Quel filo sottile di Rosita D’Esposito – Recensione


Già il titolo suggerisce fragilità, ma anche connessione: un legame che resiste, che tiene insieme passato e presente, amore e dolore, colpa e desiderio di riscatto. Ed è proprio ciò che Rosita D’Esposito racconta in Quel filo sottile, romanzo pubblicato da Atile, ambientato nella Napoli degli anni ’30/’40.

Quel filo sottile di Rosita D’Esposito, un intenso romanzo di formazione

Protagoniste Rachele e Virginia, due sorelle legate da un filo invisibile e tenace, fatto di amore e ferite condivise.

Rachele è ancora una bambina, ma la vita non le concede il tempo dell’infanzia. Virginia, la maggiore, cerca una via di fuga. La troverá sì, ma avrà il suo prezzo.

Accanto a loro si muove Giacomo, protagonista maschile complesso: un uomo con un deficit uditivo che compromette il suo linguaggio. Il lettore lo scopre, pagina dopo pagina, osservandolo da diverse angolature. Silenzioso, eppure determinante; sarà proprio lui a incidere sul destino delle due sorelle.

Ispirato a vicende realmente accadute, il romanzo va oltre il racconto familiare e si impone come un potente romanzo di formazione. Attraverso le voci di Rachele e Virginia, l’autrice restituisce dignità e parola a intere generazioni di donne: donne del passato educate alla rinuncia, alla devozione, al sacrificio; donne private del diritto di scegliere, ma capaci, nel silenzio e nell’ombra, di coltivare il sogno ostinato della libertà.

La prosa di Rosita D’Esposito è fluida e pulsante. Una scrittura che sa fermarsi sui dettagli, raccontarne la bellezza, senza distogliere lo sguardo dalla durezza della realtà, e che riesce a trasformare i piccoli gesti quotidiani in autentici atti di poesia. L’atmosfera storica del romanzo conduce in un’Italia profondamente patriarcale, spingendo il lettore a interrogarsi su quanto – e se davvero – la condizione femminile sia cambiata nel tempo. Un invito sottile, ma potente alla riflessione sull’evoluzione dei diritti e dei ruoli delle donne nella società di ieri e di oggi.

“Quel filo sottile”, vincitore del primo posto nella sezione Narrativa del Premio Letterario al Femminile “Le Parole di Lavinia” – VI edizione 2025, é una storia che resta addosso, un’opera di grande forza umana e narrativa che ben si presta a una trasposizione cinematografica e/o televisiva.

Un libro, dunque, che non si dimentica. Un libro da non perdere.

“Quel filo sottile” di Rosita D’Esposito, con la prefazione di Paquito Catanzaro, è disponibile anche su Amazon.

 

 

 

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