Colpevole per definizione di Susie Dent sembrava avere tutte le carte in regola per essere una lettura perfetta per chi, come me, ama i giochi di parole, i cruciverba, l’enigmistica e, soprattutto, Shakespeare. Eppure, nonostante le premesse, il romanzo non è riuscito a coinvolgermi come avrei sperato.
Colpevole per definizione, una trama ricca di intrecci, ma con poca suspense
Probabilmente le mie aspettative erano troppo alte. Il principale limite che ho riscontrato è stato nel racconto che ho trovato piuttosto piatto. I numerosi intrecci, anziché alimentare la curiosità e la suspense, finiscono, a mio avviso, per disperderla.
La storia possiede indubbiamente un grande potenziale, ma proprio la molteplicità degli elementi narrativi sembra talvolta indebolirne il ritmo e la capacità di tenere il lettore con il fiato sospeso. Un vero peccato perché l’idea di partenza è decisamente interessante.
Un successo internazionale che parla da sé
Il mio giudizio, naturalmente, resta soltanto un’opinione personale e nulla toglie al successo ottenuto dal libro. Colpevole per definizione, pubblicato in Italia da Newton Compton Editori con la traduzione di Anna Mioni, ha venduto circa 200.000 copie nel mondo e Susie Dent è stata tra i finalisti dei British Book Awards: numeri e riconoscimenti che raccontano un consenso ben più ampio del mio personale giudizio di lettura.
A questo si aggiunge un elemento certamente non secondario: Colpevole per definizione è il romanzo d’esordio della Dent e un debutto capace di raggiungere un pubblico così vasto non può che testimoniare capacità narrativa e una storia che ha saputo conquistare moltissimi lettori.
Questione di gusti e di onestà verso chi mi legge
Questione di gusti, dunque. Un libro può avere successo, ricevere consensi e trovare migliaia di lettori entusiasti, senza necessariamente riuscire a parlare allo stesso modo a tutti.
Per questo il mio giudizio non vuole essere una bocciatura, ma soltanto la condivisione sincera di un’esperienza di lettura. Raccontare i libri significa anche avere il coraggio di dire quando qualcosa non convince, soprattutto nei confronti di chi ci legge e si affida alle nostre parole.
Dunque, nessuna sentenza definitiva. Solo una considerazione nel pieno rispetto dell’autrice e dei miei lettori: Colpevole per definizione non ha conquistato me, ma è evidente che ha conquistato moltissimi altri – ragion per cui, buona lettura, come sempre!


