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Per Cantieri Viviani gli Attori Indipendenti portano in scena ‘A figliata.

Il 24 e 25 maggio in scena ‘A figliata’ di Raffaele Viviani per la regia di Nello Mascia, per la rassegna Cantieri Viviani a Castellammare di Stabia.

Cantieri Viviani è un intervento culturale multidisciplinare realizzato per promuovere, attraverso molteplici laboratori e spettacoli originali, la conoscenza dell’opera e dell’arte di Raffaele Viviani, drammaturgo, poeta, compositore ed attore nato a Castellammare di Stabia il 10 gennaio del 1888.

Proprio nel giorno dell’anniversario della nascita di Viviani che la sua città Natale lancia il progetto “Cantieri Viviani_Premio Viviani”, ideato e coordinato da Giulio Baffi, promosso dalla Fondazione Campania dei Festival e finanziato con fondi PAC, realizzato in collaborazione con il Comune di Castellammare di Stabia.

L’attività della prima fase si concluderà a Castellammare di Stabia con il “Festival Viviani – Premio Viviani”, dal 24 al 28 maggio 2017 di mostre, incontri, iniziative spettacolari e culturali e la consegna del “Premio Viviani” ad una figura che si sia particolarmente distinta nel campo del teatro e della cultura.

Gli Attori Indipendenti è una iniziativa che il regista Nella Mascia afferma sia: ‘ nata per rivendicare un’idea di teatro di restituisca all’attore la dignità e la centralità dell’attività creativa, ma anche per tutelare, da napoletani, il nostro patrimonio attoriale, ormai disperso, che intendiamo trasmettere integro e puro secondo l’insegnamento dei nostri Maestri’.

 ‘A figliata è la storia di don Gennarino, raggirato da una donna che lo ha sposato, pur essendo incinta di un altro, ma facendogli comunque credere che il figlio è suo fino al giorno del battesimo, quando l’uomo capirà quella realtà a cui forse non aveva voluto vedere. Ecco allora le occhiatacce della portiera, i gesti larghi e generosi del finto padre, l’imbarazzo del vero genitore che si ritrova a fare da padrino. I personaggi principali sono una pettegola guardaroba, un impiegatino del banco del lotto, il gagà del quartiere, l’amico di casa perseguitato dalla jella: tutte macchiette tipiche del teatro di Viviani. In Via Partenope siamo nel primo Novecento: l’azione scenica si colloca davanti a un grand’albergo di lusso, dove i facoltosi clienti si divertono nella mondanità di una festa da ballo. Gli invitati a questa serata di gala vanno e vengono nei loro magnifici e sfarzosi vestiti da sera. Ma è nella piazzetta antistante, affacciata al mare, che si svolge la vita vera. Proprio lì una variegata passerella di personaggi reali si alterna: in attesa dei loro ricchi padroni i cocchieri chiacchierano, un vetturino è in cerca di nuovi clienti, un ubriaco viene deriso da uno scugnizzo, un finto veggente, coadiuvato da una maldestra complice, cerca di spiluccare qualche moneta, oppure si racconta il dramma di una ragazza popolana messa incinta da un “signorino”. E mentre tutto procede come è usuale che le cose accadano in una via di Napoli, le macchiette si inanellano e fa capolino anche il pacifico pescatore che nulla pesca e che tutti deridono.

 

 

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