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L’Inter ha chiuso la stagione 2016/17 con un settimo posto in serie A, eliminata ai gironi di Europa League e ai quarti di coppa Italia.

Proviamo ad analizzare i motivi che hanno portato i nerazzurri a vivere un’annata deludente.

MANCINI – La stagione inizia col ritiro estivo agli ordini del mister Roberto Mancini con l’obiettivo di tornare in Champions League; ma fin da subito emergono voci, poi rivelatesi fondate, dei primi malumori del tecnico. L’allenatore jesino in seguito a frizioni con la società, l’8 agosto trova l’accordo per la risoluzione del contratto, al suo posto il presidente Erick Thohir sceglie l’ex tecnico dell’Ajax, Frank De Boer.

 

 

DE BOER – La sessione estiva di calciomercato vede l’Inter acquistare Banega, Ansaldi, Candreva ed i tanto discussi Joao Mario e Gabriel Barbosa. De Boer resta alla guida dell’Inter solamente tre mesi, in cui perde metà delle partite disputate, compromettendo anche la qualificazione ai sedicesimi di Europa League, pur riuscendo a sconfiggere la Juventus. Il tecnico olandese ha sicuramente la sua parte di colpe, come il non voler recedere dalla sua idea di calcio aggressivo e offensivo totalmente diverso da quello del suo predecessore; di fatto il calcio che voleva proporre si è visto solamente nel match contro i campioni d’Italia. Lo spogliatoio rigetta le convinzioni di De Boer alle prime difficoltà e gli si rivolta contro. Non hanno giocato a favore del tecnico olandese l’essere stato scelto a meno di un mese dall’inizio di un campionato per giunta a lui sconosciuto e la condizione atletica carente di una squadra non costruita da lui. Dopo la sconfitta patita contro la Sampdoria del 30 ottobre, la società decide di esonerarlo.

 

 

Per le successive due partite subentra l’allenatore della Primavera Stefano Vecchi, ma nel frattempo parte un vero e proprio casting per scegliere il nuovo tecnico. In questo frangente si scopre che la società interista non è compatta apparendo come un “mostro a più teste”. Il presidente Thohir appare delegittimato dal fallimento della gestione De Boer, la parte “italiana” della dirigenza capeggiata dal duo Zanetti-Ausilio propende per Pioli, infine Suning che vorrebbe un profilo internazionale.

PIOLI – La scelta ricade su un tecnico che abbia già allenato in serie A, Stefano Pioli, ex tecnico della Lazio. L’allenatore parmense, nonostante la brutta posizione in classifica, dice di credere alla possibilità di raggiungere il terzo posto. Dopo una partenza con risultati altalenanti, l’Inter conquista 7 vittorie consecutive che la portano al quarto posto in classifica. Sul più bello, dopo il 7-1 all’Atalanta, si rompe qualcosa. I nerazzurri pareggiano a Torino e danno il via ad un periodo tremendo di crisi che li vedrà raccogliere solo 2 punti nelle successive 7 gare. Alla prima difficoltà la squadra, vedendo allontanarsi definitivamente l’obiettivo prefissato, si scioglie e molla, come candidamente ammesso da alcuni calciatori. La sconfitta di “Marassi” contro il Genoa è fatale a Pioli, che già da qualche settimana non aveva più in pugno il gruppo.

 

 

VECCHI – Pur non volendo, la società si vede costretta a cambiare ancora una volta l’allenatore, scegliendo di nuovo Vecchi per le ultime 3 gare di campionato. L’ex tecnico della Primavera ha il compito di concludere degnamente il campionato. Nelle conferenze stampa rilascia anche dichiarazioni forti che fotografano la situazione. Vecchi sostiene che i giocatori si allenano bene, ma che non riescono a reagire alle prime difficoltà, si impegnano ma non accettano di fare lo sforzo ulteriore per superarle. L’Inter chiude la stagione con un deludente settimo posto in classifica e di conseguenza fuori dalla coppe europee la prossima stagione.

 

 

PROSPETTIVE FUTURE – Quella che verrà sarà la prima vera stagione con Suning a capo dell’Inter, perchè come abbiamo visto il caos dell’ultima annata è stato generato anche dalle diverse idee di dirigenze vecchie e nuove. Ci si augura che la nuova proprietà cinese faccia tesoro degli errori fatti quest’anno per non ripeterli in futuro. Si sono rivelati sbagliati gli acquisti di Joao Mario e Gabigol, colpi mediatici che sono costati tanto e non hanno reso in un contesto difficile come quello italiano. Inoltre si è scelto di non risolvere le lacune della rosa, carente di terzini di livello adeguato. Già da diverse settimane la proprietà cinese sta effettuando un restyling della dirigenza e a breve dovrebbe essere ufficializzato il nome del nuovo allenatore. Si prevedono grossi investimenti sul mercato, sperando che il nuovo coordinatore generale Walter Sabatini sappia indirizzarli nella giusta direzione rinforzando la rosa. L’obiettivo primario per l’anno prossimo è tornare in Champions League.

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