La donna dei record


Al porto di Bari, nel pomeriggio di questo primo venerdì di settembre, Giorgia Meloni festeggia i suoi record: la prima donna a Palazzo Chigi nella storia della Repubblica italiana e, adesso, anche la presidente del Consiglio a capo del governo più longevo.

Infatti, con i suoi 1.413 giorni di governo consecutivi, Giorgia Meloni supera Silvio Berlusconi e il suo secondo esecutivo, che fu in carica dall’11 giugno 2001 al 23 aprile 2005.

Quattro anni di governo

Sono ormai quattro anni di governo, caratterizzato da continui scontri con le opposizioni e la magistratura, ma fa sensazione in particolare quello con Donald Trump, perché inizialmente la sintonia era totale.

Non sono mancate in questi anni le turbolenze interne, ma hanno segnato il governo soprattutto le guerre in Ucraina e Medio Oriente e le diverse altre crisi internazionali.

Meloni è partita come semplice outsider, underdog, sfidante svantaggiata, per dirla in italiano, ma ha saputo stravolgere i pronostici, non tanto con la vittoria elettorale del 2022, ma con la stabilità politica e una certa moderazione sui conti pubblici.

Infatti, l’equilibrio dei conti si è espresso con il calo dello spread, sceso da 220 a circa 80 punti, e il rapporto deficit/Pil pure abbassato dall’8% a poco più del 3%, giusto a un soffio dalla chiusura della procedura di infrazione da parte dell’Unione Europea.

I primi provvedimenti

Il primo decreto legge è stato fatto nove giorni dopo il giuramento del 22 ottobre 2022, sui rave e l’ergastolo ostativo, ma ne sono seguiti diversi altri in materia di sicurezza e tutti pesantemente criticati dal centrosinistra.

Molte polemiche ci sono state anche per l’abrogazione dell’abuso d’ufficio e il decreto legge per Caivano, scelto come modello di recupero di tutte le periferie italiane.

Giorgia Meloni ha voluto subito depotenziare il Superbonus ed eliminare il Reddito di cittadinanza, per poi procedere con il taglio progressivo del cuneo fiscale, avviato dai governi precedenti, fino ad arrivare alla riforma dell’Irpef.

Per la premier, da una parte c’è il tasso di occupazione più alto, ma dall’altra la questione preoccupante dei salari più bassi.

La manifestazione di Bari

La premier ha voluto festeggiare il record di longevità del suo governo al porto di Bari, per omaggiare Pinuccio Tatarella, esponente storico del Movimento Sociale e fondatore di Alleanza Nazionale, proprio in prossimità della targa e in occasione anche dell’anniversario della sua morte, riuscendo a dare un significato simbolico alla manifestazione.

Per la targa a Tatarella è stata quindi scelta l’area del Terminal Crociere dello scalo marittimo del capoluogo pugliese, come pure per celebrare il record del governo più longevo della storia della Repubblica italiana.

Inoltre, Giorgia Meloni ha deciso di svolgere il G7 a Borgo Egnazia, nel Brindisino, e la scelta del porto di Bari è stata obbligata, poiché l’area della Fiera del Levante, sede sicuramente più idonea per una kermesse importante, era stata già individuata in precedenza per una delle tappe del tour del cantante Caparezza.

Il peso della Puglia

Va ricordato il dato politico di come la destra e il centrodestra non guidino da tempo la città di Bari e la Regione Puglia e, anche nelle elezioni politiche, non sempre abbiano riportato successi, ma il partito pugliese di Fratelli d’Italia è ben rappresentato al governo con il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, figura chiave dell’esecutivo, e con il sottosegretario alla Salute Gemmato, coordinatore regionale di FdI.

Inoltre, va ricordato il ruolo rilevante in Europa di Raffaele Fitto, vicepresidente esecutivo della Commissione europea, ex presidente della Regione e già ministro per gli Affari europei, il Sud, le Politiche di coesione e il Pnrr nei primi due anni del governo Meloni.

Lavoro e immigrazione

Nel bilancio dei quattro anni di governo, per quanto riguarda il lavoro, ci sono anche i rinnovi dei contratti della Pubblica amministrazione e i decreti legge “Primo maggio” sui salari definiti giusti, una tradizione lanciata nel 2023 con un video della premier nei corridoi di Palazzo Chigi.

Non si può considerare, invece, in modo positivo la conferenza stampa dopo un Consiglio dei ministri a Cutro, per il naufragio dei migranti con ben novantaquattro morti.

Sul tema dell’immigrazione, Meloni, nel novembre del 2023, ha puntato sul decreto per il progetto del centro in Albania, severamente osteggiato dalle opposizioni, ma con alcune sponde favorevoli nei Paesi europei.

Dopo gli scontri iniziali con Emmanuel Macron e quelli recenti su Schengen e “dublinanti” con Spagna e Germania, la premier è riuscita a portare Ursula von der Leyen a Lampedusa, rivendicando un calo degli sbarchi e il “cambio di paradigma” sulla difesa dei confini esterni da parte dell’Unione Europea.

Gli scontri istituzionali

Su questi aspetti Giorgia Meloni polemizza con una certa magistratura, accusata di doppiopesismo.

Le forti tensioni tra il suo esecutivo e i giudici si riferiscono anche al caso Almasri, ai rilievi della Corte dei conti sul Ponte di Messina e alla campagna per il referendum sulla giustizia, perso a marzo del 2026.

Gli aspetti negativi sono segnati dal fallimento delle grandi riforme promesse dal centrodestra, soprattutto il premierato, perché, tutto sommato, l’Autonomia differenziata va avanti tra accelerazioni e frenate.

Le tensioni nel governo

A un certo momento si è profilata addirittura la crisi di governo, con l’ipotesi di Giancarlo Giorgetti traghettatore, ma poi la premier ha deciso di arrivare in fondo, prendendo anche decisioni importanti sul suo esecutivo.

Giorgia Meloni impone, infatti, le dimissioni a Daniela Santanchè, il terzo ministro sostituito dopo Raffaele Fitto e, per il caso Boccia, Gennaro Sangiuliano, ma non si può parlare di un vero e proprio rimpasto.

Il rapporto con Trump

In questa seconda fase del suo governo si logora il rapporto con Donald Trump, ma, oltre ai contrasti per le pesanti critiche del presidente americano al Papa, vanno considerate anche le difficoltà per la guerra in Medio Oriente e il sostegno all’Ucraina.

La presidente Meloni decide di abbandonare la Via della Seta, praticata dai governi precedenti, e di riannodare piuttosto i rapporti con i Paesi del Golfo e l’India.

Ha intrattenuto un buon rapporto con Papa Francesco e il presidente Joe Biden, ma inizialmente si può considerare addirittura speciale la sua amicizia con Donald Trump.

In effetti, Giorgia Meloni è stata l’unica leader europea che, dopo l’insediamento di Trump alla Casa Bianca, ha avuto un ruolo di mediazione nel braccio di ferro sui dazi.

Ma per il presidente degli Stati Uniti cambia tutto quando non sostiene l’attacco in Iran e, precipitando la crisi a Gaza, si accende pure il contrasto di Meloni con il governo israeliano di Benjamin Netanyahu, proprio mentre in Italia si svolgono molte manifestazioni a favore della Palestina.

La kermesse politica

Lo slogan della manifestazione di Bari, “Il governo più stabile, l’Italia più forte”, è stato coniato per attirare ulteriori persone alle migliaia già previste.

La squadra dei circa trecento volontari è costituita soprattutto dai militanti pugliesi di Gioventù Nazionale, l’organizzazione politica giovanile legata a Fratelli d’Italia.

Si punta molto, per attirare gente, agli eventi collaterali, in particolare nell’area ristoro, ai camion di cibo, i cosiddetti food truck, con il fascino degli spaghetti all’assassina, un piatto diventato tipico a Bari, ma anche con la bontà dei tradizionali panzerotti e lo show musicale di Tommy Moretti, dj della discoteca Praja di Gallipoli.

Le critiche alla stabilità

Oltre alla kermesse e al dato rilevante per la storia e la statistica italiane del governo Meloni come quello più stabile non solo dell’era repubblicana, ma anche di quella precedente, dall’Unità in poi, tranne ovviamente il ventennio di Benito Mussolini, è giusto fare notare anche alcune critiche di alcuni esponenti non riferibili al centrodestra.

In particolare, per il professore universitario socialista Salvatore Prisco questo governo è stato stabile perché, in sostanza, ha galleggiato, in quanto non ha apportato nessuna riforma realmente significativa, provando a fare quelle costituzionali senza riuscire però a portarle all’approvazione.

Queste picconate sarebbero servite alla destra più per fare scena che altro, perché l’obiettivo era limitato solamente a sventolare bandiere identitarie da parte dei partiti della coalizione di governo per cambiare l’ordinamento giuridico esistente, a esclusivo beneficio dei propri elettori di riferimento.

Questa stabilità può essere, insomma, definita come quasi cadaverica, in quanto è servita a dimostrare come, per stabilizzare l’Esecutivo, non serva sancire normativamente un obiettivo che, comunque, è stato raggiunto per una via tutta politica.

L’analisi di Prisco

La guida dell’esecutivo da parte di Meloni e del primo partito della coalizione, secondo il professore Prisco, è stata forte solo per le ragioni contingenti che riguardano il secondo, il terzo e il quarto partito della stessa alleanza di governo.

Forza Italia, la Lega e Noi Moderati sono attualmente partiti piccoli e ciascuno versa in condizioni critiche, mentre la prima formazione politica, Fratelli d’Italia, è dominata da una segretaria e presidente del Consiglio: Giorgia Meloni.

Infatti, per l’emerito professore universitario di diritto, Giorgia Meloni è padrona della propria formazione e senza alcuna opposizione interna, a fronte di alleati deboli e opposizioni che, unite, vincerebbero, ma nel cui campo il problema è una clamorosa disunione.

Segui Magazine Pragma Resta aggiornato sulle ultime notizie

LEGGI ANCHE

Meteo Napoli, 4 settembre con sole e poche nuvole: in Campania temperature fino a 34 gradi

Giornata stabile e prevalentemente soleggiata a Napoli, dove oggi il cielo sarà poco nuvoloso o velato per buona parte della giornata. In Campania prevarranno...

Metro Linea 1 Napoli, primo treno alla stazione Tribunale: ora iniziano le prove

Passo avanti verso l’apertura della stazione Tribunale della Linea 1 della Metropolitana di Napoli. Nella notte il primo treno ha raggiunto la nuova fermata,...
spot_img
Castellammare di Stabia (NA)
081 874 42 06 - 347 132 66 64
spot_img

ULTIME NOTIZIE

PUBBLICITA