Come leggere una busta paga: ferie, permessi e ROL

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La busta paga è un documento noto anche come prospetto paga o cedolino paga. Va consegnato in via obbligatoria dal datore di lavoro al dipendente secondo quanto disposto nella Legge n. 4/1953.

A cosa serve? A certificare sia la retribuzione, sia le ritenute di matrice fiscale, previdenziale ed assistenziale di volta in volta trattenute nei confronti del dipendente.

Saper leggere la busta paga è qualcosa di fondamentale per ambo le parti coinvolte nel contratto di lavoro: tanto per le aziende che per i lavoratori.

Consente infatti di comprendere se il calcolo dello stipendio mensile è effettivamente corretto oppure sono presenti delle inesattezze, nonché di sapere qual è la situazione per quanto riguarda ferie, permessi, ROL e TFR.

La differenza tra ferie, permessi e ROL e l’indicazione in busta paga

La gestione della busta paga è qualcosa di complesso e che contempla molteplici aspetti. Si rivela piuttosto delicata per le imprese dal momento che, qualora venissero riscontrate delle irregolarità da parte degli organi di controllo, esiste il rischio concreto di andare incontro a sanzioni, anche piuttosto onerose.

Per una compilazione e una lettura attenta e precisa è necessario conoscere nel dettaglio diversi concetti, a cominciare da cosa sono i rol: delle particolari tipologie di permessi che presentano caratteristiche a sé stanti e diverse da quelle delle ferie, oltre che dei permessi di stampo classico.

I lavoratori dipendenti hanno diritto a poter disporre di periodi in cui non sono attivi alla postazione, nell’ottica di preservare la salute e poter ricaricare il corpo come la mente. Si parla in tal senso di diritto alle ferie: qualcosa che ha valenza costituzionale e a cui l’individuo non può rinunciare.

Come leggere le ferie

Il Codice Civile stabilisce che la persona debba disporre di un tempo pari ad almeno quattro settimane annue retribuite di ferie. Un parametro che può risultare differente all’interno del singolo contratto collettivo di lavoro, ma solo in senso migliorativo.

Quando si legge la busta paga, nel caso delle ferie è necessario tenere presente che il dato viene calcolato in giorni.

Tuttavia, sulla busta paga le ferie possono essere espresse sia in ore che in giorni, talvolta accompagnate da una sigla di riferimento: “G” se esplicate in giorni, “O” se in ore. Vengono riportate nella parte bassa insieme a questi indicatori:

  • Ferie ereditate dall’anno precedente, quelle non utilizzate alla fine dell’anno e che vanno all’anno successivo.
  • Ferie maturate, acquisite durante l’anno in corso. Se ad esempio il prospetto è relativo al mese di marzo 2023, saranno indicati i giorni maturati da gennaio a marzo 2023.
  • Ferie godute, quelle di cui il dipendente ha usufruito.
  • Ferie residue, giorni e ore di ferie rimasti di diritto al lavoratore. Se il numero è preceduto dal segno meno, vuol dire che la persona ha maturato delle ferie in negativo: un debito che viene poi recuperato nel corso dei mesi successivi.

Le ferie obbligatorie non possono essere oggetto di remunerazione per i dipendenti: un divieto che viene esplicitato con chiarezza nel Decreto Legislativo n.66 del 2003 e che viene meno unicamente in un caso, ovvero qualora si verificasse la risoluzione del contratto.

Le ferie in positivo andranno pagate, quelle in negativo potranno invece venir decurtate dalla busta paga.

Come leggere i permessi e ROL

I permessi, diversamente dalle ferie, sono espressi in ore, non in giorni. Servono anch’essi per permettere il recupero delle energie e sono retribuiti, ma non denotano un limite minimo al di sotto del quale non si può andare.

I ROL vanno intesi come permessi molto particolari, vengono calcolati a ore, sono retribuiti e risultano disciplinati all’interno dei contratti collettivi. La sigla è l’acronimo dell’espressione “riduzione dell’orario di lavoro”.

Sia ROL che permessi sono stabiliti unicamente dai contratti collettivi e vengono ripartiti secondo molteplici tipologie. Risultano inseriti in genere nella parte bassa della busta paga o in quella del corpo, sono remunerati in ore.

Per capire se la persona ha usufruito di permessi o ROL, è possibile visualizzare le ore indicate nel calendario presenze relative alle assenze: si trovano nella parte centrale del documento, poco sopra la retribuzione netta.

Il calendario presenze permette inoltre di monitorare le altre assenze conseguite, con tanto di indicazione del tipo di permesso.

Note finali

Le indicazioni che abbiamo riportato sono di natura generale, soprattutto per quanto concerne ROL e permessi, e meriterebbero un approfondimento.

Ricordiamo che la consegna della busta paga da parte del datore di lavoro ai dipendenti non è un optional quanto piuttosto una misura obbligatoria per legge: una procedura piuttosto delicata in quanto deve risultare certificata.

Se fino a non molto tempo fa avveniva esclusivamente a mano, in seguito alle innovazioni dell’informatica sono diverse le soluzioni che permettono di conseguirla tramite modalità digitali.

Le più affidabili sono quelle che prevedono l’utilizzo della PEC di ambo le parti o, meglio ancora, di un software specifico per la gestione di tutti gli aspetti delle buste paga: una soluzione innovativa, di facile consultazione per tutte le parti coinvolte e in grado di rispettare pienamente quanto concerne la tutela della privacy.

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