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La Juve Stabia è fallita. Non è uno scherzo oppure l’incubo di qualche tifoso. No, è una pagina di un capitolo che purtroppo fa parte della storia del sodalizio di Castellammare di Stabia

L’addio di Roberto Fiore e il successore Antonio Pane

Nel 2001, dopo la partita contro il Taranto di Riganò, 1-1 allo Stadio Menti e salvezza per le vespe in cassaforte, il Presidente Roberto Fiore annuncia l’addio e si fa sotto l’imprenditore sorrentino Antonio Pane, strano personaggio che si presenta come nuovo messia del pallone: “Ho preso la Juve Stabia, Ho preso il Savoia, ho il 50% del Sorrento e vorrei un domani diventare Presidente del Napoli o della Sampdoria“. Queste le parole del nuovo presidente Pane che promette una Juve Stabia da battaglia ed un Savoia di assalto, ma al momento di depositare i contratti ed i danari, Pane sparisce e con lui anche la Juve Stabia ed il Savoia. Il Sorrento si salverà grazie all’intervento della proprietà che deteneva il 50% del club e, così, i fatti dicono che  Castellammare di Stabia e gli stabiesi non vedranno il calcio.

Juve Stabia: nel 2002 arriva Paolo D’Arco

Nell’estate 2002 esce allo scoperto l’imprenditore stabiese Paolo D’Arco, che prima acquista il titolo del Comprensorio Nola e, successivamente, cambia la denominazione in Comprensorio Stabia permettendo la partecipazione al campionato di Serie D 2002-03 classificandosi, alla fine del campionato, in nona posizione nonostante qualche difficoltà iniziale

In estate, riprende la denominazione di SS Juve Stabia e, durante, il calciomercato estivo viene costruita, ad opera del direttore sportivo Nicola Pannone, una vera corazzata. Così, nella stagione 2003-2004, la Juve Stabia ha la meglio sul Potenza dopo un testa a testa durato fino all’ultima giornata che, per ironia della sorte, prevede proprio lo scontro diretto con i lucani al Menti: lo Stabia si aggiudica lo scontro diretto (2-1) e soprattutto il campionato, conquistando la promozione diretta in C2. Inoltre, riesce nell’ulteriore impresa di vincere anche la Coppa Italia Serie D al termine della finale con la Massese (battuta 4-2) disputata davanti ai 12.000 del Menti.

Il ritorno tra i professionisti

Ritornata nei professionisti, tre stagioni dopo lo scioglimento, la Juve Stabia rinforza ulteriormente la propria rosa, poiché l’obiettivo è la C1. Alla fine del girone di ritorno le vespe giungono per un punto secondi alle spalle del Manfredonia e ai play-off viene eliminata dalla Cavese. Grazie alla mancata iscrizione di varie società delle serie superiori, nell’estate 2005 la Juve Stabia viene ripescata e ritorna in C1.

Nella stagione 2005-2006, con una terza serie arricchita dalla presenza di squadre come Napoli (battuto 3-1 al Romeo Menti nel derby) e Perugia, le vespe chiudono penultime, salvandosi però ai play-out alle spese dell’Acireale vincendo in casa (2-1) e pareggiando poi in Sicilia (1-1).

Nel 2006-07, la Juve Stabia si alterna tra la zona playoff ed il 7º posto, uscendo dalla zona alta solo a due giornate dalla fine, complice la sconfitta esterna contro la Sambenedettese.

Nel 2007-08, invece, i gialloblù giungono quindicesimi nel campionato di serie C1 girone B, guadagnando tuttavia l’opportunità di salvarsi ai play-out riuscendoci, grazie alla vittoria in casa del Lanciano per 1 a 0 e al pareggio a reti bianche disputato a Castellammare di Stabia.

Paolo D’arco venderà, poi, a Cesarano, ma dobbiamo dire grazie lo stesso a questo presidente che restituì alla città un amore chiamato Juve Stabia.

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