Premier League messa in ginocchio dalla Brexit: ecco cosa cambia

La Premier League dopo la Brexit dovrà affrontare diversi problemi, come quelli della svalutazione della sterlina o degli extracomunitari già presenti nelle rose dei vari club: ecco cosa cambia.

Partiamo dal valore della sterlina. Ovviamente la moneta della Gran Bretagna avrà una svalutazione rispetto alle altre monete, quindi per acquistare giocatori dall’estero avranno bisogno di spendere più di quando avrebbero dovuto spendere fino a ieri sera. Al cambio attuale ad esempio per acquistare un giocatore che costa 40 milioni di euro in Italia, ieri per una squadra del Regno Unito costava 32 milioni di sterline, mentre oggi costerebbe 45 milioni di sterline. Discorso inverso per le squadre che vorrebbero acquistare giocatori dal campionato inglese, che avrebbero l’opportunità di prendere giocatori al prezzo di “saldo”.

Passiamo alle difficoltà per tutti i club, che dovranno rivalutare le proprie rose. Al momento la Premier League vanta 161 giocatori stranieri, ma soltanto una cinquantina avrebbero l’opportunità di ottenere il permesso di soggiorno. Tra le squadre più in difficoltà il Watford ed il Sunderland, che hanno un gran numero di extracomunitari. Tra le “vittime” eccellenti di questo taglio ci potrebbero essere Payet, Lukaku, De Gea, Mata, Martial, Kanté, Navas, Nasri, Bellerin,… insomma molti giocatori al momento fondamentali per i propri allenatori. Molto probabilmente la federazione inglese studierà un modo per cambiare le attuali regole, altrimenti è prevista una svalutazione incredibile del massimo campionato inglese.

Le squadre inglesi al momento sono libere di acquistare giocatori con il passaporto europeo, ma con la Brexit cambia molto, a meno che il Regno Unito rinnovi i propri accordi con l’Unione Europea per quanto riguarda la libera circolazione dei lavoratori. Nel caso avvenisse ciò non cambierebbe niente. Nella peggiore delle ipotesi tutti i giocatori europei verranno considerati extracominutari, quindi per giocare in Premier negli ultimi 2 anni il giocatore deve aver disputato un certo numero di partite con la propria nazionale. Il numero di queste partite dipende dal ranking FIFA della nazionale stessa:
– Il 30% se la nazionale è tra il 1° e il 10° posto del ranking;
– il 45% se la nazionale è tra l’11° e il 20° posto nel ranking;
– il 50% se la nazionale è tra il 21° e il 30° posto nel ranking;
– il 75% se la nazionale è tra il 31° e il 50° posto nel ranking.

Una delle poche cose positive che porterà questa situazione nel calcio inglese è la rivalutazione dei giovani inglesi che avranno certamente più spazio e ne beneficerà tutto il movimento nazionale: dalle Under fino alla nazionale maggiore.

Ovviamente questo è un processo che avrà bisogno di diverso tempo per compiersi definitivamente, quindi noi non possiamo fare altro che aspettare e vedere tutte le conseguenze che si avranno in Premier League, sperando in qualcosa di positivo.


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