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Per le interviste di Magazine Pragma abbiamo avuto il piacere di intervistare l’ex allenatore della Juve Stabia Primavera Mario Turi.

Di seguito l’intervista a cura di V.Santarpia:

Mister, lei è “cresciuto” professionalmente nella Juve Stabia dopo l’esperienza a Gragnano. Quali sono stati i momenti più emozionanti della sua avventura qui a Castellammare?

Tutti perché da tifoso ho potuto assistere alla cavalcata vincente che ci ha portato dalla vecchia C2 alla serie B. Da un punto di vista strettamente professionale credo che la partecipazione al torneo di Viareggio sia stata un’esperienza indimenticabile: il top per un allenatore di settore giovanile. Ricordo con piacere tutti gli anni trascorsi nel settore giovanile. Grazie a questa esperienza ho potuto confrontarmi con allenatori che oggi allenano anche in serie A: Montella, Stramaccioni, Baroni, Bucchi, Tedesco, Simone Inzaghi e tanti altri.

Lei appunto ci ha raccontato dell’esperienza al torneo di Viareggio. Durante l’importante e prestigioso torneo avete battuto una squadra che sulla carta poteva sembrare più forte: la Juventus. Lei immaginava di poter fare così bene?

In realtà insieme con i ragazzi e tutto lo staff del settore giovanile non ci siamo mai posti limiti…il nostro obiettivo è sempre stato quello di provare a dare il massimo in tutte le competizioni e provare a “rompere le scatole” alle formazioni più blasonate di noi. Qualche volta ci siamo riusciti alla grande altre volte non proprio, ma di sicuro ai ragazzi avevamo poco da rimproverare perché avevano imparato ad onorare la maglietta!

 

La Juve Stabia ha puntato su mister Gaetano Fontana per la guida della panchina in vista della prossima stagione. Lei ha mai cullato il sogno di poter venire ad allenare la prima squadra un giorno?

I sogni non costano niente, sono giovanissimo tifoso della Juve Stabia dalla nascita e chiaramente per me quella panchina ha un sapore speciale. Spero di fare esperienza, crescere da un punto di vista professionale e poi chissà magari un giorno il sogno potrebbe avverarsi.

A chi si ispira come allenatore, come vede la Nazionale in vista dei prossimi campionati europei?

Non ho un modello preciso ma sicuramente preferisco un calcio che si avvicina a quello di Guardiola e non a quello di Simeone: giusto per fare i nomi di due filosofie di calcio attuali. Siccome non ho giocato a calcio a livelli importanti sono un appassionato di Mourinho, Sacchi, Sarri e tutti quelli che hanno basato successi e soprattutto competenze sullo studio. Idee ed aggiornamento sono alla base.
Per la Nazionale non saprei: in generale non abbiamo un organico di altissimo livello, ma forse proprio per il fatto che tutti i media ribadiscono questo concetto la rosa potrebbe cimentarsi e trovare stimoli e motivazioni per zittire tutti…d’altronde la storia insegna che la nostra Nazionale dà il meglio proprio di sé proprio quando pensa di avere l’opinione pubblica contro.
 Credits Foto: Facebook
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