Dopo le notizie diffuse nelle ultime ore sulla presenza di un topo all’interno dell’ospedale Maresca di Torre del Greco, arriva la precisazione dell’Asl Napoli 3 Sud. L’azienda sanitaria ha spiegato che l’episodio si è verificato in un’area deposito della struttura e che l’animale si è introdotto in un sotterraneo per poi allontanarsi immediatamente.
In una nota ufficiale, la direzione dell’Asl e quella del presidio ospedaliero hanno fornito chiarimenti sulla vicenda, sottolineando le attività già in corso per prevenire il ripetersi di situazioni analoghe.
Le misure adottate dall’Asl
L’azienda sanitaria ha reso noto che sono state rafforzate le azioni di prevenzione e controllo. Tra gli interventi messi in campo figurano la derattizzazione settimanale, la sanificazione costante delle controsoffittature, la scerbatura delle aree esterne e l’installazione di grate alle finestre.
Secondo quanto evidenziato dall’Asl, il presidio ospedaliero è interessato da mesi da importanti lavori di ristrutturazione edilizia e funzionale, una circostanza che può rendere più complessa la gestione di fenomeni di questo tipo.
Il problema delle discariche abusive
Nella nota viene inoltre evidenziato che l’ospedale sorge in un’area circondata da zone non di competenza dell’azienda sanitaria, dove sono presenti discariche abusive che potrebbero favorire la presenza e la proliferazione di animali infestanti.
Un elemento che, secondo l’Asl Napoli 3 Sud, contribuisce ad aumentare il rischio di episodi simili nonostante le attività di monitoraggio e prevenzione effettuate periodicamente.
«Ipotesi fantasiose su ebola e hantavirus»
Sulla vicenda è intervenuto anche il direttore generale dell’Asl Napoli 3 Sud, Giuseppe Russo, che ha ribadito l’impegno dell’azienda nel miglioramento della struttura ospedaliera.
«Il nostro obiettivo principale è rendere l’ospedale di Torre del Greco un presidio all’altezza delle aspettative dei cittadini e degli operatori sanitari che ogni giorno offrono servizi sanitari di qualità», ha dichiarato.
L’Asl ha inoltre smentito categoricamente le ipotesi circolate in merito a possibili rischi legati a infezioni da hantavirus o ebola, definendole «del tutto fantasiose» e prive di qualsiasi collegamento con la realtà dei fatti.


