Napoli Terzo Mondo d’Europa? Ma siete sicuri?

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Napoli è il Terzo Mondo d’Europa”, così la giornalista Valèrie Segond del quotidiano francese Le Figaro ha definito Napoli.  L’infelice definizione ha naturalmente sollevato un enorme polverone (diventato immediatamente virale sui social) e mi ha fatto nascere un grosso dubbio. Vuoi vedere che sono talmente miope ed astigmatica (e, ahimè! con l’avanzar dell’età, ora anche presbite) che vedo bella la città di Napoli? Così ho chiesto un po’ in giro per schiarirmi le idee ed anche un po’ la vista.
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ph Giovanni Esposito
Ma è vero che ‘Napoli è il Terzo Mondo d’Europa’?
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Ho girato un po’ l’Europa e, con mia grande sorpresa, in ogni città ho trovato un po’ di “terzo mondo” (se così dobbiamo definirlo). Il mio lavoro mi permetterebbe di vivere ovunque, ma sono napoletano, conosco bene la mia città, metto bellezze e amarezze sul piatto della bilancia e, al netto di tutto, devo dire che a Napoli ci sto proprio bene! (Michele Rosiello, attore)
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Ritengo sia solo un titolo sciocco, uno specchietto per richiamare la curiosità dei lettori, visto che a Napoli di francesi ne vengono tanti. I rapporti tra Napoli e la Francia sono buoni da antichissima data e non è certo un titolo di un giornale che cambierà tali rapporti. Non nego che a Napoli ci siano dei problemi, ma mi sembra eccessivo usare la dicitura: “Terzo Mondo d’Europa”.Oltretutto non amo questa definizione, la trovo offensiva sempre, anche quando viene usata per definire le altre nazioni. Noi siamo IL MONDO e se qualche Stato è più indietro degli altri bisogna chiedersi di chi è la responsabilità. Ma forse nel rispondere, stiamo dando anche troppo spazio a questi signori de Le Figaro. (Nunzia Schiano, attrice)
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Spesso noi napoletani, attraverso i media, collaboriamo a dare un’immagine completamente sbagliata della città. Occorre fare maggiore attenzione perchè, senza rendercene conto, trasmettiamo un’immagine negativa della città. Il mio è un appello che invio a tutti, specialmente alle produzioni artistiche. (Salvatore Misticone, attore)

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ph Giovanni Esposito

Napoli non solo è il Terzo Mondo, ma un Mondo Terzo

Credo che “Le Figaro” abbia ragione. Napoli non solo è il Terzo Mondo, e non soltanto d’Europa direi, ma certamente è un Mondo Terzo, estraneo, un altrove! La città partenopea è estranea alle convenzioni, agli stereotipi, ai clichè (tanto per omaggiare i nostri “amati” cugini d’oltralpe). E’ un melting pot di razze e culture, colori e suoni, profumi e tradizioni, che costituisce una tessera anomala rispetto al puzzle globalizzato verso cui stiamo convergendo. Noi napoletani siamo intraducibili (provate a spiegare ad un transalpino “la cazzimma”), imprevedibili, indecifrabili e pertanto temibili e potenzialmente pericolosi. Tutto ciò che arriva ai piedi del Vesuvio viene rivisitato, reinterpretato, riorganizzato per tornare a nascere con un nuova forma, irreplicabile a qualsiasi altra latitudine o longitudine.Ritengo che il terzo mondo non sia poi così male, popolato da gente sorridente, creativa, onesta. Siamo solo vittima di accordi, trattati e negoziati che stanno avvolgendo la terra in una coltre grigia, come i loro doppio petto! (Ciro Bruno Linardo, scrittore)

Un poeta cantava “Napule è mille culure”; è triste quando per rappresentare Napoli si usano solo le tinte più fosche (Corrado Di Martino, giornalista)

Chi ha scritto l’articolo certo non conosce Napoli a fondo per paragonarla al Terzo Mondo. “Terzo Mondo d’Europa” che cosa significa poi? Che siamo messi meno bene di altre città come la stessa Marsiglia, altre città francesi e/o dell’est europeo? Non credo! Napoli, oltre ai suoi problemi, ha anche un tessuto produttivo di eccellenze riconosciute in tutto il mondo. A ore arriveranno frotte di turisti a San Gregorio, Armeno e negli ultimi anni in città si è registrato uno straordinario boom turistico. I giornalisti francesi dovrebbero trascorrere più tempo a Napoli iniziando la giornata con sfogliatella e caffè. Se al Terzo Mondo riescono a fare una colazione così vuol dire che tanto Terzo Mondo non è. Credo si sia trattato di un titolo “ad effetto” che, sulla pelle di Napoli, è servito a fare pubblicità a Le Figaro. (Davide Gambardella, giornalista e scrittore)

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ph Giovanni Esposito

Mi intristiscono molto queste classifiche, questa necessità di dover necessariamente mettere tutto seguendo un ordine, una priorità. Se poi vogliamo entrare nello specifico, Napoli sarà anche Terzo Mondo per Le Figaro, ma non mi sembra che i Primi Due siano andati esenti da immensi fallimenti. Il Terzo Mondo lo vivrei più come una Terza Possibilità, magari quella in cui creare un ordine delle cose un po’ più giusto, meno triste. Felicità e Tristezza, forse questi dovrebbero essere i parametri da prendere in considerazione per stilare queste classifiche, quando cioè si vanno a mettere in ordine i Mondi così come ha fatto Le Figaro. (Francesco Paolo Oreste, scrittore)

Napoli è una città che sta vivendo un boom turistico straordinario. Il problema è che vengono battute sempre le stesse zone. Bisognerebbe lavorare per far conoscere e rivalutare anche le altre zone di Napoli, non solo i percorsi tradizionali. Napoli vive da sempre una grande dicotomia: grandi investimenti da parte di grandi aziende. Pensiamo all’ Apple Academy, che ha scelto Napoli perchè è una città creativa. Oggi Napoli è il più grande centro cinematografico, forse a livello europeo, per tutto quello che si sta producendo. Mentre però da un lato c’è tutto questo, dall’altro ci sono zone in cui ci sono palazzi sventrati dalla seconda guerra mondiale. Partendo dall’articolo si può pensare di puntare i riflettori proprio su queste zone rimaste immutate nel tempo e con un impegno maggiore, vero e concreto, da parte di tutti, affrontare i problemi e cercare di ridurre queste dicotomie. (Tonino Scala, giornalista e scrittore)
Capodimonte
ph Giovanni Esposito

“I francesi sono fatti così: sono un po’ invidiosi e non hanno il bidet!”

Per i cugini francesi potrebbe essere adatto il detto: “I parenti sono come le scarpe, più sono stretti, più fanno male”. In fondo c’è sempre stata una rivalità nei confronti della nostra nazione e non è raro che i francesi “sconfinino”. E poi non hanno il bidet! Sono fatti così: un po’ invidiosi e senza il bidet!” (Pasquale Falcone, regista)

L’autrice dell’articolo ha, poi, cercato di raddrizzare il tiro, ma ancora una volta non ha trovato le parole giuste: “Napoli non crolla più sotto la spazzatura come nel 2008” e ancora  “Abbiamo scelto di raccontare Napoli perché è una città di riferimento per tanti francesi che ci vivono e la scelgono per i propri viaggi. É una vera città del Sud, ricca di problemi, di contraddizioni, affogata dai debiti e dal problema della camorra e più suscettibile ad eventuali cambiamenti”.

Capodimonte
ph Giovanni Esposito

Nessun dubbo. I miei occhiali erano puliti e non vedevo poi così male. Napoli è davvero bella e come ogni città del mondo ha i suoi problemi. E’ però vittima dei pregiudizi. A tal proposito consiglio la lettura di un libro edito dalla Graus (casa editrice napoletana). Il libro è di Valeria Genova, trevigiana “costretta” a vivere a Napoli per seguire suo marito, pilota dell’aeronautica, La Genova, durante il viaggio in treno si chiedeva “Cosa ne sarà ora della mia vita?”. Quando fu “costretta” ad andare via da Napoli che l’aveva accolta e cullata come la più attenta delle mamme si chiese “Ora cosa ne sarà della mia vita?”. Il libro si intitola “Napoli Amore Mio, Un viaggio oltre il pregiudizio”.

 

(Foto di Giovanni Esposito)

 

 

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