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Dorohedoro – La città di Hole è un brutto posto dove vivere. Gli stregoni, esseri di un altra dimensione, usano gli abitanti come cavie per sperimentare i loro incantesimi e per allenarsi. In questo mondo vive Cayman, un uomo con la testa di rettile. Cayman non ricorda nulla della sua vita precedente e, assieme alla compagna Nikaido, da la caccia agli stregoni. Oltre ad essere incredibilmente forte ed immune alla magia, Cayman possiede un’altra caratteristica. Quando infila nella sua bocca la testa di uno stregone, compare un uomo nella sua bocca; se questo non riconosce chi ha di fronte allora Cayman uccide lo stregone.

 

Scritto e sceneggiato da Kyu Hayashida, Dorohedoro presenta, fin dalla prima immagine, tutte le sue caratteristiche: atmosfere macabre e grottesche, eccesso di violenza e di scene puramente splatter, ma tutto bilanciato dall’inserimento di personaggi assurdi e da un umorismo nero a tratti demenziale.

Cayman infatti, per quanti professi il suo odio per gli stregoni, spesso e volentieri sembra più interessato a mangiare i Gyoza (involtini ripieni di carne di maiale) che la compagna Nikaido gli prepara e a tracannare birra, che a cercare la sua verità sulla sua morte. Perché, secondo i testimoni, Cayman era un cadavere senza testa (infatti stava per essere cremato), poi però gli è cresciuta una testa da lucertola, o meglio di un caimano.

 

L’atmosfera è resa magnificamente. Il disegno è volutamente sporco e la disegnatrice lascia volutamente delle macchie sulle pagine, per rendere l’idea di questa sporcizia.  Gli stregoni esercitano la loro magia usando del fumo emesso o dalle dita o dalla bocca, che poi si condensa in polvere che muta qualunque essere vivente. Infatti ad Hole manca praticamente ogni servizio base, ad eccezione di un malmesso ospedale.

Il nome stesso richiama la sporcizia: Dorohedoro è infatti un miscuglio di due parole diverse che si può tradurre “Dal fango al fango”. Inoltre Hedoro richiama le fognature.

Dal manga è stato poi tratto un anime trasmesso su Netflix, prodotto dallo studio MAPPA (L’attacco dei Giganti).

 

 

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