vita spirituale”.

Giovanni Paolo II e Bartolo Longo

Ma la prima volta in assoluto di un Papa nella città mariana risale a circa mezzo secolo fa, all’ottobre del 1979.

Papa Giovanni Paolo II era appena ritornato dal suo viaggio apostolico in Irlanda e nell’America del Nord e, durante la consueta Udienza Generale del mercoledì, il 10 ottobre 1979, diede egli stesso l’annuncio, comunicando che, per ringraziare la Vergine Santissima con maggiore fervore e per implorare la grazia della conversione e della pace, domenica 21 ottobre si sarebbe recato in pellegrinaggio al Santuario di Pompei.

Quello del 1979 può essere considerato come il primo abbraccio di un Papa con le popolazioni del Sud d’Italia. Si realizzava in questo modo l’auspicio profetico dell’avvocato Bartolo Longo che, nel discorso inaugurale della monumentale facciata del Santuario, il 5 maggio 1901, aveva affermato le testuali parole: “Un giorno da quella loggia noi vedremo la bianca figura del Rappresentante di Cristo benedire le genti accolte in questa piazza, acclamanti la pace universale”.

Da quella loggia, prima della recita dell’Angelus, Papa Giovanni Paolo II fece una particolare consegna ai giovani presenti in piazza, dicendo esplicitamente: “Carissimi giovani, la vostra presenza, così numerosa, e il vostro incontenibile entusiasmo sono la conferma che il messaggio di Cristo non è un messaggio di morte, ma di vita; non di vecchiume, ma di novità; non di tristezza, ma di gioia! Ditelo ai vostri coetanei, a tutti gli uomini, con i vostri canti, con i vostri ideali, ma specialmente con la vostra vita!”.

Al termine dell’Angelus Papa Wojtyla si fermò a lungo con i giovani, cantando in polacco e, quasi un anno dopo, il 26 ottobre 1980, Giovanni Paolo II riconosceva, a nome della Chiesa, lo straordinario percorso di vita, di opere e di santità dell’Avvocato Bartolo Longo con il solenne rito della Beatificazione.

Quel giorno, in Piazza San Pietro, insieme al Fondatore del Santuario della Beata Vergine Maria del Rosario di Pompei e delle annesse Opere di carità, venivano proclamati Beati Suor Maria Anna Sala, delle Suore Marcelline, e don Luigi Orione, proclamato poi Santo il 16 maggio 2004.

Nell’omelia pronunciata per quell’occasione, il Santo Padre, presentando le caratteristiche dei tre nuovi Beati, a proposito dell’Avvocato pompeiano diceva le testuali parole: “Infine, ecco ancora Bartolo Longo, egli è l’apostolo del Rosario, il laico che ha vissuto totalmente il suo impegno ecclesiale…, l’uomo della Madonna, che per amore di Maria divenne scrittore, apostolo del Vangelo, propagatore del Rosario, fondatore del celebre Santuario in mezzo ad enormi difficoltà ed avversità e per amore di Maria creò istituti di carità, divenne questuante per i figli dei poveri, trasformò Pompei in una vivente cittadella di bontà umana e cristiana”.

Fu così che Bartolo Longo cominciò a diventare un modello di santità laicale da conoscere, amare e imitare.

Papa Leone XIV e Papa Francesco

In continuità con Giovanni Paolo II, Papa Leone XIV, appena eletto l’8 maggio 2025, affacciandosi alla loggia delle benedizioni in Piazza San Pietro, nelle sue primissime parole ha avuto subito un pensiero per la Vergine Santa, ricordando il giorno della Supplica.

E così Sua Santità Robert Francis Prevost, che ha scelto il suo nome ispirandosi a Leone XIII nel periodo storico della rivoluzione industriale, ed è definito pure come “Papa del Rosario”, ha celebrato la canonizzazione di Bartolo Longo, fondatore della Città Mariana, il 19 ottobre 2025.

Invece, il 21 marzo 2015, Papa Francesco fece visita al Santuario di Pompei, giungendo alle 7:48 di quel primo giorno di primavera, anche lui in elicottero nell’area meeting, in un evento storico per la città di Pompei.

Nell’Area Meeting, dove venne allestito l’eliporto, Papa Francesco fu accolto dall’Arcivescovo Prelato e Delegato Pontificio, mons. Tommaso Caputo, e dal Sindaco di quel periodo, Ferdinando Uliano.

Papa Francesco attraversò il lungo viale del parcheggio della Basilica, salutando il cordone di fedeli giunti fin dalle primissime ore del mattino.

Per salutarlo erano venuti anche i giovani strumentisti del Complesso Bandistico “Bartolo Longo-Città di Pompei”, gli ospiti di tutte le opere di carità e gli alunni delle scuole del Santuario.

In Piazza Bartolo Longo fu un vero e proprio bagno di folla con oltre ventimila fedeli.

Poi il Papa recitò nella Basilica la Piccola Supplica alla Regina del Santo Rosario di Pompei e poi, anche se non era contemplata nel programma ufficiale, il Pontefice Bergoglio volle entrare nella Cappella del Beato Bartolo Longo, dove sono custodite le reliquie del Fondatore di Pompei, per poi dare pure un’occhiata alla Cappella Confessioni, indicatagli da mons. Caputo, al quale raccomandò vivamente di ricordare ai sacerdoti di esercitare la Misericordia e di farlo con cuore paterno.

Poi Papa Francesco salutò gli ammalati e i poveri della Mensa e, uscito dalla Basilica, tutti i fedeli presenti, dicendo le testuali parole: “Grazie tante. Grazie tante, per questa calorosa accoglienza. Abbiamo pregato la Madonna, perché ci benedica tutti, voi, me e tutto il mondo. Abbiamo bisogno della Madonna, perché ci custodisca. E pregate per me, non dimenticatevi. Adesso vi invito a recitare tutti insieme un’Ave Maria alla Madonna e poi vi darò la Benedizione”.

Papa Francesco donò alla Madonna una corona del Rosario di oro e madreperla e, in quell’occasione, l’Arcivescovo Caputo e il Gran Maestro del Sovrano Militare Ordine di Malta, Fra’ Matthew Festing, decisero di dedicare proprio a Papa Francesco la Mensa per i poveri, che ogni giorno serve ben cento pasti.

Benedetto XVI e l’Anno del Rosario

Anche il predecessore di Papa Francesco, poi divenuto emerito, oltre che successore di Giovanni Paolo II, Papa Benedetto XVI, volle venire pellegrino a Pompei, e lo fece il 19 ottobre del 2008.

Il Papa tedesco fu accolto dall’Arcivescovo Mons. Carlo Liberati, Delegato Pontificio, e da decine di migliaia di persone.

Papa Benedetto XVI affidò “alla Madre di Dio, nel cui grembo il Verbo si è fatto carne” il Sinodo dei Vescovi allora in corso e fece un ricordo della figura del Fondatore e Beato Bartolo Longo, sottolineandone la radicale conversione.

Le sue parole a riguardo furono: “Dove arriva Dio, il deserto fiorisce! Anche il Beato Bartolo Longo, con la sua personale conversione, diede testimonianza di questa forza spirituale, che trasforma l’uomo interiormente e lo rende capace di operare grandi cose secondo il disegno di Dio”.

Papa Ratzinger rilevò quale fosse il “segreto” di Pompei, terra di amore e di carità, vale a dire la preghiera del Santo Rosario.

Queste furono le sue parole sul Santo Rosario: “Questa preghiera ci conduce, attraverso Maria, a Gesù. Il Rosario è preghiera contemplativa accessibile a tutti: grandi e piccoli, laici e chierici, colti e poco istruiti. Il Rosario è ‘arma’ spirituale nella lotta contro il male, contro ogni violenza, per la pace nei cuori, nelle famiglie, nella società e nel mondo”.

Dopo aver celebrato l’Eucaristia, Papa Benedetto XVI guidò la recita della Supplica e affidò il mondo intero nelle mani di Maria Santissima.

Fu ancora un giorno felice per Pompei il 16 ottobre 2002, quando, sul sagrato di San Pietro e davanti all’icona della Vergine del Rosario, da lui voluta per la particolare circostanza, Papa Giovanni Paolo II consegnò alla Chiesa la Lettera Apostolica “Rosarium Virginis Mariae” e indisse l’Anno del Rosario.

Il Papa polacco inserì il Beato Bartolo Longo nella grande schiera dei Santi che hanno trovato nella preghiera mariana un’autentica via di santificazione e il 7 ottobre 2003, a conclusione dell’Anno del Rosario, fece il suo secondo pellegrinaggio a Pompei.

Fu quasi un testamento spirituale del Papa mariano, una consegna e una missione per il Terzo Millennio dell’era cristiana, perché il Santuario mariano, centro internazionale d’irradiazione del Santo Rosario, deve essere, con la semplice e popolare preghiera mariana, un avamposto d’evangelizzazione nel terzo millennio dell’era cristiana, un luogo d’incontro tra popoli e culture, un laboratorio di pace e un luogo di accoglienza per gli uomini e le donne, soprattutto per i minori e le vittime della povertà e del disagio sociale.

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