Massimiliano Di Lascio: “Ora punto agli States”

Massimiliano Di Lascio, salernitano, ha dedicato tutta la sua vita alla pizza. Da Salerno ha portato la pizza nel mondo approdando giovanissimo a Singapore, per poi fare varie esperienza a Londra, Shanghai, Los Angeles prima di approdare a Toronto. Abbiamo avuto il piacere di scambiare qualche chiacchiera con lui. Ecco cosa ci ha raccontato.

Massimiliano Di Lascio: “All’umidità ho preferito il calore del forno”

  • Quando hai iniziato a fare il piazzaiolo? E’ una passione innata o ti è stata trasmessa da qualcuno in famiglia?

Ho iniziato subito dopo il diploma in una pizzeria sotto casa. All’inizio portavo le pizze al tavolo;  poi, nel giro di poco tempo, sono passato alla cottura e alla stesura sul bancone. Non posso dire che sia stata una passione innata in quanto ho studiato tutt’altra cosa. Sono un geometra. Neanche posso dire che sia stata una passione indotta in quanto la mia famiglia si occupa da sempre di mozzarelle. Non ho seguito l’attività familiare, all’umidità ho preferito il calore del forno.

  • Qual è la tua pizza preferita? Sono sicuro che ne hai qualcuna a cui sei più affezionato

La mia pizza preferita è sicuramente la pizza margherita perchè è composta da ingredienti che si trovano tutti nel raggio di 15 km, forse 20, tra mozzarella, pomodorini vari e basilico.

  • Chi lavora all’estero, ne sente di ogni genere sulla pizza e ciò vale soprattutto per noi campani che arriviamo dalla terra della pizza per antonomasia. Mi racconti la pizza più strana che hai fatto o la richiesta più bizzarra che hai ricevuto?

Di richieste strane ne ho avute tante come la classica pizza con l’ananas, però devo dire che negli ultimi tempi il palato degli americani si sta affinando molto e se qualcuno mi chiede ancora il prosciutto crudo in cottura, io provo a spiegare che è meglio assaporarlo all’uscita per evitare che sia troppo salato ed anche per non sprecare del buon prosciutto. I canadesi sono persone versatili, disposte ad apprendere e ascoltano i miei consigli. Con la mia clientela c’è un rapporto di massima fiducia.

  • Hai mai detto no ad una pizza assurda?

No, non ho mai detto di no ad una richiesta, anche alla più assurda. 

 

 

  • Progetti futuri? Cosa vedi nel tuo futuro? Canada, USA o cosa?

Nel mio futuro vedo sicuramente gli Stati Uniti. Oggi ho 50 anni e gli States sono il mio punto di arrivo. Ho un progetto molto ambizioso in Florida con una persona davvero speciale che lavorava a New York. Uscito da Wall Street, ha deciso di investire nelle pizzerie. Mi ha fortemente voluto e adesso stiamo lavorando insieme per dare avvio al nostro progetto. Ho un figlio di 12 anni che sembra voglia seguire le mie orme. Insomma, ho diverse cose che bollono in pentola.

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