Una richiesta di risarcimento da 540mila euro è stata presentata all’Asl Napoli 1 Centro e alla direzione sanitaria dell’ospedale San Paolo di Napoli da una coppia che, dopo essersi sottoposta alla fecondazione in vitro presso il Centro di Medicina della Riproduzione della struttura, ha avuto una bambina risultata dalle analisi non biologicamente figlia dei due genitori.
La piccola è nata il 3 giugno 2025. La diffida e la messa in mora sono state trasmessa via Pec dall’avvocato della coppia
La richiesta di risarcimento
Nella consulenza vengono indicati diversi danni che sarebbero derivati dallo scambio di embrione, tra i quali il danno biologico permanente di natura psichica, la lesione dell’autodeterminazione procreativa e la cosiddetta “nascita indesiderata”.
Vengono inoltre indicati il danno da compromissione degli embrioni propri, quello da ignoranza genetica e il danno riflesso al primogenito.
Anche un primo figlio
La coppia aveva già avuto un bambino il 23 settembre 2024, ricorrendo alla stessa tecnica di fecondazione e allo stesso centro.
Alla somma di 540mila euro richiesta vengono aggiunte le spese legali e l’eventuale danno psichico futuro del primogenito.

