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Crisi di coppia… che fare?  – Può assolutamente accadere che nella coppia vi siano delle crisi, delle difficoltà e delle incomprensioni. Ma quando nasce una crisi di coppia? Possiamo dire che questa nasce quando uno o entrambi i partner smettono di lavorare sulla loro relazione.

Un investimento di energie

Nelle coppie infatti occorre che ci sia un investimento di energie e se questo non avviene il desiderio, come l’accordo, cominciano a calare ed è dunque poi facile sentirsi lontani e frustrati. La relazione di coppia dunque è una realtà dinamica e trasformabile, infatti l’essere umano è sempre in grado di scegliere di investire e far rinascere l’amore. E allora che fare? C’è bisogno di gesti, sguardi, parole, sorprese: in altre parole, c’è bisogno di azioni concrete.

Innanzitutto potremmo dirci che nella coppia vi è necessità di dedicarsi del tempo. È incredibile quante coppie sostengano di non avere più tempo per loro, ossia quel tempo di qualità che i due partner si dedicano. Cosa importante è sapere che i tempi di coppia in realtà non esistono, quindi bisogna crearli appositamente, agenda alla mano.  Le uscite di coppia devono essere qualcosa di speciale: prendersi il tempo per prepararsi, sia fisicamente che psicologicamente, e predisporsi a passare un bel momento nel quale – obbligatorio – non si parla di problemi né di figli.

Crisi di coppia, l’importanza del dialogo

Toccarsi, darsi la mano, abbracciarsi mentre si cammina devono essere il carburante per i momenti in cui si torna alla vita ordinaria. Altro elemento indispensabile è il dialogo. Quante volte il dialogo diventa fonte di fra-intendimento piuttosto che di comprensione?

Il rischio che il dialogo diventi l’anticamera di un conflitto è molto alto. Succede quando le parole si mettono – appunto – fra – in mezzo – a voi, dunque se le parole diventano un muro anziché un ponte. Il bisogno profondo, nella coppia, è di potersi rivelare, di poter parlare apertamente, e al tempo stesso di riuscire a meravigliarsi per quello che l’altro sta rivelando.

Inoltre, rimango sempre più sorpreso di come – in una società così fortemente sessualizzata ed erotizzata come la nostra – il sesso in una coppia stabile sia fatto di più bassi che di alti: stanchi per il lavoro e la cura dei figli, senza passione e desiderio, con rancori arretrati, la coppia fatica a trovare un incontro sulla modalità, sulla frequenza, sul tempo da dedicare alla sessualità. E si scoraggia, e retrocede. Quindi…bisogna fare l’amore!

Il peso delle critiche

Altro elemento è quello di darsi ragione e quindi ricevere dal partner una progressione di assenso. Ciò spesso si perde perché un altro degli effetti paradossali del matrimonio, della convivenza, della vita di coppia in generale, è quello di entrare in una sorta di regno del torto. Un luogo ostile nel quale pare impossibile aver ragione, ma anche semplicemente essere apprezzati per quello che si dice o si fa. Mentre le critiche e le contestazioni vengono elargite copiosamente, a piene mani.

Nel corso della consulenza di coppia in genere sono gli uomini che lamentano la tendenza giudicante della donna, ma andando un po’ più a fondo spesso si scopre che – magari con modalità differenti – anche loro si sentono “giudicate”, “criticate”, “sotto controllo” o “valutate”.

La coppia è formata da due individui differenti, che sia un uomo e una donna, due uomini o due donne, ci sono caratteri e temperamenti diversi, una storia alle spalle, esperienze, e poi due famiglie di origine, due stirpi con miti e riti propri. Darsi ragione non avviene perché la pensate allo stesso modo, ma perché assumete un atteggiamento positivo, costruttivo, incoraggiante, nei confronti di chi avete a fianco.

Indipendenza, il  piacere di ritrovarsi

Altro elemento da valutare è che spesso si cerca (in coppia) la dipendenza (l’innamoramento in particolare è dipendenza allo stato puro), ma anche paradossalmente l’autonomia (che porta ad una maturazione della coppia, grazie alla quale ognuno potrà dare un contributo personale più arricchente alla relazione), e dall’altro ancora che ci siano fughe adolescenziali verso l’indipendenza (voglio – in certi momenti – fare come se tu non ci fossi) che – non essendo compatibile con l’essere umano – non è compatibile nemmeno con una relazione affettiva.

Come ogni relazione precedente andava “risolta” in una sorta di dialettica hegeliana dipendenza-indipendenza-autonomia/interdipendenza così non vi spaventate se nella coppia si ripropongono ciclicamente questi temi. Bisogna dunque rispettate sia il proprio bisogno di contatto che quello di distanza. È sano avere bisogno –  in una relazione – di tempo per sé, per stare con se stessi, per rientrare e ricentrarsi.

I litigi

Ultimo elemento è litigare con delle regole. Pur consapevole che il conflitto si genera in parti di noi che poco si adeguano alle regole, alcuni comportamenti si possono sicuramente “educare”. Si tratta di operare con un certo equilibrismo.

Spesso nonostante queste indicazioni le coppie hanno difficoltà però a trovare un proprio equilibrio. Senza dubbio, la crisi più complicata è quella che nasce dopo un tradimento, poiché con esso viene infranto ciò che è più importante: la fiducia, che significa anche rispetto e complicità. La vittima si sente sola, abbandonata, presa in giro. Si verifica una caduta verticale della propria autostima e ogni cosa, ogni ricordo viene svuotato, in modo terribile, del suo significato. Ma ci sono anche crisi di coppia che sono frutto dell’evoluzione naturale di una relazione, quando l’amore inizia a diminuire per fare posto a qualcos’altro. Ad esempio, ci riferiamo a crisi che sono semplicemente dovute al passare del tempo e al cambiamento naturale nella relazione, come l’inizio della convivenza o la nascita di un bambino. Ma, a differenza dell’infedeltà, nonostante i confronti, le discussioni e i litigi, non viene mai a mancare la fiducia.

I due diventano protagonisti di un circolo vizioso in cui si torna sempre allo stesso punto. E, questo, coincide con dolore, incomprensione, sofferenza e tante notti in bianco. In altre parole, le crisi ripetute generano l’impotenza appresa e questo può causare la rottura definitiva. Perché uno o entrambi iniziano a pensare che non si risolve mai nulla. È indispensabile, prima che avvenga la rottura definitiva, un percorso con uno specialista che possa aiutare la diade a ritrovare quegli elementi che forse, accecati dalla routine, non si riescono più ad osservare.

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