L’angolo del Nerd e dell’Otaku – Black Clover


Asta e Yuno sono due orfani. I due sono stati abbandonati all’esterno di una chiesa e non sanno nulla del loro passato. I due sono molto amici ma Yuno è dotato di un potere magico fuori dal comune mentre Asta né è totalmente privo. Tuttavia i due vivono in un modo dove tutti gli esseri viventi sono in grado di usare la magia, ed Asta è l’unico essere umano incapace di usare la magia. Nonostante tutto il giovane Asta aspira alla massima carica del suo regno, quella di Imperatore Magico.

A leggere la trama di Black Clover, sembrerebbe un’accozzaglia di cose prese da ogni singolo manga Shonen uscito negli ultimi anni (forse anche decenni). Diversi personaggi, soprattutto i comprimari, sono letteralmente presi dal manuale del manga Shonen. Il protagonista bistrattato ma che riesce a farsi tutti alleati (e che non si accorge di essere l’obbiettivo romantico di quasi ogni ragazza)La ragazza antipatica ma gentile dentro, lo sbruffone, il fanatico di combattimenti.

Anche la storia non ha niente di particolarmente originale, così come i combattimenti. I disegni? Assolutamente nella norma. Non sono brutti ma neanche belli. Degni di un manuale di una scuola d’arte. Starete pensando “Scusa ma allora perché né parli? Cos’ha di speciale Black Clover?”.

La risposta sarebbe “nulla”. Esistono manga con una storia migliore, con disegni migliori, con personaggi approfonditi meglio. Eppure il manga di Yuki Tabata ha una caratteristica essenziale per un manga Shonen: funziona e funziona bene. Tutti gli elementi (storia, disegni, combattimenti eccetera) presi singolarmente non risaltano, ma insieme formano un amalgama che si regge perfettamente.

Black Clover non ha momenti di stanca, non esagera in nessuna delle sue parti, le saghe si leggono bene senza spiegoni di ottocento pagine, la trama non ha nessun buco, i momenti drammatici si alternano perfettamente ad altri comici senza cozzare fra di loro. E, in fondo, per un manga Shonen questi sono degli aspetti essenziali.

Volendo fare un paragone culinario: Se Neon Genesis Evangelion può essere paragonato ad un piatto di cucina sperimentale che o esalta o disgusta senza vie di mezzo, se Full Metal Alchemist può essere un bel filetto che devi saper cucinare altrimenti butti tutto, Black Clover è un bel piatto di polpette. Una cosa semplice, ma che richiede attenzione, che piace praticamente a tutti e che sazia abbondatemene.

Leggi anche: L’angolo del Nerd e dell’Otaku – Swamp Thing 

 

 

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