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Per la rubrica Premier History, vi racconteremo la storia di quello che era, ed è considerato, il diavolo inglese. Stiamo parlando di Alan Smith.

Chi ricorda Alan Smith, quel giovane sbarbatello biondo, dall’incredibile grinta e dalla resistenza infinita?

Stiamo parlando di quel ragazzo che fece letteralmente impazzire Sir Alex Ferguson, quando vestiva la maglia del Leeds United.
Dopo tutta la trafila con le giovanili dei Whites, disputò 6 campionati con la prima squadra e si consacrò sia a livello nazionale sia a livello internazionale come una grande seconda punta, veloce, con buona tecnica ed anche con un buon fiuto del gol, come dimostrano i 52 gol con il Leeds (primatista nelle reti nelle competizioni europee con 14 reti).

Esordì nel 1998 contro il Liverpool (non una squadra qualsiasi) e non ebbe alcun timore reverenziale nei confronti dei rivali, tanto da segnare addirittura il suo primo gol tra i professionisti. Negli anni con la squadra della sua città natale, Smith raggiunse la Champions League ed arrivò in semifinale di Coppa Uefa, oltre alle due salvezze, a cui seguì però la triste retrocessione in Championship, che fu la principale causa del suo addio.

Ferguson lo chiama al Manchester United

Il Manchester United non voleva lasciarsi scappare un talento simile e così, grazie a Ferguson, nel 2004 il biondo classe ’80 vestì la maglia dei Red Devils per la cifra di 10 milioni di euro più il cartellino di Pugh.

Con i rossi di Manchester, Smith disputò la sua prima partita contro l’Arsenal, ed anche qui riuscì ad andare a segno all’esordio dimostrando ancora una volta di essere un giocatore a sangue freddo, mostrando di reggere le pressioni dei grandi club.

Nei tre anni con lo United, l’inglese venne trasformato dal manager scozzese da seconda punta a mediano, dove poteva dimostrare le sue qualità di grande aggressività, e la resistenza a non finire (la Roma ne sa qualcosa: segnò nello storico 7-1 giocando proprio in quel ruolo).

Gli infortuni e il passaggio al Newcastle

In questa esperienza fu molto sfortunato a causa dei numerosi infortuni che lo colpirono e così, nel 2007, cambiò aria per vestire la maglia bianconera del Newcastle United, dopo aver vinto un campionato ed una coppa di lega con i Red Devils.

 

Nelle quattro stagioni con i Magpies, Smith racimolò “soltanto” 94 presenze ancora una volta a causa degli infortuni.

Milton Keynes Dons ed il Notts County

Nel 2007 rescisse il suo contratto ed accettò l’offerta del giovane club nato dal Wimbledon, il Milton Keynes Dons, per aiutarli nella scalata al grande calcio e per rilanciare sé stesso.

Non riuscì del tutto nel suo intento e, nel 2014 cambiò di nuovo aria, accettando le avances del Notts County militante in League One. Il campionato non andò come tutti si aspettavano ed il club fu protagonista di un’inaspettata retrocessione in League Two (sarebbe la quarta serie italiana). In questo nuovo inizio di stagione, Smith ha disputato 6 partite, dimostrando ancora una buona forma, a dispetto dell’età (35 anni).

Quanti di voi vorrebbero avere in squadra un giocatore come Alan?

Uno che mette in campo tutto ciò che ha, rischiando (come a volte gli è accaduto) di rimetterci anche le ossa delle gambe, uscendo sempre fasciato, sempre con la maglia inzuppata di sudore. Insomma, un giocatore d’altri tempi, uno che gioca per piacere e per stare bene con sé stesso, non per soldi o per la gloria personale come tanti giocatori dei tempi moderni, come dimostrato dalle esperienze con Notts County e MK Dons, in cui non ha ricevuto grandi somme di denaro.

Godiamoci il diavolo biondo di Leeds finché avrà voglia e fiato per giocare!

Nella foto principale “Alan Smith MK Dons (cropped)” by Glenn SaltFlickr: MK Dons Training Day 29th Oct 13 (26). Licensed under CC BY-SA 2.0 via Commons.
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