Emma Bonino è stata una delle personalità politiche che più hanno contribuito alla proiezione dell’Italia verso l’Europa, sia nei ruoli ricoperti nell’Unione Europea, sia nell’intera carriera politica trascorsa nei Radicali e nelle successive incarnazioni del partito, compresa l’ultima definita Più Europa.
Per un tumore ai polmoni Bonino è scomparsa a settantotto anni, rivendicando sempre una concezione molto indipendente della propria vita privata. Il suo padre politico è stato Gianfranco Spadaccia, ma ha fatto la storia della Repubblica italiana soprattutto il legame molto forte con Marco Pannella, un protagonista indiscusso del mondo radicale.
Il rapporto con Pannella
Tra Bonino e Pannella c’è stata un’altalena di “amore e odio” che, in modo consapevole o meno, ha prodotto una notevole competizione interna. Molti hanno sempre considerato Emma come l’alter ego istituzionale di Marco, ma le voci su una loro relazione amorosa sono state puntualmente smentite.
Del resto, Emma Bonino ha parlato espressamente solo di due relazioni sentimentali, non riferibili a Marco, seppure entrambe nate all’interno del mondo radicale: quelle con Marcello Crivellini e Roberto Cicciomessere.
Sono state relazioni sentimentali importanti, ma Emma Bonino non ha voluto sposarsi con nessuno dei due e neanche arrivare a una vera e propria convivenza, perché lei stessa aveva dichiarato di essere allergica alla convivenza e perché, in realtà, la cosa non interessava neppure a loro.
La maternità e l’affido
Bonino, in diverse interviste, ha confidato pure di non aver mai voluto figli, perché diventare madre, a suo giudizio, voleva dire dirsi per sempre. Bonino aveva ammesso di non aver mai avuto la forza d’animo per pronunciare quel sempre per diventare mamma, ma, negli anni Settanta, prese in affido per quattro anni due bambine, Aurora e Rugiada, che l’avrebbero comunque chiamata “mamma”.
Durante la frequentazione sentimentale con Crivellini, Bonino visse una delle esperienze destinate a orientare in modo decisivo la sua futura attività politica, perché, alla fine del 1974, a 27 anni, rimase incinta e decise di abortire.
Il medico le propose di farlo clandestinamente a costi elevati, ma Emma decise di rivolgersi a un consultorio gestito a Firenze dai radicali.
La battaglia sull’aborto
Da quel momento la sua carriera si legò indissolubilmente con l’impegno per garantire il diritto all’interruzione della gravidanza e con la militanza radicale.
L’anno successivo, il 1975, fu tra le fondatrici del Centro d’informazione sulla sterilizzazione e sull’aborto, dando forma politica a una vicenda personale e iniziando una delle battaglie che avrebbero caratterizzato la sua storia pubblica.
L’amore per Cicciomessere
Dopo Crivellini, nella vita di Bonino arrivò Roberto Cicciomessere, con il quale condivise non soltanto una relazione sentimentale, ma anche una lunga stagione di militanza politica.
Bonino lo definì “il mio primo grande amore”, raccontando di averlo amato molto e di aver pensato che insieme sarebbero invecchiati. La relazione durò invece solamente circa un decennio e ci fu la separazione.
Anni dopo, Bonino spiegò che Cicciomessere aveva lasciato il rapporto perché si era innamorato di un’altra persona, ma tra i due non ci fu mai una rottura definitiva. Come era accaduto con Crivellini, anche quel legame sarebbe rimasto nel tempo attraverso la stima e l’amicizia.
Nel ricordare Cicciomessere, morto nel 2023 a 76 anni, Bonino ne sottolineò il carattere “forte, a volte spigoloso e difficile”, insieme alla sua “intelligenza intransigente” e al “rigore intellettuale”. Lo indicò come una delle persone che, insieme a Marco Pannella e Gianfranco Spadaccia, le avevano insegnato a fare politica.
Il sodalizio con Pannella
Pur non essendo fidanzati, dal punto di vista politico Emma Bonino e Marco Pannella, per più di trent’anni, sono stati una cosa sola. Pannella e Bonino, infatti, hanno rappresentato il volto del Partito Radicale italiano, che ha combattuto le più importanti battaglie politiche della Prima Repubblica, a volte vincendo e a volte perdendo.
Pannella è sempre stato considerato da molti commentatori politici una sorta di Kronos, il dio greco che mangiava i suoi bambini, come era accaduto con i vari Rutelli, Vito, Taradash e Capezzone. L’unica a essere sopravvissuta, come Zeus, era stata Emma Bonino.
Con Pannella era pressoché impossibile scindere politico e personale e questa caratteristica apparteneva anche a Emma Bonino, che prese a fare incontri politici nella sua casa, piccola e accogliente, nel centro di Roma, proprio di fronte al palazzo che fu della Santa Inquisizione.
Nel salotto c’era una foto incorniciata di lei con Pannella, ma, a un certo punto, Bonino ebbe modo di dichiarare la fine della loro liaison politica, anche se non riuscì mai a capire fino in fondo il motivo, perché si trattò di una decisione presa unilateralmente da Pannella.
Bonino dichiarò le seguenti parole: “Marco ha segnato la mia vita come nessun altro, e di questo a mio modo gli sono stata e gli sono immensamente grata. E questa è una storia comune a tante donne e uomini che lo hanno incontrato”.
Il ricordo di Magi
L’attuale leader di Più Europa, Riccardo Magi, durante le esequie di Stato in forma laica di Emma Bonino nella Sala della Protomoteca in Campidoglio, ha richiamato in particolare i giovani, ricordando l’invito di Bonino a chiedersi che cosa essi possano fare in queste ore, in questi pochi giorni, per esercitare sulla bilancia della storia la loro persuasione o la loro azione.
Magi ha ricordato come la Bonino dicesse che il personale è politico, ma il privato non è pubblico, osservando come “oggi sia praticamente l’inverso, cioè che il privato è inopinatamente e inutilmente pubblico e il personale non è più politico”.
“Noi continueremo a parlare di te al futuro”, ha concluso Magi alla cerimonia dei funerali di Stato in onore di Emma Bonino.
La leader radicale è stata commissaria dell’Unione Europea e più volte ministro della Repubblica, gradita sia al centrodestra che al centrosinistra.
Il caso Giovanni Leone
Va però ricordato come, nel 1978, a seguito delle rivelazioni di un’inchiesta giornalistica clamorosa, il presidente della Repubblica, Giovanni Leone, fu costretto alle dimissioni perché gravemente sospettato di corruzione.
Emma Bonino fu una tra i principali soggetti collaboratori di questa campagna diffamatoria nei confronti del presidente Leone, ma poi ebbe la sensibilità di ritornare sulle sue posizioni.
Così, in occasione del novantesimo compleanno di Leone, festeggiato al Senato della Repubblica nel 1998, Emma Bonino volle incontrarlo personalmente per consegnargli una lettera di scuse per le accuse rivoltegli in quegli anni.
Lo scandalo Lockheed
In effetti, nel 1976 in Italia esplose lo scandalo delle tangenti pagate dalla società americana Lockheed per ottenere commesse militari e Giovanni Leone venne indicato, con il nome in codice “Antelope Cobbler”, come possibile figura centrale della vicenda.
Le accuse non arrivarono mai a essere provate e una commissione parlamentare d’inchiesta escluse, in seguito, il coinvolgimento del presidente della Repubblica.
Ma la campagna di accuse contro Giovanni Leone fu molto violenta e, in particolare, il Partito Radicale di Marco Pannella e, appunto, di Emma Bonino, assieme al settimanale L’Espresso, furono i più forti contestatori del presidente.
Il PCI chiese esplicitamente le dimissioni e anche nella Democrazia Cristiana venne meno il sostegno a Leone. Il 15 giugno 1978 Giovanni Leone decise di dimettersi, sei mesi prima della scadenza naturale del mandato.
Le scuse vent’anni dopo
Marco Pannella ed Emma Bonino decisero nel 1998 di scusarsi pubblicamente per la campagna condotta contro di lui e riconobbero, di fatto, il ruolo avuto dai radicali nel determinare le sue dimissioni.
Le vicende del caso Leone mettono bene in luce che a volte non basta la passione per fare una buona politica, ma, seppure dopo vent’anni, va riconosciuta a Emma Bonino la capacità di fare autocritica e scusarsi pubblicamente.


