AMEDEO CARAMANICA

“I DINAMICI SFIGATI DI BAGNOLI”

“LE INDAGINI DELL’ISPETTORE VARRIALE”

SEDICESIMA PUNTATA

Proseguono le indagini sul caso di pedofilia.
Tracce poco rassicuranti sulla scomparsa di Pino Schiavo,
mentre il caso di stalking diventa un atto di cyber bullismo.

<< Allora, Manue’, Franco, li avete trovati?>>, chiese subito l’ispettore Varriale, fulminando con gli occhi i due arrivati.

<< Niente, Gennà …>>, rispose per prima sconsolata la vice ispettrice.

<< Niente?!>>, commento l’ispettore superiore con gli occhi di fuori.

<<Niente di niente. Spariti, tutti e due, aggiunse il vice ispettore Ruotolo … Al “Mare Blu” non vedono la ragazza da due giorni, e del ragazzo nessuno sa niente.>>

<< Cose da pazzi! Sempre peggio su questo caso Sarno!>>

<< E a tuo cugino prete che è successo?>>

L’ispettore capo si mise prima a ridere, poi serio: <<È stato incriminato per pedofilia >>

<<Per pedofilia? Don Roberto Varriale, tuo cugino?!>> << Proprio lui …>>

<<Ma stai scherzando?!>>

<<No, no … Sto parlando di un nuovo intricato caso, secondo il Gran Capo! Anzi ha talmente creduto al racconto dei ragazzi, che mi ha tolto il caso, per incompatibilità familiare e lo ha passato ad Andrea.>>

<<Proprio a me, hai capito?! – intervenne l’ispettore Calopreso. Io, però, Manuè, ho accettato perché mi ha assicurato che dietro di me ci sarà sempre lui. Ué! Si tratta del cugino prete e di un’accusa un po’ scabrosa! >>

<<Però, dai, pure tu ci hai creduto!>>, ribatté in tono canzonatorio l’ispettore Varriale.

<<Creduto mo’! Ho cercato di calmare la mamma dell’uno, che sembrava una iena, e i genitori dell’altro, non meno battaglieri …>>

<<Ovviamente tu non credi a quello che dicono i ragazzi …>>, precisò la Manna rivolta all’ispettore superiore.

<<Chille so’ dduje figli’’e ‘ntrocchie che sanno bbuono ‘o fatto lloro! Solo bisogna vedere chi li manovra, perché, per me, sono manovrati dall’esterno … Qualcuno che ce l’ha con la Chiesa e in particolare con Roberto e la sua missione. T’he scurdato ‘a frase dei due delinquenti, Andrè? “Vuje ‘e guagliune d’Agnano e dintorni l’avite lassà perdere …”

<<Mi è venuta a mente pure a me, Gennà, quanne ‘e guagliune parlavano, perciò voglio che domani mattina assolutamente all’interrogatorio ci devi stare pure tu.>>

<<E va bene, ci sarò anch’io … Ma torniamo al caso Sarno. Quindi la ragazza e il fidanzatino sono spariti.>>

<<Te l’abbiamo detto. Non siamo riusciti a sapere niente né dell’una, né dell’altro. Al “Mare Blu” conoscono solo la ragazza, ma di passaggio.>>

«Quindi, che lavorava lì era una frottola?>> « Così pare …»

<< E l’amico di Pino Schiavo, Aldo Ardusi, è scomparso pure lui?>>

<< Lui, come sai, è andato con il suo motorino, e non ci siamo incontrati …>>

<<Abbiamo chiesto del ragazzo anche nelle zone limitrofe, non l’hanno mai visto né conosciuto …>>, aggiunse Ruotolo.

<<Cose da pazzi! Sto’ caso di Bagnoli sta diventando sempre più intricato…! Meno male che il Vice Questore mi ha esonerato dal caso di mio cugino, così potrò darvi una mano e non mi sento più nelle orecchie mia moglie …>>

<< Gennà, non ti dimenticare, intervenne Calopreso, che domani mattina ho il confronto con i ragazzi e tuo cugino e vorrei che ci fossi anche tu …>>

<< E va bene. Vuol dire che a Varcaturo ci andremo dopo il confronto. Va bene?>>

Intanto si era fatto mezzogiorno e tutti pensarono di dare una certa importanza prima alla pancia. Si portarono nella vicina pizzeria e per una buon’ora si rilassarono. Ovviamente il vice ispettore Ruotolo ebbe il tempo ancora una volta di chiedere a quattr’occhi alla Manna come procedeva la vicenda dello stalker e la giovane donna continuò a non dar peso alla vicenda, anche se confessò che lo stalking continuava. Cosa che fece sbottare ancora una volta il povero Franco Ruotolo: «Va bene. Ho capito. C’è qualche cosa di strano, di particolare, di subdolo sotto che non mi vuoi dire …»

«Ma che cosa, Franco? Niente di strano, di subdolo, niente di niente c’è sotto … Vuoi tranquillizzarti, per favore?>>

«E tranquillizziamoci. Ma certo questa tua reticenza non me la conta giusta …» «Fidati, ti ho detto … Sono solo fake news …»

«E fidiamoci …»

Quando tornarono in ufficio trovarono una sorpresa: Aldo Ardusi li attendeva.

Pensando a qualche brutta notizia, l’ispettore subito gli andò incontro e chiese, anche un po’ risentito, il perché di quella visita e come mai quella sua sortita in cerca del compagno, quando aveva avvertito entrambi che non facessero i “commissari Montalbano”.

Il giovane riferì subito che non aveva fatto nessuna indagine alla Montalbano, ma gli parlò di un messaggio che aveva ricevuto da Pino, molto strano: “Ho visto dei brutti ceffi che hanno caricato Giulia in auto … Li seguo con la moto … Siamo diretti verso il parco … poi più nulla, anzi nel telefono si sente una frenata, un trambusto, lui che grida: “Lasciatemi! Lasciatemi! “Poi più niente …>>

<< È stato sequestrato pure lui … Ma chi sono sti’ figli di puttana?! >>

<<”Siamo diretti verso il parco …”, quale parco? Ce ne sono tanti di parchi a Varcaturo! …>>

<< Se si tratta di Varcaturo! …>>

<< E se ci facessimo un giretto per Varcaturo, così, almeno per mettere a fuoco i vari parchi della zona?>> << Perché no … Andiamo ora?>>

<<E certo, tanto l’interrogatorio dei ragazzi e del prete l’abbiamo domattina … Ma tu, caro Montalbano, disse secco all’Ardusi, ora te ne vai difilato a casa e non ti muovi per nessuna ragione … Ricordati che ho il tuo telefono di casa …, ti devo trovare lì… Capito? >>

<<D’accordo, Ispettò …>> E il ragazzo con il motorino si allontanò.

I quattro poliziotti, invece, si misero in macchina e si diressero verso Varcaturo. Raggiunta la località, salirono lungo Via Ripuaria, incrociarono la Strada Vicinale Pacchianella, raggiunsero il “Parco della Noce”, una zona ricca di lussuose ville, con giardini, piscine … Si fermarono nei bar, chiesero nei vari alberghi, mostrando la foto della ragazza e del ragazzo, interrogarono qualche passeggiatrice, nel caso avessero visto la ragazza o il ragazzo nei paraggi, ma nessuno li riconobbe … L’ispettore capo Varriale riandò con la mente al messaggio del telefonino: ” … siamo diretti verso il parco …” <<Ma quale parco? Ce ne sono tanti qua: parchi, agglomerati di case … ville a schiera, molte anche chiuse, disabitate o in vendita … V’attela pesca quale parco!>>

Insomma, per quanti sforzi facessero, non riuscirono a cavare un ragno dal buco. Tanto che dovettero passare la patata bollente alla vicina stazione della polizia, perché proseguissero nelle ricerche. Loro tornarono indietro e vi lascio immaginare in che stato furono costretti a comunicare ai signori Schiavo che finora le ricerche non avevano dato nessun esito, ma che continuavano e che prima o poi avrebbero trovato sia il ragazzo che la ragazza. Immaginarsi le reazioni dei coniugi Schiavo, soprattutto la signora, che scoppiò in un pianto dirotto.

Comunque la giornata era finita e tutti, a malincuore perché non erano riusciti a risolvere il “Caso Bagnoli” e preoccupati l’indomani per la nuova grana del giovane sacerdote, si salutarono per riposare.

Ovviamente i due piccioncini, Manuela e Franco Ruotolo, non andarono difilati a casa, ma si fermarono in un posto isolato, vicino alla casa della ragazza, per chiarire qualche incomprensione e nel caso dar sfogo un po’ ai loro sentimenti, che in servizio dovevano reprimere.

Cominciò il giovane. «Allora sullo stalking ancora mi vuoi lasciare nel dubbio? Non vuoi dirmi che cosa ci sta dietro?>>

«Ma che cosa vuoi che ci sia dietro? Non ti è mai capitato che qualcuno ti pigli di mira e sfoghi contro di te le sue insicurezze, le sue solitudini, i suoi complessi?>>

«E una se ne sta tranquilla, senza reagire, senza zittirlo, senza denunciarlo? Quello che mi fa più rabbia che sei una della polizia, una che può far tacere in quattro e quattr’otto questo delinquente … Invece no. Quindi c’è qualche cosa di marcio sotto che non mi vuoi palesare, non mi vuoi chiarire … E così non possiamo andare avanti …»

«Va bene. Vuoi indagare e indaga … Ecco il mio cellulare, è arrivata due giorni fa una nuova fake news, una falsa immagine di cyber bullismo che mi sta togliendo la serenità. E guarda, guarda pure, così ti rendi conto perché non volevo che la esaminassi.>> E abbassò la testa in attesa della reazione del vice ispettore.

Sul cellulare, intanto, apparve l’immagine di lei in due pezzi che si abbraccia su di un lettino da spiaggia con un’altra donna pure lei in costume, ma della quale non si distingueva il volto, con la scritta: “L’amore non guarda il sesso!”

Il giovane vice ispettore rimase di stucco di fronte a quella scena di apparente lesbismo.

«’E inutile che guardi! ‘E un normale abbraccio di una mia cugina, che prende il sole con me in spiaggia a Mondragone. Non so chi l’abbia fatta e come sia finita nelle grinfie di questo disgraziato … Ed è una becera fake news, perché io non sono lesbica, io sono una donna normale, che desidero gli uomini sessualmente e altrettanto si mostrano gli uomini nei miei riguardi … E finora non te le l’ho dimostrato forse?!»

<<Certo, certo che ti credo … scusami … Ora, però, non sono più parole melense, ma schifezze di cyber bullismo e chi ti ha fatto questo è un verme, un porco, un essere spregevole e io lo smaschererò … e lo manderò in prigione, per quanto è vero che mi chiamo Franco Ruotolo, vice ispettore di polizia …»

Poi si prese con una certa veemenza il cellulare della ragazza: «Questo lo prendo io e ti farò sapere molto presto il nome del figlio di puttana che si è permesso di fare questo affronto al tuo corpo e alla tua persona …>>

«Va bene. Cercalo, scovalo, smascheralo questo pervertito, perché ora è andato oltre ogni misura! lo mi tengo il cellulare che utilizzo in servizio.>>

«Okay! Vedrai se non lo scoverò e gli farò passare la voglia di fare lo stalker dello stronzo che è … Ma tu stai calma … Con tutta questa sensualità che tieni … lesbica?! Mi fa proprio ridere st’omme ‘e mmerda! Non ti conosce affatto …»

E così lentamente la tranquillizzò. Poi con circospezione le si avvicinò, l’abbracciò con trasporto, la strinse forte a sé, la baciò con profondo impeto sensuale, e, eccitato e spinto dalla situazione, cominciò qualche “grande manovra” sul corpo della ragazza, ma questa subito lo fermò, anche un po’ indispettita: <<Che fai, Franco?! Sei impazzito?! Io non so lesbica, ma neanche donna di facili costumi … Perciò, addò t’avvii cu sta mano famelica?! Il mio corpo in costume t’ha dato ‘ncapo?>>

<<Scusa, Manuè, mi son fatto trasportare troppo dai sensi … Ma io ti amo da morire … E chi ha messo il tuo corpo in berlina, la pagherà, e molto cara … >>

Allora la ragazza lo fissò per un istante, sorrise tranquilla, gli diede un bacio fugace, aprì la portiera dell’auto e a piedi raggiunse il suo palazzo.

Il Ruotolo non poté fare altro che mettere in moto l’auto e allontanarsi, riflettendo e convincendosi sempre di più che quella era veramente una donna … da sposare.

A casa sua, invece, l’ispettore dovette sorbirsi subito le preoccupazioni e le ansietà della moglie per la ragazza e, purtroppo, ora anche per il ragazzo.

<<Ma che sono spariti nel nulla? Possibile che neppure voi della polizia riuscite a trovare uno spiraglio in questa maledetta tragedia?>> si lamentava la professoressa e continuava: «Sa come sta quella povera signora della mamma di Giulia! E i genitori di Pino?! Poverini?! Ma perché ha voluto fare di testa sua, benedetto ragazzo?>>

L’ispettore l’ascoltò, rispose come poteva, cercò di calmarla, la invitò a non disperare …

Ma per il povero uomo fu veramente una fortuna se all’alba riuscì a farsi qualche ora di sonno. Dovette anche sorbirsi i rimproveri del padre:” Tiene più testa il ragazzo che tu …”” Ma che volete dire?” “Quello che ho detto …”

Ovviamente la mattina si svegliò con quel “busillis” del padre e non poteva nemmeno riferirlo alla moglie che già vacillava nel giudizio sulle indagini della polizia. Si convinse, però, che indagando sulla scomparsa del ragazzo sarebbe arrivato anche alla ragazza. Quella mattina, però, volle prima seguire gli interrogatori dei ragazzi e del cugino prete.

Così si portò in ufficio, pensando quali pieghe avrebbe preso il caso del cugino prete.

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