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“Quanti anni hai?” è una delle domande più ricorrenti durante l’intervista di Gianni Simioli su Radio Marte a Giovani Battista. La sua risposta “sempre 25”.

Giovanni Battista è un giovane ragazzo e autore di 25 anni.

Il 23 aprile presso la Casina Pompeiana, sede dell’Archivio Storico della Canzone Napoletana è avvenuta la presentazione dell’Enciclopedia della Canzone Napoletana. Divisa in tre volumi, il primo parte dal 1200 e arriva al 1938, con la prefazione di Lino Vairetti degli Osanna. Il secondo volume, vanta delle prefazione di Antonio Buonomo e parte dal 1939 e arriva ai giorni nostri. Nel terzo volume, tocca a Peppino Di Capri, sono disposti tutti i brani in ordine alfabetico. La si può trovare in due versioni: quella standard e quella Deluxe con cofanetto che racchiude i tre Volumi dell’Opera.

Giovanni Battista cresce con la canzone napoletana, merito del nonno e dello zio che nei lontani, ma vicini anni ’90, gli facevano ascoltare le canzoni della tradizione napoletana dei più grandi maestri. Così questo amore piano piano cresce sempre di più e si rafforza così tanto che non solo Giovanni inizia a studiare canto, ma raccoglie e si documenta in 14 anni.

L’abbiamo incontrato ed ecco alcune domande a cui ha risposto per i nostri lettori.

12 anni per creare questa raccolta che è una vera e propria Enciclopedia, ma come nasce questo progetto?

In realtà quasi quattordici anni, (13 e mezzo). Devo ringraziare mio nonno materno e suo fratello (mio zio). Sono stati i cosiddetti “colpevoli”. Loro mi hanno fatto appassionare al canto ma soprattutto alla canzone napoletana. Ho cominciato a farlo a 6-7 anni. Al penultimo anno delle elementari in una recita, pretesi di cantare “ ‘A Tazza ‘E Cafè ”. Ad un certo punto, sui 12 anni circa, oltre a cantarle quelle canzoni, avevo proprio dei desideri: volevo capire perché quei brani avevano determinate frasi, parole, quali erano gli autori, i loro volti, come facevano ad esprimere i loro sentimenti racchiusi in una canzone? Decisi quindi che volevo comprendere, studiarle una ad una, ricordo sempre quando mio nonno mi faceva ascoltare una canzone che non conoscevo e lui mi diceva: “chesta ccà è bella assaje a nonno, ‘mparatella!”

È stato difficile tornare così indietro nel tempo per raccogliere tutte le canzoni?

È stato un lavoro insormontabile che sono, (credo), riuscito a fare. Ho letto infinite bibliografie, libri e aneddoti, molti raccontati dal nonno e dallo zio. Nel corso di questi anni, ho studiato, ho trascritto e rielaborato a modo mio  l’opera per renderla facilmente comprensibile a tutti dal filologo appassionato a colui che vuole conoscere la canzone napoletana. Nell’opera non ci sono solo le canzoni ma oltre 250 foto ed illustrazioni d’epoca.

C’è stato un momento in cui hai pensato: non ce la farò mai?

Esattamente quando mio nonno mi lasciò a dicembre del 2012. Sapeva che la stavo scrivendo ed io desideravo pubblicarla ma lui mi diceva: “nun è mumento, sai ancora quanta cose devi studiare…”. Ricordo ancora la settimana prima di morire, andai a trovarlo e mi fece cantare tutto il tempo. Mi chiese di cantargli “Munasterio ‘E Santa Chiara”. Prima di andare via lo salutai con l’augurio di rivederlo nei giorni seguenti, e lui mi disse di imparare “Mmasciata ‘E Gelusia”. Fu l’ultima canzone che mi insegnò e dopo quel momento mi sono sentito davvero perso, non aveva più senso continuare a scrivere, a chi avrei fatto leggere tutto ciò, chi avrebbe continuato ad erudirmi, insegnandomi altre canzoni, gli innumerevoli aneddoti? Ha continuato suo fratello (mio zio, l’altro artefice della mia passione).

Secondo te il popolo napoletano è abbastanza legato alle sue tradizioni musicali?

Diversi anni fa Napoli e la sua gente ne andava fiero, attualmente vedo questo patrimonio (musicale ed artistico) un po’ bistrattato, vorrei che si tornasse indietro, sono valori che si stanno perdendo e mi piacerebbe poterli far conoscere a tutti i giovani come me, sarebbe veramente bellissimo anche se sono conscio che è davvero complicata la cosa ma non impossibile

C’è voluto molto tempo e tanto altro per riuscire a pubblicare questa enciclopedia, quali sono state le tue emozioni e sensazioni quando hai trovato qualcuno che ha creduto nel progetto?

Ci sono voluti un paio d’anni, ero letteralmente stanco e scocciato. Avevo chiesto e girato qualsiasi editore (campano e non). C’era chi voleva soldi, chi invece non trovava interessante l’argomento. Oppure, chi mi chiedeva prima i soldi e poi avrebbe visionato il lavoro, cose assurde. Mi sono poi imbattuto nell’ennesimo editore e mi son detto: “tanto dicono tutti no, un no in più non cambia la vita. Almeno posso dire di averci provato con tutto me stesso.” Così mi misi in contatto con la redazione della “LFA Publisher” di Lello Lucignano e mi fu risposto di chiamarli subito. Da quel momento in poi si è interessato al mio progetto. È stato bello, finalmente avrei potuto vedere stampate le cose che avevo scritto dopo anni di studi e ricerche. Un’emozione bella ma allo stesso tempo indescrivibile!

A chi è rivolta questa Enciclopedia?

Vorrei tanto la leggessero i giovani, ritroviamo il nostro patrimonio musicale che è quello più vasto di tutti, ogni cosa che oggi esiste, come ad esempio il pop, la musica leggera, il rock e tutti gli altri stili, sono la trasformazione di tutto ciò che abbiamo creato in questo arco temporale che parte dal 1200.

 

Enciclopedia della Canzone Napoletana

L’Enciclopedia della Canzone Napoletana a cura di Giovanni Battista.

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