Persona – L’angolo del Nerd e dell’Otaku

In un mondo del tutto simile al nostro, esistono alcuni esseri umani in possesso della facoltà di vedere e controllare le cosiddette Persona. Queste creature, molto simili a demoni per l’aspetto, che forniscono poteri vari a questi esseri umani rendendoli in grado di combattere.

La trama è molto molto labile, perché stavolta non si tratta di un’anime o di un film, ma di un media-franchising, ovvero un mix di vari media differenti. In questo caso la serie nasce, nell’ormai lontano 1996, come una serie di videogiochi da cui sono stati tratti film e serie anime.

Persona: trama

Il titolo originale sarebbe “Shin Megami Tensei: Persona” ed è, per l’appunto, una serie di videogiochi pubblicati da Atlus. Le trame dei videogiochi sono tutte molto diverse l’uno dall’altro e senza nessun collegamento l’uno dall’altro, in maniera simile dalla serie dei Final Fantasy.

Il collegamento nasce proprio dai demoni evocati, ovvero le Persona. Oltre alle caratteristiche dei personaggi protagonisti. Infatti le Persona sono la rappresentazione fisica di alcuni aspetti della loro psiche e tramutati in esseri viventi. Infatti tutti i videogiochi della serie sono caratterizzati da una narrazione molto profonda.

Sicuramente può non piacere. Infatti molti episodi portano alle estreme conseguenze alcuni aspetti della cultura giapponese: una fanatismo, al limite della follia, per il successo; la difficoltà di avere qualsiasi tipo di rapporto fra coetanei; contrasti fra vecchie e nuove generazioni.

La psicologia nei Persona

Non a caso i demoni evocati sono, come già detto, aspetti della personalità dei protagonisti. Nel quinto episodio, addirittura, i dungeon (ovvero i luoghi dove sono ambientate le missioni) sono rappresentazioni di edifici della vita reale distorte dagli adulti. Ad esempio un insegnate che vede se stesso come il Re della scuola.

Non è un caso infatti che i protagonisti siano tutti adolescenti, che combattono spesso contro gli adulti. Quasi un modo per indicare i problemi generazionali, portati alle estreme conseguenze. Altra caratteristica sono per l’appunto i dungeon, luoghi separati e contemporaneamente uniti al mondo reale.

Il mondo dei sogni in Persona 5, il crepuscolo in Persona 3. Invisibili ai più ma non agli evocatori delle Persona. Altro espediente per sottolineare la differenza fra chi può vedere le cose e chi no. Non si tratta di luoghi protetti da esseri mitologici, ma ad esempio la fermata della metropolitana visto “da un altro punto di vista”.

Altri media

Ogni episodio della serie ha dato origine ad una serie animata. Infatti, come tipico di questa tipologia di giochi, i videogiochi della serie Persona hanno dei finali multipli. Questi finali sono sbloccabili in base alle scelte fatte dal giocatore durante il corso di tutta l’avventura.

Le serie animate, di fatto, scelgono uno di questi finali rendendolo canonico. Non avendo un universo condiviso (come ad esempio i videogiochi della serie Soul), questi anime (di qualità altalenante) servono solo a “mettere d’accordo” i fan della serie per stabilire quale sia il finale vero.

Curiosità: il titolo originale della serie in realtà è “Shin Megami tensei: Persona” traducile più o mebno come La nuova dea della Reincarnazione.

Leggi anche: I racconti di Terramare – L’angolo del nerd e dell’Otaku

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