Il diritto di essere fragili: Sicignano e Genovese raccontano il lato nascosto del bullismo (Intervista)


Il bullismo non è un fenomeno confinato alle periferie degradate o ai contesti di forte disagio sociale. Spesso si insinua silenziosamente tra i corridoi luccicanti delle scuole frequentate dai figli delle famiglie più agiate dove l’apparenza di perfezione nasconde ferite profonde.

Vittorio Sicignano e Alessandra Genovese affrontano questa realtà con coraggio e grande sensibilità nel loro libro “Il diritto di essere fragili – Nessuno nasce bullo” edito da Book Sprint Edizioni, analizzando le radici di un problema molto spesso affrontato dalla prospettiva sbagliata.

L’errore più comune è fermarsi alla superficie: etichettare un ragazzo come “bullo” e basta. Dietro a comportamenti aggressivi, umilianti e talvolta crudeli, spesso si cela un dolore nascosto, un’insicurezza mai espressa, un bisogno disperato di nascondere le proprie fragilità sotto una corazza di prepotenza. Si tratta di un meccanismo di difesa che si trasforma in offesa.

“Il diritto di essere fragili – Nessuno nasce bullo” non è, dunque, solo un romanzo; è uno strumendo di consapevolezza, una lente di ingrandimento per tutti: ragazzi, genitori, insegnanti, nonni, perché il bullismo non è una questione che può riguardare solo “gli altri”. Il bullismo può entrare in qualsiasi casa, in qualsiasi scuola, in qualsiasi gruppo, in qualsiasi contesto.

Dopo aver letto il libro ho avuto il piacere di dialogare con entrambi gli autori:

  • Vittorio Sicignano, laureato in Lettere, si occupa di formazione. “Il diritto di essere fragili” è il suo secondo romanzo;
  • Alessandra Genovese, laureata in Lettere con magistrale in Filologia Moderna, è al suo esordio letterario e vive la pubblicazione del suo primo libro come un’avventura emotiva, oltre che professionale.

Il diritto di essere fragili, l’importanza di abbattere i luoghi comuni per contrastare il fenomeno del bullismo

  • Come nasce questo libro? Perché la scelta di scriverlo a quattro mani?

Vittorio: È nato da un’esigenza comune di raccontare il tema del bullismo da un punto di vista diverso, più umano e meno “da manuale”.

Alessandra: L’idea di scriverlo insieme è venuta quasi naturalmente. Ci conoscevamo già e sapevamo che le nostre sensibilità potevano completarsi: Vittorio più diretto e incisivo, io più riflessiva e introspettiva. Unendo le forze, abbiamo creato un racconto a due voci, per porre l’attenzione su un problema attuale, ma da un punto di vista diverso, cioè quello del bullo.

  • “Il diritto di essere fragili”: Quando avete sentito per la prima volta che la fragilità meritava di essere rivendicata come un diritto?

Alessandra: Forse quando ci siamo resi conto che spesso si chiede ai ragazzi di “essere forti” senza spiegare cosa significhi davvero e senza analizzare i retroscena che vivono in casa, quelli negativi, quelli dolorosi che, purtroppo, esistono.

Vittorio: Anche quando abbiamo visto che chi mostra fragilità viene spesso etichettato come debole. Ammettere, invece, di avere delle ferite è il primo passo per curarle. La fragilità non è un difetto: è una condizione umana.

  • Nel sottotitolo si legge “Nessuno nasce bullo”. In che modo questa convinzione cambia l’approccio alla prevenzione e all’educazione?

Vittorio: Cambia tutto! Significa che il bullismo non è una caratteristica innata, ma il risultato di contesti, esperienze e mancanze educative.

Alessandra: Non serve solo “punire”, ma capire, educare, intervenire sui comportamenti e nei contesti.

Il diritto di essere fragili

  • Nel libro raccontate storie o episodi reali? A chi vi siete ispirati per dar vita ai personaggi principali come Riccardo, Amir, Tommaso e Giulia, solo per citarne alcuni?

Alessandra: Ci siamo ispirati a storie vere, ascoltate negli anni, ma i personaggi sono frutto di una sintesi narrativa e della nostra immaginazione.

Vittorio: Riccardo, Amir, Tommaso e Giulia non sono copie di persone reali, ma rappresentano esperienze e vissuti di tanti ragazzi incontrati negli anni.

  • C’è una pagina o un passaggio a cui siete particolarmente legati e/o che racchiude il senso dell’opera?

Vittorio: Per me è la scena in cui Riccardo, personaggio principale, dopo aver vissuto momenti di dolore e solitudine, dovuti soprattutto al rapporto con i suoi genitori, trova il coraggio di chiedere aiuto. Da quel momento il suo personaggio evolve in positivo.

Alessandra: Io, invece, amo un passaggio in cui due ragazzi, apparentemente lontanissimi, scoprono di avere ferite simili. Racchiude il senso del libro: Nessuno è davvero solo.

  • Tre azioni concrete che famiglie e scuole potrebbero intraprendere per contrastare il fenomeno del bullismo. Quali a vostro avviso?

Alessandra: Formazione continua per docenti, spazi di ascolto reale nelle scuole e progetti che coinvolgano famiglie e ragazzi insieme.

Vittorio: Aggiungerei il coraggio di parlare apertamente di ciò che si vive, senza paura di giudizi.

  • Quanto conta la capacità di ascolto e come si può insegnare ai giovani a praticarla?

Vittorio: Tantissimo! Spesso i ragazzi non parlano perché sentono che gli adulti ascoltano “per rispondere”, non per capire.

Alessandra: L’ascolto si insegna dando l’esempio: spegnere il telefono, guardare negli occhi, dare tempo e cercare di capire sempre cosa c’è “dietro”.

Il diritto di essere fragili

  • A un ragazzo o una ragazza vittima di bullismo cosa direste per aiutarlo ad affrontare le difficoltà che vive giorno per giorno?

Alessandra: Che non è colpa sua. Mai!

Vittorio: Che chiedere aiuto è un atto di forza, non di debolezza, e che ci sono persone disposte a stare dalla sua parte.

  • Come immaginate la diffusione del libro?

Vittorio: Ci piacerebbe vederlo nelle scuole, nelle biblioteche e nei centri giovanili.

Alessandra: E naturalmente anche in mano alle famiglie perché la prevenzione parte dalla famiglia che è la prima piccola istituzione in cui un ragazzo si trova a vivere.

  • Il libro è uscito a Giugno di quest’anno. Quali sono stati i primi feedback da parte dei lettori?

Alessandra: Molti ci hanno scritto dicendo che si sono riconosciuti nei personaggi ed è una cosa bellissima.

Vittorio: Questo per noi è il regalo più grande: significa che il libro ha toccato la parte più sensibile delle persone .

  • Dove è possibile acquistare “Il diritto di essere fragile – Nessuno nasce bullo”?

Vittorio: È disponibile online per il momento e anche in formato Kindle.

Alessandra: Presto sarà disponibile anche in occasione di incontri e presentazioni.

  • State già lavorando a un nuovo progetto insieme?

Alessandra: Sì, stiamo già buttando giù delle idee.

Vittorio: Non possiamo dire molto, ma sarà ancora una scrittura “a quattro mani” e toccherà temi altrettanto importanti ed attuali.

Il diritto di essere fragili

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