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Il progetto “Leggende Napoletane”, nato nel novembre di tre anni fa dal talento di Emanuele Pellecchia e Francesco Saverio Tisi, sembra essere una valida risposta targata made in Naples al popolo degli Otaku.

Libro a fumetti edito da Phoenix Publishing, “Leggende Napoletane” è la prima stazione di un viaggio in una Napoli misteriosa, la cui tradizione -tra esoterismo e superstizione- viene tramandata di generazione in generazione.

Nasce come costola di una web serie, di cui è stato realizzato un interessante cortometraggio dal titolo omonimo, e l’intervento e il contributo di Gianluca Testaverde hanno incentivato gli autori ad ampliare il concept dando vita all’albo a fumetti.

Tre storie, dunque, in quello che speriamo sia il primo volume di una lunga serie, che propongono una delle numerose versioni della leggenda del Munaciello, seguita dal racconto del travaglio terreno del novizio  Carlo Maria Vulcano fino alla storia della ragazza di Capodichino; cronache già sentite, raccontate nelle sere uggiose per spaventare i più piccoli, parabole del nostro tempo ma soprattutto testimonianze strettamente legate al nostro sostrato culturale. Quello di una città fatta a strati, che da sempre mischia il sacro ed il profano e finisce inspiegabilmente per trovare la giusta amalgama, una parvenza di equilibrio per sopravvivere ai secoli e alle invasioni.

Per gli appassionati dell’ inchiostro di China, va precisato che l’ albo -fin dalle prime tavole-  intriga e conquista il lettore, il quale, novello Pollicino, ritrova gli autori nei tratti somatici di alcuni dei protagonisti che entrano in una sorta di Safarà sito in pieno centro storico partenopeo, dove li accoglie uno strano personaggio con le fattezze di un noto frontman di prog rock. Anche Stefano Mariconda sembra aver rubato la rude bellezza che ha conquistato Catarinella al Francesco Pazzi che tanto plauso presso il pubblico femminile ha riscosso dopo la messa in onda della serie tv “I Medici”.

E si potrebbe continuare così, tavola per tavola, frame per frame. La difficoltà maggiore è rintracciare, in questo viaggio, l’ Anonimo Napoletano che -come si legge nella prefazione- aspetta il lettore e tutto osserva dal suo posto d’onore.

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