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AMEDEO CARAMANICA

“I DINAMICI SFIGATI DI BAGNOLI”

“LE INDAGINI DELL’ISPETTORE VARRIALE”

DICIOTTESIMA PUNTATA

Uno strano messaggio di Giulia Sarno.
Il caso di stalking si avvia a soluzione.

L’ispettore Varriale, tornato in caserma e ragguagliato il Calopreso della sua iniziativa per scovare i ragazzi, raggiunse la vice ispettrice Manna e il vice ispettore Ruotolo nel loro ufficio.

<<Manuè, allora? Niente di nuovo?>> <<Niente, Gennà.>>

<<Ispettò – s’intromise Ruotolo – secondo me, ci dobbiamo fare un altro giretto da quelle parti. Il ragazzo era andato a Varcaturo, quindi il parco di cui ha parlato l’amico deve essere per forza a Varcaturo. Non vi pare?>>

<<Sicuro. Il punto focale dell’indagine ora è là. Il tempo, quindi di organizzarci, e faremo un’altra puntata in quei luoghi.>>

Ma non aveva nemmeno finito di parlare che squillò il suo cellulare. <<Pronto? Sono io …Giusy, Giusy, ma che hai? Calmati … Come? Ti ha fatto un messaggio Giulia?! Chi?! Giulia Sarno, la ragazza rapita?! Con il suo cellulare? E che dice? Dov’è? Ho capito, sono cose che non si possono dire a telefono e tu non ti puoi muovere da scuola? E va bene. Vengo io. Non ti muovere.>>

<<Gennà, che succede?>>, chiese la Manna.

<<Mia moglie ha ricevuto un messaggio che la preoccupa molto e mi vuole vedere …>>

<<E vai, allora, ti aspettiamo qua.>>

<< No, no … È un messaggio di Giulia Sarno … È meglio che venite pure voi … >>

Così i tre si portarono all’Istituto Righi. La professoressa Fimiani accolse il marito e gli altri due poliziotti con viva apprensione e preoccupazione <<Venite, mettiamoci in questa saletta.>> E li portò nella sala computer. Prese il cellulare, l’accese e ripristinò il messaggio che aveva conservato.

<<Prof., vi prego, dite all’ispettore di lasciarmi in pace, perché mi sono ecclissata di mia spontanea volontà per riprendermi dalla batosta di papà, e di dire anche a mia madre che tornerò, appena porterò a termine un impegno di lavoro particolare che io ho accettato volontariamente. Appena l’ispettore dimostrerà di non cercarmi più, lasceranno anche Pino, che per il momento sta bene.>>

Subito la professoressa cercò di dare una prima interpretazione al messaggio: <<Quindi, si è allontanata di sua spontanea volontà … È impegnata volontariamente in un lavoro particolare … Vi chiede di interrompere le ricerche … così libereranno anche Pino … È anche questa la vostra interpretazione?>>

I tre poliziotti si guardarono interrogativi, poi cominciarono a risponder alla professoressa.

<<Questa mi pare l’interpretazione più ovvia …>> cominciò la Manna.

<<Anche a me la ragazza sembra voglia dire che vuole essere lasciata in pace.>>, s’intromise il vice ispettore Ruotolo.

L’ispettore superiore teneva la testa bassa, immobile, come chi pensa …

<<Tu non sei d’accordo? >>, lo riprese la moglie.

<<A me, scusate, sembra più un messaggio sotto dettatura che un messaggio spontaneo scritto dalla ragazza, anche con il suo cellulare, poi, per lasciare intatto il mittente. Ma quello che mi ha messo in allarme è la frase “lasceranno Pino …” Pino, cioè, è in qualche modo in mano a dei delinquenti, che lo lasceranno se noi lasciamo in pace, non la ragazza o il ragazzo, ma essi stessi.>>

<<Ora che ci rifletto – disse la Manna – hai proprio ragione. E sa che ti dico? Che per mandarci questo messaggio, vuol dire che stiamo seguendo la pista giusta e loro sono in allarme.>>

<<È, pure per me, la pura verità …>>, concluse il Ruotolo.

<<Siih?! E allora che farete ora? Ignorerete il messaggio?>> aggiunse la professoressa preoccupata.

<<Ignorarlo non possiamo – chiarì l’ispettore superiore – ma certamente dovremo continuare ad agire con molto tatto …>>

<<E se quelli se ne accorgono?>>, incalzò la moglie.

<<Faremo in modo che non se ne accorgano …>> rispose l’ispettore.

<<Ha ragione – s’intromise il vice ispettore – diventeremo invisibili … >>

<<Franco, hai fatto una battuta?>> quasi lo riprese la Manna.

<<No, no, Manuela, quella di Franco è una magnifica pensata, invece … Andiamo … Giusy, ti lasciamo … E se hai qualche altro messaggio, tienimi informato. Ciao.>>

Si salutarono e la polizia lasciò l’Istituto.

Ma appena fuori, la Manna non potette trattenersi da chiedere all’ispettore: <<Si può sapere che cosa ti frulla per la testa? Hai affermato di essere d’accordo con la battuta di Franco, ci puoi dire come riusciremo a renderci invisibili, se ormai di noi sanno viso, vita e miracoli? >>

<<Faremo camuffare due dei nostri, come abbiamo fatto per i due ragazzi del caso di mio cugino prete, li manderemo avanti e continueranno le indagini, tenendoci passo dopo passo aggiornati, mentre faremo comunicare da Tony Talpa a Telesensational che il caso Sarno finalmente è risolto.>>

<<Nientedimeno, Ispettò, -considerò subito il vice ispettore Ruotolo – vi volete servire di quell’imbroglione che ci vede sempre come il fumo negli occhi?>>

<<Franco, gli faremo dare l’annuncio in esclusiva che il caso Sarno si è finalmente concluso, ma che gli faremo avere le prove nella sua consueta trasmissione settimanale di venerdì per rendere la fine del caso più eclatante. Così lui preparerà la trasmissione, e noi avremo ancora qualche giorno per trovare questa maledetta villa. E stavolta ce la metteremo tutta e sento che ci riusciremo, libereremo i ragazzi, e sbatteremo in galera quei farabutti.>>

Una volta in caserma, d’accordo con De Blasi e la dottoressa Nappi, l’ispettore superiore raggiunse Pasquale il piantone e si fece chiamare i due nuovi agenti, appena smistati nel commissariato di Bagnoli, Luciano Melandri e Stefano Saraceno. I due poliziotti si presentarono all’Ispettore stranamente mezzo assonnati.

«Su, su sveglia, agenti, mi servite, vi devo dare un incarico molto delicato. Ué, ma mi state ascoltando, mi sembrate mezzo abbioccati, assonnati …»

«Ispettò, ma lei è mai stato a dormire qui in caserma?>>

L’Ispettore capì. «L’arenile, eh! E meno male che è stata ‘na serata occasionale … Qua, quando comincia la stagione dei concerti, è peggio di Via Chiaia e di San Domenico Maggiore, la notte è impossibile stare, o uno va a dormire altrove, oppure si deve procurare dei tappi ermetici, per farsi almeno qualche ora di sonno.»

«Scusate, e il commissariato non può fare niente?>>

«Non solo il commissariato, ma tutti i cittadini della zona hanno fatto svariate manifestazioni, il comune ha messo delle regole, ma agli organizzatori da qui entra e da qui esce (indicando le due orecchie).

«Gli organizzatori?!>> sottolineò Pasquale Scimone e continuò: «Ispettò, quanne un esercizio commerciale nun tene clienti, che fa? Chiude ovviamente…»

«E che vuol dire?>>

«Ispettò, quelli sono i giovani di oggi che alimentano il fenomeno, perché hanno bisogno di “stupidiarsi” co’ sta musica schizofrenica purtroppo, pe’ se scurdà sta schifezza ‘e vita di oggi … Questa è la verità.»

«Ecco qua, la filosofia dei gufi antidiluviani è sempre pronta: la colpa è dei giovani … Pasquà, ma v’a ffa’ i numeri al lotto, che chille te riescono meglio! Jamme, guagliù, bando alle chiacchiere, venite vi devo affidare un incarico importante per questo pomeriggio.»

Li condusse in ufficio e, alla presenza della Manna e del Ruotolo, li fece vestire da teppisti, li informò del caso, ordinò loro di cercare con circospezione il luogo dell’ubicazione della villa del boss nella zona tra Varcaturo e Lago Patria, dove erano forse prigionieri i due ragazzi, consegnò loro anche le foto dei due giovani scomparsi e ordinò perentoriamente di tenere aggiornati lui e la sua squadra, cioè i due vice ispettori presenti e poi lui. I due poliziotti salutarono i superiori, orgogliosi del loro primo incarico, e partirono con una moto.

Ora, mentre l’ispettore superiore si recava negli studi di Telesensational, per aggiornare Tony Talpa, finalmente Ruotolo potette aggiornare la Manna sui risultati che aveva fatto circa la ricerca dello stolker dell’atto di cyber bullismo.

«Manuela, scusa se te lo chiedo, ma chi è questo Sergio Triassi?>> «Chi?!>>

«Sergio Triassi …» «Sergio Triassi?! Boh! Illustre sconosciuto …»

«Eppure, secondo l’I.p. l’Internet Protocol, è il nome del proprietario del cellulare da cui sono partiti i messaggi dello stalking e la foto scandalosa dell’atto di cyber bullismo, che sono arrivati sul tuo cellulare. E questo servizio mediatico particolare, che abbiamo pure noi della polizia, come sai, non mente>>

«Sergio … Sergio … Aspetta! Ora che ricordo … Un certo Sergio era con me nella squadra degli aspiranti vice ispettori, tre anni fa … Mi fece anche una corte serrata, ma io lo tenni sempre a bada e gli feci capire che non m’interessava affatto …»

«Allora è senz’altro lui …»

«Aspetta, però. Devo dire che lui capì l’antifona e mi lasciò completamente in pace. ‘E vero che, essendo di Falciano del Massico, me lo sono trovato qualche altra volta a Mondragone, dove mi reco con la famiglia per i bagni durante qualche licenza estiva, ma soltanto: “Ciao, buon giorno, buona sera … e basta” … Mo’ sbuca nei messaggi di stalking e nell’atto di cyber bullismo … Scusami, ma mi pare troppo una notizia campata in aria … Se è lui, poi, oggi dovrebbe essere un vice ispettore di polizia, e non credo proprio che si sarebbe messo in questa brutta situazione che potrebbe costargli la carriera, se non il posto …»

<<C’è un solo modo per saperlo … Dagli un appuntamento per chiarire tutta la faccenda … Se è lui, può darsi che verrà all’appuntamento e così lo incastriamo.>>

La Manna scrisse il messaggio per un chiarimento, gli diede l’appuntamento per la sera di quel giorno alle 20:00 davanti allo stadio San Paolo e inviò la notizia.

Non bisognava fare altro che attendere.

Mentre i due vice ispettori, intanto mettevano a punto il loro piano per lo stalker, l’ispettore Varriale, si portò negli studi di Telesensational. Come Tony Talpa lo vide arrivare per poco non gli veniva un colpo. Il suo nemico giurato della polizia gli veniva a fare visita? E che era mai successo? La polizia era a corte di idee sul caso del prete e aveva bisogno del suo intervento?

«Ch’è, Ispettò, il caso del prete, vostro cugino, vi ha portato in un vicolo cieco?>>

«Il caso del prete? ‘E una cretinata di cattivo gusto che non merita neppure una vera indagine, tanto che l’abbiamo già quasi archiviata e hai fatto bene a ignorarla perché sono sicuro che non ti avrebbe fatto fare una “sensazionale trasmissione”. Ma sicuramente “sensazionale” oltre ogni misura sarà la conclusione dell’atteso caso del suicida di Bagnoli e della scomparsa della figlia del morto e del suo ragazzo.>>

«Veramente, Ispettò? Finalmente si arriva alla conclusione?>>

«Ci avviamo, perciò, vogliamo renderla “veramente eclatante”, dopo che ci ha fatto tanto penare con continui colpi di scena. Anzi, Tony, deve essere una notizia centellinata nel tempo, che deve creare attesa e suspense, fino alla serata finale della trasmissione di venerdì nell’ “Incontro con il giallo”. Per esempio: il primo annuncio: “Grandi novità si preannunciano nel giallo di Bagnoli: la polizia è sul punto di archiviare come “suicidio per debiti” il caso Sarno …”. Il secondo annuncio: “La polizia pare che si sia anche convinta che la fuga della ragazza sia stato un allontanamento spontaneo e non un rapimento … Venerdì sera nell’”Incontro con il giallo” tutti i particolari del caso” … Sei d’accordo?>>

<<D’accordissimo, Ispettò, sarà una notizia “Telesensational”, avremo sicuramente una marea di spettatori.>>

Alle ore tredici puntuale l’annuncio di Telesensational. La trappola era scattata. Sicuramente l’indomani Pino Schiavo sarebbe stato liberato.

Ai poliziotti non rimaneva che attendere e spero anche ai miei lettori.

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