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Chi si scontra quotidianamente con la sfida di cambiare (per il meglio, ma questo solo dopo il cambiamento potrà essere confermato) deve porsi sempre la domanda di come fare a capire se il cambiamento è avvenuto, altrimenti i risultati saranno falsati e non significativi della direzione intrapresa.

Non so quanti di noi si debbano misurare con queste cose, chi ha figli piccoli sa bene di cosa parlo, e chi ha un ruolo manageriale si deve misurare con queste sfide pure al lavoro.

Una cosa è importante chiarirla fin da subito: non potremo concludere che un cambiamento sia avvenuto se non saremo in grado di constatare un cambiamento nel comportamento delle persone coinvolte nella modifica. Altrimenti il sospetto che ci dicano “ok cambiamento implementato” solo per darci il contentino e ritornare nella loro zona di comfort è molto alto e reale.

Ho parlato di questo ad una conferenza e la mia frase è stata immediatamente twittata, buon segno.

Quello che ho cercato di approfondire ultimamente sono gli aspetti della creazione del migliore contesto che possa indurre le persone ad assecondare il cambiamento, piuttosto che resistere ad esso, e quel che ne è uscito è una riflessione che potrebbe regalare qualche spunto in più per affrontare con successo le prossime sfide di cambiamento che andremo ad affrontare.

L’articolo è consultabile a questo link, buona riflessione anche a voi.

Ivan

 

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A proposito dell'autore

Ivan è Executive Lean Manager, Author e Coach. Possiede le certificazioni MBB, CPIM e PMP. La sua passione sono le tematiche legate a tutte le nuove metodologie di management e di leadership. E' autore dei libri "Applicare il problem solving" e "Applied problem solving". Lavora come Continuous Improvement Manager presso CIRCOR Pibiviesse e collabora con Business Schools su docenze e coaching su differenti tematiche di impronta manageriale e organizzativa.

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