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Clamoroso sul circuito di Spielberg: doppio ritiro Mercedes. Raikkonen secondo, terzo il tedesco che approfitta del forfait del rivale e torna primo. Ferrari in testa anche nel mondiale costruttori

Il Red Bull Ring sorride al team di casa: ad imporsi nel Gran Premio d’Austria, nono appuntamento del mondiale 2018 di Formula 1, è stato Max Verstappen. Quella in terra austriaca è la quarta vittoria in carriera e la prima stagionale per il pilota della Red Bull, che ha concluso la corsa davanti ai due piloti della Ferrari, Kimi Raikkonen e Sebastian Vettel. Verstappen ha tagliato il traguardo per primo di fronte ai tanti fan Oranje, e ha regalato alla Red Bull il primo successo dal ritorno della Formula 1 alla pista austriaca. Anche Vettel sorride: con il ritiro di Lewis Hamilton, Vettel riprende la testa del mondiale.

Verstappen, quarto al via, ha guadagnato terreno in partenza, ma ha poi subito il sorpasso di Bottas. Una sua manovra su Raikkonen l’ha proiettato in terza posizione. Verstappen ha scelto le soft per il secondo stint, iniziato nel giro numero 17, e ha mantenuto la seconda piazza, ottenuta dopo il ritiro di Bottas. Verstappen ha preso la testa della corsa dopo la sosta di Hamilton, e ha guadagnato terreno sulla concorrenza, approfittando della lotta del trenino che lo seguiva. Verstappen ha poi gestiito agevolmente la corsa, senza spingere troppo, trattando con gentilezza le gomme.

Raikkonen, autore di un’ottima partenza, è finito però lungo nel tentativo di sorpassare Hamilton, e ha poi subito il sorpasso di Bottas e successivamente di Verstappen. Raikkonen non ha mostrato un ritmo esaltante con le ultrasoft nelle prime fasi della corsa e si è visto tallonare da Ricciardo. Raikkonen ha effettuato la sosta per montare le soft al termine del giro numero 16, mantenendo la posizione.

Ricciardo, però, lo ha ben presto raggiunto; Raikkonen è finito lungo per un bloccaggio, ed è stato superato dall’australiano. Raikkonen si è poi dovuto vedere dal pressing di Hamilton, rientrato alle sue spalle dopo la sosta. Per sbarazzarsi di lui, Raikkonen si è avvicinato a sua volta a Ricciardo, e lo ha sorpassato nel corso del giro numero 38, approfittando dei problemi dell’australiano. Nel finale di gara, Raikkonen si è avvicinato a Verstappen, ma non è riuscito ad impensierirlo.

Vettel, sesto al via, ha perso due posizioni in partenza, ma ha poi rapidamente sopravanzato le due Haas di Magnussen e Grosjean. Vettel si è fermato alla fine del giro numero 16 per montare le soft. Intorno alla metà della corsa, Vettel si è avvicinato ad Hamilton, rientrato davanti a lui dopo la propria sosta, e lo ha sopravanzato nel corso del giro numero 39. Il ritiro dell’inglese lo ha proiettato su un podio che vale oro.

Quarta e quinta posizione, rispettivamente, per i due piloti della Haas, Romain Grosjean e Kevin Magnussen; seguono Sergio Perez e Esteban Ocon, della Force India. Completano la top ten Fernando Alonso, della McLaren, e Marcus Ericsson e Charles Leclerc, della Sauber, entrambi a punti. Alonso ha preso il via dalla corsa dalla pitlane: la McLaren ha deciso di sostituire l’ala anteriore della sua MCL33. Trattandosi di una violazione del regime di parc fermé, Alonso non è scattato dalla griglia. Undicesimo è Pierre Gasly, della Toro Rosso, davanti a Carlos Sainz, della Renault, e Lance Stroll, della Williams. Chiudono la classifica Sergey Sirotkin, della Williams. Out Stoffel Vandoorne,della McLaren.

Ritiro per Nico Hulkenberg: il motore della Renault del tedesco lo ha abbandonato in una nube di fumo – e fuoco – nel corso del giro numero 12. Stesso destino, ma per un problema al cambio, per Valtteri Bottas, out al giro 14: peccato per il finlandese, sempre competitivo in Austria. Bottas, dopo una partenza non certo esaltante, che gli aveva fatto perdere tre posizioni al via, era riuscito quasi subito a sorpassare Verstappen e Raikkonen in un sol colpo all’esterno. Tutto inutile, visto quanto successo dopo.

A fargli compagnia tra gli scontenti anche Daniel Ricciardo, fermato dal motore Renault nel giorno del suo ventinovesimo compleanno. Nelle prime fasi di gara, Ricciardo, con gomme supersoft, si era rapidamente avvicinato a Raikkonen, nel tentativo di strappargli la quarta posizione. L’australiano era rientrato ai box per montare le soft al termine del giro numero 16, ed era rimasto alle spalle di Raikkonen. Ricciardo era riuscito a sopravanzare il finlandese nel corso del ventesimo giro, approfittando di un bloccaggio di quest’ultimo.

La giornata no della Mercedes si è completata con il ritiro di Lewis Hamilton, della Mercedes. Hamilton aveva preso la testa della corsa in partenza, approfittando di uno spunto non esaltante del poleman, Bottas, e aveva subito guadgnato terreno sul compagno di squadra. La Mercedes aveva scelto di prolungare il primo stint di Hamilton rispetto a chi lo seguiva: strategia sbagliata, come ammesso dal suo ingegnere. Hamilton aveva effettuato la sosta per montare le soft al termine del giro numero 25: l’inglese era rientrato davanti a Vettel, in quarta posizione, e si era rapidamente avvicinato a Raikkonen.

Hamilton, però, si era dovuto guardare alle spalle: Vettel lo aveva superato nel corso del trentanovesimo giro. Hamilton, nonostante del blistering allo pneumatico posteriore sinistro, era riuscito inizialmente a tenere un buon ritmo, ma era poi stato costretto alla sosta per montare le rosse a meno di venti giri dal termine della corsa. L’inglese era rientrato alle spalle di Ricciardo, ma il ritiro di quest’ultimo gli ha fatto guadagnare la posizione. Poi, il suo ritiro, il primo dal GP della Malesia 2016.

Raikkonen, però, si era riavvicinato a lui nel tentativo di allontanarsi da Hamilton, che lo seguiva. Ricciardo era finito in difficoltà per un blistering molto forte allo pneumatico posteriore sinistro, ed era stato sopravanzato da Raikkonen. Visti i problemi con le gomme, Ricciardo era rientrato ai box per montare le supersoft. Poi, la beffa, a meno di venti giri dal termine della corsa. Ritiro anche per Brendon Hartley, della Toro Rosso.

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