Diego Galdino: “Cercavo un modo concreto per poter essere vicino e di aiuto” (intervista)

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Intervista a Diego Galdino: “Ho pensato che nel mio piccolo, tanto o poco che fosse, avrei potuto fare finalmente qualcosa di concreto per Jo e la sua mamma”

Manca poco a San Valentino, festa degli innamorati, e quando si parla d’amore non si può non citare Diego Galdino, lo scrittore romano ribattezzato il “Nicholas Sparks italiano”. Tante le coppie che si sono giurate “amore eterno” adottando le frasi dei suoi libri. La più celebre sicuramente quella estratta dal libro “Il primo caffè del mattino”:

Io voglio soltanto bere con te il primo caffè del mattino, mi basta questo. Ma dev’essere ogni mattina, per il resto della nostra vita. Ti va?

Lo scrittore romano ha il dono di arrivare dritto al cuore delle sue lettrici, tant’è che il bar di famiglia dove ancora oggi lavora è meta di numerosi “pellegrinaggi” da parte delle sue più accanite lettrici.

Mi sono innamorato di…, l’ultimo libro di Diego Galdino

L’ultimo libro di Diego Galdino è “Mi sono innamorato di…” pubblicato da Bertoni. Il protagonista è Filippo Felice, un affermato scrittore di romanzi d’amore che nasconde un segreto. Filippo quando è innamorato balbetta, una patologia frutto di un trauma infantile, che gli crea non poco imbarazzo.

Filippo è innamorato di una notissima scrittrice italiana. Una scintilla scoccata attraverso i social media, un amore che non ha niente di reale. Il destino vuole che i due si ritrovino a viaggiare insieme sulla stessa nave da crociera durante una settimana dedicata agli scrittori di romanzi d’amore. Un sogno, un’occasione imperdibile per Filippo. Un incontro tanto agognato che però una serie di sfortunati eventi sembra non voglia far accadere. E se non bastasse, sulla stessa nave viaggia anche Perla, la donna che, in passato, ha fatto tanto soffrire Filippo.

Il regalo perfetto per San Valentino

Mi sono innamoratə di… è il libro perfetto da regalare a San Valentino. Basterà, infatti, completare il titolo del libro con il nome della persona amata ed ecco che la dichiarazione d’amore è “già confezionata”.

Mi sono innamoratə di... Diego Galdino

Diego Galdino: “Se non fosse stato per la piccola Jo, probabilmente questo libro non lo avrei pubblicato”

I proventi delle vendite di Mi sono innamorato di... vengono devoluti all’Associazione I sogni di Jo. Per questo motivo ho voluto saperne qualcosa di più direttamente dall’autore. Ecco cosa mi ha raccontato.

  • Allora Diego, raccontaci, come nasce “Mi sono inamorato di…”

“Mi sono innamorato di…” è nato quando ho capito che la scrittura mi aveva già dato tutto ciò che potevo desiderare. Ho iniziato a scrivere senza alcuna velleità di farne un mestiere, dal momento che un mestiere ce l’ho, un mestiere tramandato di padre in figlio come la fede calcistica. Così con questo romanzo ho voluto rendere omaggio ad alcune persone, così come avevo già fatto con “Il primo caffè del mattino”. Questa volta però il tributo non è per i clienti del mio bar di famiglia; non è un tributo da barista, ma un tributo da scrittore. Con “Mi sono innamorato di…”, infatti, ho voluto rendere omaggio alle persone incontrate lungo il mio percorso letterario, quelle che mi hanno sempre seguito e supportato con grande stima ed affetto, aiutandomi ad avere maggiore notorietà ed importanza in Italia e in diversi paesi del mondo.

  • Il protagonista del tuo ultimo romanzo è Filippo Felice, un noto scrittore di romanzi d’amore. Quanto ti somiglia Filippo Felice? 

Ovviamente c’è molto di me. In Filippo Felice c’è tanto del Diego Galdino autore, così come come c’era molto di me, del Diego Galdino barista, in Massimo de  “Il primo caffè del mattino” e de “L’ultimo caffè della sera”. In questo libro ci sono le mie esperienze letterarie più belle come le presentazioni all’estero, il legame indissolubile con i miei lettori sparsi per il mondo, il successo planetario. C’è anche il mio modo di vivere e concepire la scrittura, da lettore innamorato dei libri in generale, dei libri d’amore soprattutto e dei film d’amore. Anche a Filippo Felice è stata rivola questa domanda. Lui ha risposto:”Giusto qualcosa, come in ogni mio romanzo.”

  • Filippo Felice inizia a balbettare quando s’innamora e incappa in mille difficoltà quando sta per incontrare la donna di cui sente di essere tanto innamorato. Insomma, una vita costellata di alcune imperfezioni. Imperfezioni ed amore vanno a braccetto?

Riguardo le imperfezioni in amore, parafrasando una frase di chi dell’amore ha fatto una religione, parlo del Gesù di Nazareth di Dan Brown, dico: “Chi in amore è perfetto scagli la prima pietra”. Non credo che possa esistere l’amore perfetto, perché non credo possa esistere l’innamoratə perfetto. Alla fine l’innamoratə è un essere vivente e come tale con le sue debolezze, fragilità, insicurezze. Nel caso di Filippo, una patologia, che va ad intersecarsi con una forza d’animo e una convinzione granitica. Anche in questo caso rubo e faccio mia una frase di un matematico francese rendendola di uno scrittore italiano di romanzi d’amore, balbuziente solo se innamorato, “Io amo, dunque sono…balbuziente.”

diego galdino
Diego Galdino
  • “Mi sono innamorato di te…” è legato ad un importante progetto di solidarietà. Ce ne vuoi parlare?

Lo dico francamente, probabilmente questo libro l’avrei tenuto per me, non l’avrei pubblicato, se non fosse stato per la piccola Jo. E’ da tanto tempo che cercavo un modo concreto per poter essere vicino e di aiuto, non solo con il cuore, a lei e alla sua mamma. Due donne eccezionali che lottano insieme per realizzare i propri sogni: Jo quello di poter vivere una vita completa, sua madre Irene quello di vedere sua figlia vivere una vita completa. Alla piccola Jo, affetta da una malformazione fisica assai grave alle gambe, sin dalla nascita, era stato detto di rinunciare al suo sogno di correre incontro alla vita. Sua madre non ha voluto accettarlo e così da qualche anno, ogni anno si trasferiscono per sei mesi in Florida, dove c’è un dottore che, come loro, non ha accettato che un destino avverso potesse scegliere arbitrariamente di come dovesse essere l’esistenza di qualcuno affetto da questa grave malformazione. Sei mesi durissimi, fatti d’interventi chirurgici estremamente invasivi, di fisioterapia ai limiti della capacità umana di sopportazione già per un adulto, figuriamoci per una bambina di appena due anni, quando ha iniziato questo percorso. Un percorso che implica delle spese costosissime e qui entro in gioco io e il mio nuovo romanzo. Ho pensato che nel mio piccolo, tanto o poco che fosse, avrei potuto fare finalmente qualcosa di concreto per Jo e Irene, mia affezionata lettrice dai tempi de “Il primo caffè del mattino”. Così ho deciso di pubblicare Mi sono innamoratə di… e di devolvere tutti i miei proventi delle vendite all’Associazione I sogni di Jo che si occupa delle spese mediche della piccola Jo. Un piccolo passo per me, ma che può contribuire ad aiutare Jo a farne tantissimi in giro per il mondo con le sue gambe.

Grazie Diego!

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