Gli pneumatici per la F1, nel corso degli anni, sono stati soggetti a numerosi cambiamenti; ad esempio, fino alla metà degli anni ’60, questi erano realizzati in una forma particolarmente stretta, successivamente, le diverse case produttrici di gomme, hanno iniziato a produrre un tipo di pneumatico da F1 caratterizzato da una superficie più ampia e con un battistrada scanalato, il quale consente l’utilizzo di questi pneumatici sia nel corso dei mesi estivi che invernali.

A partire dal 2007, ogni pilota, durante il Gran Premio di Formula 1, deve utilizzare obbligatoriamente le diverse gomme da asciutto e da bagnato (in caso di pioggia) che ha a disposizione, ognuna caratterizzata dalla presenza di una mescola diversa.

Il primo fornitore di pneumatici auto per F1 fu Bridgestone, successivamente anche un’altra importante azienda produttrice ha iniziato a creare e fornire diversi tipi di pneumatico per la Formula 1, ossia parliamo delle gomme Pirelli.
Nel corso degli ultimi anni, sono cambiate le caratteristiche richieste per gli pneumatici da utilizzare nel corso delle gare di F1, ogni marca ha dovuto adattare la propria produzione ai nuovi standard richiesti dalla FIM.

Tutti i pneumatici devono permettere al pilota di svolgere delle gare veloci e movimentate, ogni gomma deve essere sostituita almeno due volte nel corso di un Gran Premio.

Una delle nuove caratteristiche, di questi pneumatici, riguarda la loro forma, questa deve essere più quadrata, gli angoli devono essere poco smussati, in questo modo si proteggono le gomme dall’usura e queste dureranno di più.

Cambiano anche i profili, sia quello anteriore che quello posteriore, entrambi sono stati progettati in modo tale da distribuire in maniera maggiormente uniforme le pressioni nella zona di impronta.

Questo cambiamento consente di ottimizzare le diverse pressioni e la temperatura sull’intera superficie d’appoggio della gomma, tali modifiche permettono  di diminuire il pericolo di blistering ed allo stesso tempo fanno in modo che si riesca a suddividere l’usura in tutte le parti del battistrada.

Le varie modifiche, apportate a questo tipo di pneumatico, hanno permesso un miglioramento delle prestazioni ed una durata, mediamente più lunga, di questo tipo di gomma auto. Inoltre, il profilo smussato, consente un maggiore grip nella zona posteriore, in questo modo si ha una ulteriore riduzione di carico aerodinamico agevolato anche da un’altra novità, quella degli scarichi soffiati.

Tra gli pneumatici, utilizzati per la F1, quello maggiormente utilizzato è il modello slick, si tratta di un tipo di gomma che possiede il battistrada senza intagli o scanalature, questo pneumatico è stato creato in quattro versioni, tutte si adattano ai diversi circuiti, alcuni sono maggiormente indicati per essere utilizzati nei mesi estivi, altri nei mesi invernali.

Invece, per quel che riguarda la mescola interna di questi tipi di pneumatici, ve ne sono di vario genere, vediamone alcune:

– supermorbida: questa è una mescola creata per consentire delle prestazioni molto elevate, sia su circuiti lenti che tortuosi, come ad esempio quello di Monte Carlo;

– morbida: questa è adatta a quei circuiti sui quali la gomma è soggetta ad un livello di degrado minimo. Lo pneumatico, che possiede una mescola morbida, dura di meno rispetto a quelli con mescola dura;

– media: è quella maggiormente utilizzata dai vari team, si tratta di una mescola versatile, la quale si adatta ad ogni tipo di condizione del terreno. Viene utilizzata soprattutto quando si devono percorrere dei percorsi variabili;

– dura: questo tipo di mescola è stata progettata per dare alla gomma una resistenza massima, in ogni tipo di condizione climatica. Vengono utilizzati soprattutto per equipaggiare auto che devono percorrere dei percorsi molto lunghi.

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